Ricorso Generico: Quando l’Appello in Cassazione è Destinato a Fallire
Nel processo penale, l’atto di impugnazione è uno strumento fondamentale per garantire il diritto di difesa. Tuttavia, la sua efficacia dipende dalla specificità delle contestazioni mosse. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio cruciale: un ricorso generico, che si limita a lamentare una presunta carenza di motivazione senza argomentare un interesse concreto, è destinato a essere dichiarato inammissibile. Analizziamo questa decisione per comprendere le sue implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso
Un imputato, condannato dalla Corte d’Appello, ha presentato ricorso per cassazione. L’unica doglianza sollevata dal suo difensore riguardava la motivazione della sentenza impugnata, in particolare in relazione alla mancata riduzione dell’aumento di pena concesso per la continuazione tra i reati. La difesa sosteneva, in sintesi, che i giudici di secondo grado non avessero spiegato adeguatamente le ragioni della quantificazione della pena aggiuntiva.
La Decisione della Corte e il Principio del Ricorso Generico
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La ragione fondamentale di tale decisione risiede nella “sostanziale genericità” del motivo presentato. I giudici supremi hanno osservato come la difesa si fosse limitata a denunciare una mancanza di motivazione in termini astratti, senza però indicare alcun elemento specifico dal quale desumere l’interesse effettivo del ricorrente a contestare quel punto.
Questo approccio si scontra con un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, richiamato anche dalle Sezioni Unite della stessa Corte. Per poter validamente contestare la determinazione della pena, non è sufficiente lamentare un difetto di motivazione, ma è necessario dimostrare un “interesse concreto ed attuale a sostegno della doglianza”. In altre parole, il ricorrente deve spiegare perché quella specifica parte della motivazione è errata e in che modo una sua correzione porterebbe a un beneficio tangibile.
Le Motivazioni della Cassazione
La Corte ha fondato la sua decisione su due pilastri argomentativi.
In primo luogo, ha riaffermato il principio sancito dalle Sezioni Unite nella nota sentenza “Pizzone” (n. 47127/2021). Secondo tale pronuncia, è ammissibile un ricorso contro una sentenza che non specifica il “quantum” degli aumenti di pena per ciascun reato satellite, ma solo a condizione che il ricorrente deduca un interesse concreto. Nel caso di specie, tale interesse non è stato né allegato né dimostrato, rendendo il ricorso generico e, quindi, sterile.
In secondo luogo, la Cassazione ha evidenziato che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la Corte d’Appello aveva in realtà fornito una motivazione adeguata. A pagina 7 della sentenza impugnata, i giudici di merito avevano giustificato l’entità degli aumenti di pena in ragione di elementi specifici, quali la personalità del reo e la gravità oggettiva dei fatti commessi. La motivazione, seppur sintetica, era quindi presente e logicamente coerente.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
La pronuncia in esame offre un’importante lezione per la pratica forense. Non è sufficiente contestare una sentenza in modo vago o formalistico. Per superare il vaglio di ammissibilità della Corte di Cassazione, ogni motivo di ricorso deve essere specifico, dettagliato e, soprattutto, deve evidenziare un interesse reale e concreto alla sua trattazione. Un ricorso generico non solo è inefficace, ma comporta anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto nel caso di specie. Questo principio serve a garantire l’efficienza del sistema giudiziario, scoraggiando impugnazioni dilatorie o palesemente infondate e concentrando le risorse della Suprema Corte sulle questioni di legittimità che presentano una reale rilevanza.
Quando un ricorso per cassazione sulla determinazione della pena è considerato generico?
Un ricorso è considerato generico quando la difesa si limita a lamentare una mancanza di motivazione senza specificare un interesse concreto ed attuale a sostegno della critica. Non basta dire che la motivazione manca, bisogna spiegare perché è rilevante.
È sufficiente affermare che la motivazione di una sentenza è assente per ottenerne la riforma?
No, non è sufficiente. Secondo la decisione analizzata e la giurisprudenza consolidata, il ricorrente deve dedurre un interesse specifico e attuale, dimostrando come una diversa motivazione potrebbe portare a un esito a lui più favorevole. In assenza di ciò, il ricorso è inammissibile.
Qual è la conseguenza di un ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
La Corte non esamina il merito della questione. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva.