Ricorso Inammissibile in Cassazione: Quando Ripetere gli Stessi Motivi Porta alla Condanna
Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre lo spunto per analizzare un errore comune nei ricorsi penali: la semplice riproposizione dei motivi già discussi in Appello. Quando un ricorso inammissibile viene presentato, l’esito è quasi sempre scontato, con conseguenze negative per il ricorrente. L’ordinanza n. 42665/2024 della Settima Sezione Penale illustra perfettamente i confini del giudizio di legittimità e perché la Suprema Corte non è un “terzo grado” di merito.
I Fatti del Processo
Il caso ha origine da un ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Bologna. L’appellante aveva contestato la decisione dei giudici di secondo grado su più fronti: la sua responsabilità penale, la sussistenza dell’elemento psicologico del reato, il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (ex art. 131-bis c.p.), e il diniego sia di un’attenuante specifica (art. 62, n. 4 c.p.) sia delle attenuanti generiche.
In sostanza, la difesa mirava a ottenere una riconsiderazione completa degli elementi che avevano portato alla condanna, proponendo una lettura alternativa delle prove e una diversa ricostruzione dei fatti.
La Decisione sul Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione, senza entrare nel merito delle questioni sollevate, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La decisione, sebbene sintetica, è estremamente chiara nell’applicare principi consolidati della procedura penale.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile
Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui i giudici hanno respinto l’impugnazione. La Corte ha osservato che tutti i motivi presentati non erano altro che una “mera reiterazione” di quelli già esposti e valutati dalla Corte d’Appello. Il ricorrente non ha sollevato vizi di legittimità della sentenza impugnata (come un’errata applicazione della legge o una motivazione manifestamente illogica), ma ha tentato di ottenere dalla Cassazione ciò che la legge non le consente di fare: un nuovo giudizio sui fatti.
La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella dei giudici di merito. Non può “saggiare la tenuta logica della pronuncia” confrontandola con modelli di ragionamento alternativi proposti dalla difesa. Il compito della Cassazione è verificare che la motivazione della sentenza d’appello sia coerente, logica e rispettosa della legge, non stabilire se un’altra ricostruzione dei fatti fosse altrettanto o più plausibile. A sostegno di questo principio, viene citata una storica sentenza delle Sezioni Unite (Jakani, 2000), che ha tracciato una linea invalicabile tra il giudizio di merito e quello di legittimità.
Le Conclusioni: L’Importanza di Formulare Correttamente un Ricorso per Cassazione
Questa ordinanza è un monito fondamentale per chiunque intenda impugnare una sentenza penale in Cassazione. Per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile, è essenziale che l’atto di impugnazione si concentri su precise questioni di diritto o su vizi logici evidenti e decisivi nella motivazione della sentenza precedente. Tentare di rimettere in discussione l’attendibilità di una testimonianza o la rilevanza di una prova, argomenti tipici dei giudizi di primo e secondo grado, è una strategia destinata al fallimento. Il risultato non sarà solo la conferma della condanna, ma anche l’aggiunta di ulteriori oneri economici a carico del ricorrente.
Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già esaminati e respinti dalla Corte d’Appello, senza sollevare nuove questioni di diritto o vizi di legittimità della sentenza impugnata.
Cosa non può fare la Corte di Cassazione quando esamina un ricorso?
La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti del caso, né sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella compiuta dai giudici dei precedenti gradi di giudizio. Il suo compito è limitato al controllo della corretta applicazione della legge e della logicità della motivazione.
Quali sono le conseguenze concrete di un ricorso dichiarato inammissibile?
Le conseguenze sono due: la sentenza impugnata diventa definitiva e irrevocabile, e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro a titolo di sanzione a favore della Cassa delle ammende (in questo caso, 3.000 euro).