Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione Mette un Punto Fermo
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un’importante lezione sui limiti e le condizioni per presentare un ricorso, chiarendo perché un’impugnazione può essere dichiarata un ricorso inammissibile. Analizzeremo una decisione che respinge le lamentele di un imputato condannato per danneggiamento, sottolineando due principi fondamentali del nostro sistema processuale penale: la procedibilità d’ufficio in presenza di aggravanti e i confini del sindacato di legittimità della Suprema Corte.
I Fatti del Caso
Un soggetto, condannato in Corte d’Appello per il reato di danneggiamento previsto dall’art. 635 del codice penale, ha presentato ricorso per Cassazione basando le sue doglianze su due argomenti principali. In primo luogo, sosteneva la violazione di norme procedurali, in particolare un presunto ‘difetto di querela’, ritenendo che l’azione penale non potesse essere avviata senza la denuncia formale della parte offesa. In secondo luogo, contestava la logicità e la correttezza della motivazione con cui i giudici di merito avevano affermato la sua responsabilità.
La Decisione della Corte di Cassazione e il concetto di ricorso inammissibile
La Corte Suprema ha rigettato completamente le argomentazioni della difesa, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza, ma si ferma a un livello precedente, stabilendo che le ragioni addotte non erano idonee a giustificare un riesame da parte della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
La Corte ha smontato punto per punto i motivi del ricorso, fornendo chiarimenti preziosi.
L’irrilevanza della Querela in Presenza di Aggravanti
Il primo motivo è stato giudicato ‘manifestamente infondato’. La Cassazione ha spiegato che, sebbene il danneggiamento semplice possa richiedere la querela, nel caso specifico era stata contestata un’aggravante ai sensi dell’art. 625, n. 7 del codice penale. La presenza di tale aggravante trasforma il reato, rendendolo procedibile d’ufficio. Ciò significa che lo Stato può e deve perseguire il colpevole indipendentemente dalla volontà della persona offesa. Pertanto, la questione della querela diventava del tutto irrilevante, così come le recenti modifiche legislative (d.lgs. n. 150/2022) richiamate dalla difesa.
I Limiti del Controllo della Cassazione sulla Motivazione
Anche il secondo motivo, relativo all’illogicità della motivazione, è stato respinto. La Corte ha ribadito un principio cardine del suo ruolo: il sindacato di legittimità. La Cassazione non è un ‘terzo grado’ di giudizio dove si possono rivalutare i fatti e le prove. Il suo compito, come definito dall’art. 606, comma 1, lettera e) del codice di procedura penale, è verificare se la motivazione della sentenza impugnata presenti vizi logici evidenti o contraddizioni interne. In questo caso, i giudici hanno ritenuto che la Corte d’Appello avesse fornito una spiegazione logica e giuridicamente corretta sull’intenzionalità del danneggiamento, basandosi sulle risultanze processuali. Le critiche del ricorrente sono state liquidate come ‘mere doglianze in punto di fatto’, ovvero un semplice disaccordo con la valutazione dei fatti compiuta dal giudice, che non può trovare spazio in sede di legittimità.
Le Conclusioni
Questa ordinanza riafferma con forza due concetti chiave. Primo: la presenza di specifiche aggravanti può cambiare radicalmente il regime di procedibilità di un reato. Secondo: il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per tentare di ottenere una nuova valutazione delle prove. Per avere successo, un ricorso deve evidenziare vizi giuridici o illogicità palesi e manifeste nella sentenza, non limitarsi a proporre una lettura alternativa dei fatti. La dichiarazione di inammissibilità e la conseguente condanna a spese e sanzioni pecuniarie servono da monito sull’importanza di fondare le proprie impugnazioni su basi giuridiche solide e pertinenti al ruolo della Suprema Corte.
Quando un reato come il danneggiamento diventa procedibile d’ufficio?
Secondo l’ordinanza, un reato che normalmente richiederebbe la querela, come il danneggiamento, diventa procedibile d’ufficio quando viene contestata una specifica circostanza aggravante, come quella prevista dall’art. 625 n. 7 del codice penale. In tal caso, l’azione penale prosegue indipendentemente dalla volontà della persona offesa.
Cosa significa che la Corte di Cassazione esercita un sindacato di legittimità?
Significa che la Corte non riesamina i fatti o le prove del processo come un giudice di merito. Il suo compito è limitato a controllare che la legge sia stata applicata correttamente e che la motivazione della sentenza impugnata sia logica, coerente e non contraddittoria. Non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del giudice precedente.
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, viene respinto senza essere esaminato nel merito. Questo comporta la conferma della decisione impugnata e, come in questo caso, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.