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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi. L’imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale, aveva presentato un appello senza confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado. Questa decisione sottolinea l’importanza di formulare impugnazioni precise e pertinenti, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 21195 Anno 2024
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Pubblicato il 20 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara

Presentare un ricorso in Cassazione richiede rigore e precisione. Un recente provvedimento della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la mancanza di specificità nei motivi di impugnazione possa portare a una dichiarazione di ricorso inammissibile, con conseguenze economiche per il ricorrente. Approfondiamo una vicenda che evidenzia un principio fondamentale della procedura penale: la necessità di un confronto diretto e puntuale con la decisione impugnata.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Palermo, che aveva condannato un individuo per i reati previsti dagli articoli 81 e 337 del codice penale, ovvero resistenza a un pubblico ufficiale aggravata dalla continuazione. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, l’imputato aveva proferito minacce al fine di evitare un controllo di polizia e il conseguente sequestro del proprio veicolo.

Contro questa decisione, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo l’insussistenza dei delitti contestati. Tuttavia, la sua difesa si è limitata a enunciare principi giurisprudenziali astratti, senza entrare nel dettaglio delle motivazioni specifiche che avevano portato alla sua condanna.

La Decisione della Corte e la Regola del ricorso inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La ragione di tale decisione risiede interamente nella ‘genericità dei motivi’. I giudici supremi hanno osservato come l’atto di impugnazione fosse completamente privo di un confronto critico con la sentenza della Corte d’Appello.

In pratica, il ricorrente non ha spiegato perché le argomentazioni dei giudici di secondo grado fossero errate nel suo caso specifico. Si è limitato a citare massime giurisprudenziali, ignorando il nucleo della decisione impugnata: ovvero, che le sue minacce erano state chiaramente finalizzate a impedire l’attività dei pubblici ufficiali.

Le Motivazioni

La Corte ha ribadito un principio consolidato, richiamando anche un precedente del 2007 (sentenza n. 34270): un ricorso è inammissibile per genericità dei motivi quando manca qualsiasi correlazione tra le ragioni argomentate nella decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’atto di impugnazione. Non si può semplicemente ignorare ciò che il giudice precedente ha scritto; è necessario contestarlo punto per punto, in modo pertinente e specifico.

Il provvedimento censurato aveva chiarito in modo inequivocabile la finalità delle minacce. Il ricorso, non affrontando questo punto cruciale, è caduto nel ‘vizio di aspecificità’. Di conseguenza, la Corte non ha potuto fare altro che dichiararlo inammissibile, senza neppure entrare nel merito della questione.

Conclusioni

La decisione ha due importanti implicazioni pratiche. La prima è di natura processuale: chi intende impugnare una sentenza deve formulare motivi specifici, che si confrontino direttamente con la motivazione del provvedimento contestato. Limitarsi a enunciazioni di principio o a critiche generiche non è sufficiente. La seconda è di natura economica: la dichiarazione di inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questo serve da monito: un ricorso presentato senza la dovuta diligenza e specificità non solo è inutile, ma può anche risultare costoso.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la genericità dei motivi, in quanto l’appellante non ha stabilito una correlazione tra le proprie argomentazioni e le ragioni esposte nella sentenza impugnata, omettendo di confrontarsi con essa.

Qual è la conseguenza economica di un ricorso inammissibile in questo caso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Cosa aveva stabilito la sentenza di secondo grado riguardo le minacce dell’imputato?
La sentenza di secondo grado aveva chiarito che le minacce del ricorrente erano finalizzate a evitare il controllo da parte dei pubblici ufficiali e il sequestro del suo veicolo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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