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Ricettazione: Ricorso Inammissibile per Mancanza di Specificità

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da una Persona Condannata per ricettazione (Art. 648 c.p.). La Persona Condannata aveva impugnato la sentenza della Corte d’Appello che confermava la condanna. Il ricorso è stato giudicato privo dei requisiti di specificità, non fornendo elementi concreti a supporto delle censure contro la violazione di legge e il vizio di motivazione. Questa mancanza ha impedito al giudice di esercitare il proprio sindacato. Di conseguenza, la Persona Condannata deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36862 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il Ricorso Inammissibile: Un Caso di Ricettazione

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso che evidenzia l’importanza della precisione negli atti giudiziari, dichiarando un ricorso inammissibile. Questa decisione sottolinea come la forma e la sostanza di un’impugnazione siano cruciali per il suo accoglimento. Il caso riguarda una Persona Condannata per il reato di ricettazione, che ha cercato di ribaltare una sentenza di condanna già confermata in appello. La Suprema Corte ha però ritenuto il suo ricorso non idoneo all’esame, con conseguenze significative per la parte ricorrente.

Cosa è successo: La Condanna per Ricettazione

La vicenda ha avuto inizio con la condanna di una Persona Condannata da parte del Tribunale di Verona per il reato di ricettazione. Questo reato, previsto dall’articolo 648 del Codice Penale, punisce chi acquista, riceve o occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o si intromette per farli acquistare, ricevere o occultare. La sentenza di condanna è stata poi confermata dalla Corte d’Appello di Venezia. La Persona Condannata ha quindi deciso di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio, per contestare la decisione.

L’Appello alla Cassazione e il Ricorso Inammissibile

La Persona Condannata ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando presunte violazioni di legge e vizi di motivazione nella sentenza d’appello. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Un ricorso inammissibile è un’impugnazione che non può essere esaminata nel merito dal giudice perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge. In questo caso specifico, il problema principale era la mancanza di concretezza e specificità delle censure mosse.

I Requisiti di Specificità per un Ricorso

La legge processuale penale (articoli 581 e 591 del Codice di Procedura Penale) stabilisce requisiti precisi per la presentazione di un ricorso. Un’impugnazione deve indicare chiaramente i motivi per cui si contesta la sentenza precedente, fornendo elementi concreti e pertinenti. Non basta affermare genericamente una violazione di legge o un vizio di motivazione. Il ricorso deve permettere al giudice di capire esattamente quali errori si imputano alla decisione impugnata e di esercitare il proprio “sindacato” (cioè il controllo giudiziario) su tali questioni. Nel caso esaminato, la Persona Condannata non ha soddisfatto questi requisiti.

Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile

La dichiarazione di un ricorso inammissibile comporta conseguenze dirette per la parte che lo ha presentato. La sentenza impugnata diventa definitiva, e la Persona Condannata deve sostenere le spese processuali. Inoltre, in base all’articolo 616 del Codice di Procedura Penale, se l’inammissibilità è dovuta a profili di colpa della parte, il giudice può condannare al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende. Questo è esattamente ciò che è accaduto nel caso in questione, con la condanna al pagamento di tremila euro.

Le motivazioni della Cassazione sul ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha motivato la decisione di dichiarare il ricorso inammissibile evidenziando la sua genericità. La Persona Condannata ha sollevato censure di violazione di legge e vizio di motivazione, ma senza indicare alcun elemento concreto a supporto. Questa mancanza di specificità ha reso impossibile per i giudici della Cassazione individuare i punti critici della sentenza impugnata e, di conseguenza, esercitare il loro potere di controllo. La Corte ha ribadito che un ricorso deve essere autosufficiente e chiaro, permettendo una valutazione immediata delle questioni sollevate. La non conformità a questi principi rende il ricorso non esaminabile.

Le conclusioni: l’esito finale del ricorso inammissibile

In definitiva, il ricorso inammissibile presentato dalla Persona Condannata per ricettazione non ha avuto successo. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha imposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questo caso serve da monito sull’importanza di una redazione accurata e specifica degli atti giudiziari, specialmente quando si ricorre ai massimi gradi di giudizio. La mancanza di rigore formale e sostanziale può precludere l’esame del merito della questione, lasciando inalterata la decisione precedente.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta le regole formali o sostanziali previste dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in ambito penale?
Le conseguenze includono il pagamento delle spese processuali e, spesso, una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Perché la specificità è importante in un ricorso?
La specificità è fondamentale perché permette al giudice di comprendere chiaramente le critiche mosse alla sentenza precedente e di valutare se ci sono stati errori di diritto o di motivazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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