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Ricorso inammissibile e art. 707 c.p.: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli (art. 707 c.p.). La Corte ha stabilito che l’appello si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in secondo grado, tentando una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La giustificazione fornita dall’imputato, relativa a un’attività di apicoltura, era stata correttamente ritenuta infondata dai giudici di merito.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40312 Anno 2025
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Pubblicato il 1 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Conferma la Condanna ex Art. 707 c.p.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale del nostro sistema processuale: il giudizio di legittimità non è un terzo grado di merito. Il caso in esame ha portato alla dichiarazione di un ricorso inammissibile, confermando la condanna di un soggetto per il reato di possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso, previsto dall’articolo 707 del codice penale. Analizziamo insieme la vicenda e le motivazioni della Suprema Corte.

I Fatti di Causa

La vicenda processuale ha origine dalla condanna di un individuo per il reato di cui all’art. 707 del codice penale. L’imputato era stato trovato in possesso di strumenti comunemente utilizzati per forzare serrature, senza essere in grado di fornire una giustificazione plausibile e attuale del loro possesso.

Nei gradi di merito, l’imputato aveva tentato di difendersi sostenendo che tali strumenti fossero destinati all’esercizio di un’attività di apicoltura. Tuttavia, questa giustificazione non era stata supportata da alcuna prova documentale o fattuale che ne dimostrasse la serietà e l’attualità. Di conseguenza, sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano confermato la sua responsabilità penale.

Contro la sentenza di secondo grado, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando un presunto difetto di motivazione in ordine alla valutazione delle prove a suo carico.

La Decisione sul Ricorso Inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un’argomentazione netta: i motivi proposti dal ricorrente non erano nuovi, ma si limitavano a riproporre le medesime censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello.

Secondo gli Ermellini, l’imputato non ha sollevato vizi di legittimità (cioè violazioni di legge o difetti logici manifesti nella motivazione), ma ha tentato di sollecitare una rilettura alternativa del merito della vicenda. Questo tipo di operazione è preclusa in sede di Cassazione, il cui compito non è quello di riesaminare i fatti, ma di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della sentenza impugnata.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte ha sottolineato come la Corte d’Appello avesse già fornito una motivazione logica e giuridicamente corretta per rigettare la tesi difensiva. In particolare, i giudici di merito avevano evidenziato l’assenza totale di prove a sostegno dell’effettivo svolgimento dell’attività di apicoltura, rendendo la giustificazione fornita dall’imputato né seria né attuale.

Il ricorso, pertanto, è stato giudicato meramente riproduttivo e finalizzato a una non consentita rivalutazione del materiale probatorio. Citando consolidata giurisprudenza, la Cassazione ha ricordato che un motivo di ricorso non può limitarsi a criticare la valutazione delle prove operata dal giudice di merito, contrapponendovi una propria, diversa interpretazione. Per questi motivi, il ricorso inammissibile è stato rigettato, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza offre un’importante lezione sulla funzione e i limiti del ricorso per Cassazione. Non è un’ulteriore istanza per discutere i fatti, ma un rimedio straordinario per correggere errori di diritto. Chi intende impugnare una sentenza di condanna davanti alla Suprema Corte deve essere in grado di individuare specifici vizi di legittimità, senza sperare in una nuova valutazione delle prove. La decisione rafforza il principio secondo cui la giustificazione per il possesso di strumenti da scasso deve essere seria, attuale e, soprattutto, provata, per non incorrere nelle sanzioni previste dall’art. 707 c.p.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile quando, tra le altre ragioni, si limita a riproporre le stesse censure già esaminate e respinte nei gradi di merito o quando mira a ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività che non è permessa in sede di legittimità.

Cosa punisce l’articolo 707 del codice penale?
L’articolo 707 del codice penale punisce chi viene colto in possesso di chiavi alterate o di strumenti atti ad aprire o a forzare serrature (come grimaldelli), senza essere in grado di giustificarne l’attuale destinazione.

È sufficiente fornire una qualsiasi giustificazione per il possesso di strumenti da scasso per evitare una condanna?
No. Secondo quanto emerge dalla decisione, la giustificazione fornita deve essere caratterizzata da serietà e attualità, e deve essere supportata da elementi di prova. Una giustificazione generica o non provata, come quella relativa all’attività di apicoltura nel caso di specie, viene ritenuta infondata.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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