Ricorso Inammissibile: La Cassazione Conferma la Condanna per Truffa Contrattuale
Con l’ordinanza n. 39842 del 2024, la Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, consolidando una condanna per il reato di truffa contrattuale. Questa decisione offre importanti spunti di riflessione sui requisiti di specificità necessari per un ricorso in sede di legittimità e sulla configurazione della responsabilità penale per chi mette a disposizione il proprio conto corrente per attività illecite. L’esito del giudizio sottolinea come la reiterazione di argomentazioni generiche, già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, non possa superare il vaglio della Suprema Corte.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine da una sentenza della Corte di Appello di Brescia, che aveva confermato la responsabilità penale di un’imputata per il delitto di truffa. L’accusa si fondava sul suo coinvolgimento in un’operazione fraudolenta, la cui prova principale era il suo ruolo di intestataria del conto corrente sul quale erano stati accreditati i profitti derivanti dal reato. Insoddisfatta della decisione, l’imputata ha proposto ricorso per Cassazione, contestando la correttezza della motivazione che aveva portato alla sua condanna.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La Corte non è entrata nel merito delle argomentazioni difensive, poiché ha riscontrato un vizio preliminare e assorbente: la genericità e aspecificità del motivo di ricorso. Secondo i giudici, l’atto di impugnazione si limitava a riproporre le stesse censure già adeguatamente scrutinate e motivatamente disattese dalla Corte di Appello, senza confrontarsi criticamente con la logica della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile?
La decisione della Cassazione si fonda su principi procedurali consolidati. La motivazione dell’inammissibilità si articola su tre punti cardine:
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Genericità e Aspecificità dei Motivi: Il vizio principale del ricorso risiedeva nella sua incapacità di individuare specifiche criticità logiche o giuridiche nella sentenza della Corte d’Appello. La difesa si è limitata a reiterare argomentazioni di fatto, tentando di offrire una lettura alternativa della vicenda che, tuttavia, era già stata motivatamente respinta. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle difese svolte nei gradi di merito, ma deve attaccare in modo puntuale e specifico la coerenza e la correttezza giuridica della decisione impugnata.
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Sussistenza della Responsabilità Concorsuale: La Corte di merito aveva chiaramente argomentato in merito alla responsabilità concorsuale dell’imputata. Il fatto di essere l’intestataria del conto corrente destinatario dei proventi del reato è stato considerato un elemento sufficiente a dimostrare il suo consapevole contributo alla realizzazione della truffa. Il tentativo della difesa di sminuire questo ruolo è stato giudicato inefficace dalla Cassazione, che ha ritenuto logica e congrua la motivazione della Corte d’Appello.
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Configurazione della Truffa Contrattuale: La difesa aveva inoltre tentato di ricondurre i fatti nell’alveo di una mera questione civilistica. La Corte ha invece ribadito che la presenza di ‘artifizi e raggiri’, espressamente enunciati nella sentenza di secondo grado, integra pienamente la fattispecie penale della truffa contrattuale, superando la soglia del semplice inadempimento contrattuale.
Le Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Decisione
Questa ordinanza ribadisce alcuni principi fondamentali del nostro ordinamento processuale e penale. In primo luogo, essa serve da monito sulla necessità di formulare ricorsi per Cassazione che siano specifici e critici, non mere ripetizioni di argomenti già vagliati. Un ricorso inammissibile non solo è inefficace, ma comporta anche conseguenze economiche per il ricorrente.
In secondo luogo, la decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato: chi mette a disposizione il proprio conto corrente per la ricezione di somme di provenienza illecita rischia di essere ritenuto corresponsabile del reato presupposto, a titolo di concorso. Non è possibile invocare una semplice negligenza quando le circostanze rendono evidente la natura fraudolenta dell’operazione.
Infine, la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende rappresenta un’ulteriore sanzione che mira a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché ritenuto generico e aspecifico. L’appellante si è limitata a riproporre le stesse censure già esaminate e respinte con motivazione congrua dalla Corte d’Appello, senza confrontarsi criticamente con la sentenza impugnata.
In che modo è stata stabilita la responsabilità dell’imputata nel reato di truffa?
La sua responsabilità concorsuale è stata affermata in quanto intestataria del conto corrente sul quale sono confluiti i profitti del reato di truffa. Questo elemento, unito alla sussistenza di ‘artifizi e raggiri’, ha integrato la fattispecie di truffa contrattuale.
Quali sono state le conseguenze economiche per la ricorrente a seguito della decisione?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.