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Ricorso in Cassazione intempestivo: quando il ritardo costa caro

Il caso riguarda un uomo condannato per evasione che ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello. La Suprema Corte ha rilevato che il difensore ha depositato l’atto di impugnazione oltre i termini stabiliti dalla legge. La sentenza d’appello era stata pronunciata il 7 luglio 2022 con un termine di novanta giorni per il deposito della motivazione. Di conseguenza, il termine di quarantacinque giorni per impugnare scadeva il 19 novembre 2022, ma il ricorso è stato depositato solo il 5 dicembre 2022. A causa di questo ritardo, la Cassazione ha dichiarato il ricorso in Cassazione intempestivo e quindi inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende per evidente mancanza di diligenza.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 24921 Anno 2023
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Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso dell’evasione e il ricorso in Cassazione intempestivo

Il rispetto dei termini procedurali rappresenta un pilastro fondamentale del sistema giudiziario italiano. Nel caso in esame, un cittadino precedentemente condannato per il reato di evasione ha cercato di impugnare la decisione della Corte d’Appello. Tuttavia, il suo difensore ha presentato un ricorso in Cassazione intempestivo, determinando l’immediata chiusura del procedimento senza alcuna analisi del merito della vicenda.

La vicenda trae origine dalla condanna inflitta dal Tribunale di Verona e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. L’imputato ha contestato la sussistenza dei fatti attraverso il proprio legale, lamentando vizi di motivazione della sentenza di secondo grado. La Suprema Corte non ha potuto esaminare queste lamentele a causa di un grave errore di calcolo dei tempi di deposito dell’atto.

Il calcolo dei termini per impugnare la sentenza

La legge stabilisce regole precise e rigorose per il calcolo dei giorni utili alla presentazione delle impugnazioni. Nel processo penale, la scadenza per proporre il ricorso dipende strettamente dal momento in cui il giudice deposita le motivazioni della sentenza.

Nel caso specifico, la Corte d’Appello ha pronunciato il dispositivo in udienza il 7 luglio 2022, riservandosi un termine di novanta giorni per il deposito della motivazione scritta. Il giudice di secondo grado ha depositato la motivazione l’8 settembre 2022, rispettando pienamente il termine concesso. Da quel momento, secondo le norme del codice di procedura penale, decorreva il termine di quarantacinque giorni per la presentazione del ricorso.

Questo termine specifico iniziava a correre dal giorno di scadenza fissato per il deposito, ovvero il 5 ottobre 2022. Di conseguenza, l’ultimo giorno utile per presentare l’impugnazione scadeva inderogabilmente il 19 novembre 2022. Il difensore ha invece depositato l’atto presso la cancelleria solo il 5 dicembre 2022, accumulando un ritardo di oltre due settimane.

Le motivazioni della decisione sul ricorso in Cassazione intempestivo

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione sulla natura perentoria (ovvero che non ammette proroghe o ritardi) dei termini di impugnazione. I giudici di legittimità hanno rilevato l’inammissibilità del ricorso proprio a causa della sua tardività.

La tardiva presentazione dell’atto impedisce al giudice di entrare nel merito dei motivi di ricorso, rendendo la condanna definitiva. La giurisprudenza costituzionale e di legittimità ribadisce costantemente che il mancato rispetto dei termini processuali non può essere sanato, salvo casi eccezionali di forza maggiore o caso fortuito che qui non sono stati dimostrati. La negligenza professionale nel calcolo delle date comporta la perdita del diritto di difesa nel terzo grado di giudizio. I giudici hanno quindi applicato rigorosamente le norme del codice di procedura penale che sanzionano l’intempestività con l’inammissibilità dell’atto.

Le conclusioni della Cassazione sulla condanna pecuniaria

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha applicato le sanzioni previste dalla legge per la mancanza di diligenza. Oltre alla perdita definitiva della possibilità di contestare la condanna per evasione, il ricorrente deve ora affrontare pesanti conseguenze economiche.

La Cassazione ha condannato l’imputato al pagamento delle spese del procedimento giudiziario. Inoltre, i giudici hanno imposto il versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria viene applicata ogni volta che l’inammissibilità del ricorso sia imputabile a colpa o a evidente difetto di diligenza della parte o del suo difensore. La decisione evidenzia l’importanza cruciale di un monitoraggio attento delle scadenze processuali per evitare gravi danni economici e personali ai clienti.

Cosa succede se si presenta un ricorso oltre la scadenza dei termini?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per intempestività e i giudici non esaminano i motivi dell’impugnazione, rendendo definitiva la condanna precedente.

Come si calcola il termine per presentare il ricorso in Cassazione?
Il termine ordinario è di quarantacinque giorni e inizia a decorrere dalla scadenza del termine stabilito dal giudice per il deposito della motivazione della sentenza.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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