Ricorso Generico in Cassazione: Analisi di un’Ordinanza di Inammissibilità
Presentare un ricorso in Cassazione richiede precisione e specificità. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre l’occasione di approfondire il concetto di ricorso generico e le severe conseguenze che ne derivano. L’analisi di questo caso pratico mette in luce perché un’impugnazione vaga e non adeguatamente argomentata sia destinata a fallire, comportando sanzioni economiche per il ricorrente.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da una condanna emessa dal Tribunale di Frosinone e successivamente confermata dalla Corte di Appello di Roma. L’imputato era stato ritenuto colpevole del reato previsto dall’articolo 186, comma 7, del Codice della Strada, che punisce chi rifiuta di sottoporsi agli accertamenti sullo stato di ebbrezza alcolica. La pena inflitta era di sei mesi di arresto e 1.500 euro di ammenda.
Non ritenendosi soddisfatto della decisione, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione. L’unico motivo di doglianza sollevato riguardava un presunto vizio di motivazione, con la richiesta di essere assolto dal reato contestato.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza o innocenza dell’imputato, ma si ferma a un livello procedurale. La Corte ha stabilito che l’atto di impugnazione non possedeva i requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge per poter essere esaminato.
Le Motivazioni: Perché un ricorso generico è inammissibile?
La Corte ha fondato la sua decisione sul principio consolidato secondo cui un ricorso, per essere ammissibile, non può essere generico. Nel caso specifico, i giudici hanno rilevato che il motivo presentato era “totalmente privo delle ragioni di diritto e dei dati di fatto che sostengono la richiesta”.
In pratica, il difensore si era limitato a lamentare un vizio di motivazione senza però confrontarsi adeguatamente con le argomentazioni contenute nella sentenza della Corte d’Appello. Un ricorso efficace deve creare una correlazione diretta tra le ragioni esposte nella decisione impugnata e i motivi per cui si ritiene che tale decisione sia errata. Ignorare le affermazioni del provvedimento che si contesta, senza confutarle punto per punto, rende l’impugnazione aspecifica e, di conseguenza, inammissibile.
La Corte ha richiamato importanti precedenti giurisprudenziali, tra cui una sentenza delle Sezioni Unite (n. 8825/2016), che ha chiarito come l’atto di impugnazione debba contenere una critica argomentata e specifica alla decisione precedente. Un ricorso generico, che si limita a riproporre le stesse tesi già respinte o a formulare critiche vaghe, non assolve a questa funzione.
Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta due conseguenze economiche significative per il ricorrente, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale.
- Condanna al pagamento delle spese processuali: Il ricorrente deve farsi carico dei costi del procedimento giudiziario.
- Versamento alla Cassa delle ammende: Oltre alle spese, il ricorrente è stato condannato a versare una somma, determinata in 3.000 euro, alla Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria è prevista proprio per i casi di ricorso inammissibile, per scoraggiare impugnazioni presentate senza un fondamento serio e specifico.
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: l’accesso alla giustizia, specialmente in sede di legittimità, è un diritto che deve essere esercitato con rigore e professionalità. Un ricorso generico non solo è inefficace, ma si traduce in un aggravio di costi per chi lo propone.
Quando un ricorso in Cassazione viene considerato generico?
Un ricorso è considerato generico quando è totalmente privo delle ragioni di diritto e dei dati di fatto che sostengono la richiesta e non si confronta adeguatamente con le argomentazioni della decisione che si sta impugnando.
Qual è la conseguenza principale di un ricorso inammissibile?
La principale conseguenza è che la Corte non esamina il merito della questione. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.
Perché il ricorrente è stato condannato a pagare una somma alla Cassa delle Ammende?
È stato condannato in applicazione dell’art. 616 del codice di procedura penale, che prevede il versamento di una somma a tale fondo come sanzione per la presentazione di un ricorso dichiarato inammissibile, in assenza di cause di esonero.