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Ricorso generico: inammissibile se manca interesse

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. Il motivo dell’appello, puramente formale e relativo alla mancata indicazione dei termini per il deposito della motivazione, è stato ritenuto un ricorso generico poiché non contestava il merito della condanna, dimostrando così una carenza di interesse specifico all’impugnazione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 43065 Anno 2023
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Pubblicato il 18 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Generico: Quando l’Appello in Cassazione è Inammissibile

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 43065 del 2023, offre un’importante lezione sulla procedura penale, chiarendo i requisiti di ammissibilità delle impugnazioni. Il caso in esame evidenzia come un ricorso generico, ovvero privo di un concreto interesse a contestare la decisione di merito, sia destinato a essere dichiarato inammissibile, anche se solleva questioni formalmente corrette. Analizziamo insieme i dettagli di questa pronuncia per comprenderne la portata.

Il Caso in Esame: Dalla Condanna per Ricettazione al Ricorso in Cassazione

I fatti processuali originano da una condanna per il reato di ricettazione, confermata dalla Corte di Appello di Bologna. La sentenza di secondo grado era stata emessa all’esito di un giudizio celebrato con il cosiddetto ‘rito cartolare’, una procedura scritta introdotta durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, e definita con motivazione contestuale, depositata cioè insieme al dispositivo.
Contro questa decisione, la difesa dell’imputato proponeva ricorso per cassazione, basando l’intera impugnazione su un unico motivo di carattere procedurale.

Il Motivo del Ricorso: Una Censura Meramente Formale

L’avvocato difensore lamentava una violazione di legge, sostenendo la nullità della sentenza d’appello. Secondo la tesi difensiva, la sentenza non avrebbe indicato i termini per il deposito della motivazione. Questa omissione, a dire del ricorrente, avrebbe generato incertezza sul termine utile per proporre l’impugnazione, viziando così l’intero iter.
Si trattava, quindi, di una doglianza focalizzata esclusivamente su un aspetto formale, senza entrare minimamente nel merito della condanna per ricettazione.

La Decisione della Suprema Corte sul ricorso generico

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno preliminarmente ribadito un principio consolidato: nel caso di sentenze con motivazione contestuale emesse con il rito cartolare emergenziale, il termine per l’impugnazione è di quindici giorni e decorre dalla comunicazione del provvedimento.

L’Importanza dell’Interesse ad Agire

Il punto cruciale della decisione, tuttavia, risiede altrove. La Corte ha sottolineato che il ricorrente non aveva indicato quale fosse il suo specifico interesse a ottenere l’annullamento della sentenza. Non avendo mosso alcuna critica alla condanna stessa, il ricorso si è rivelato privo di sostanza. In altre parole, l’imputato si è limitato a una critica formale senza contestare la sua colpevolezza o la correttezza della pena inflitta.

Le Motivazioni

La Suprema Corte ha qualificato l’impugnazione come un ricorso generico. La genericità non deriva da una formulazione imprecisa dei motivi, ma dalla totale assenza di censure sul contenuto della decisione. Il ricorso, per essere ammissibile, deve essere sorretto da un interesse specifico, che consiste nella possibilità per l’imputato di ottenere una decisione più favorevole nel merito. Se il ricorso si limita a denunciare un vizio procedurale senza nemmeno affermare che, in assenza di tale vizio, l’esito del giudizio sarebbe stato diverso o che si intende contestare la condanna, viene meno lo stesso scopo dell’impugnazione. La mancanza di un interesse concreto a mettere in discussione la sentenza impugnata rende il ricorso un esercizio sterile, che non può essere esaminato dalla Corte. Di conseguenza, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., all’inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Le Conclusioni

Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: l’accesso alla giustizia, specialmente in sede di legittimità, non è un diritto incondizionato, ma è subordinato alla presenza di requisiti sostanziali. Un’impugnazione deve mirare a un risultato pratico e favorevole per chi la propone. Sollevare questioni puramente formali, senza collegarle a un effettivo pregiudizio e a una critica della decisione di merito, trasforma il ricorso in un atto fine a se stesso, destinato all’inammissibilità. Per gli operatori del diritto, questa pronuncia è un monito a formulare ricorsi che non solo identifichino vizi procedurali, ma che dimostrino anche come tali vizi abbiano inciso sulla giustizia della decisione, argomentando sempre e comunque nel merito della questione.

Quando un ricorso per cassazione viene considerato generico?
Un ricorso è considerato generico quando non censura alcun punto specifico della sentenza impugnata nel merito, ma si limita a sollevare questioni puramente formali senza dimostrare un interesse concreto alla riforma della decisione.

Qual è il termine per impugnare una sentenza con motivazione contestuale emessa con rito cartolare emergenziale?
Il termine per l’impugnazione è di quindici giorni e decorre dalla data di comunicazione del provvedimento, come stabilito dall’art. 585, comma 2, lett. a) del codice di procedura penale.

Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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