Ricettazione di Particolare Tenuità: la Cassazione Conferma i Criteri di Valutazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un caso di ricettazione, offrendo chiarimenti cruciali sui requisiti probatori del reato e sui criteri per l’applicazione dell’attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La decisione sottolinea come la valutazione del giudice debba essere complessiva, andando oltre il mero valore economico del bene ricettato, specialmente in casi riguardanti titoli come gli assegni in bianco.
I Fatti di Causa
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un individuo condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di ricettazione. L’imputato era stato ritenuto responsabile di aver ricevuto un assegno di provenienza illecita. La difesa ha impugnato la sentenza della Corte d’Appello davanti alla Corte di Cassazione, sollevando tre principali motivi di doglianza.
I Motivi del Ricorso
L’imputato ha contestato la sentenza di condanna basandosi su tre argomentazioni principali:
- Mancanza di prova sul concorso nel reato presupposto: Secondo la difesa, non era stata fornita la prova positiva che l’imputato non fosse concorrente nel reato originario (ad esempio, il furto dell’assegno), un elemento che, a suo dire, sarebbe necessario per configurare la ricettazione.
- Mancato riconoscimento dell’attenuante speciale: Si lamentava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della ricettazione di particolare tenuità, sostenendo che il valore del bene (un assegno in bianco) fosse di per sé esiguo.
- Errata valutazione della recidiva: Infine, si contestava la decisione dei giudici di merito di non escludere la recidiva contestata all’imputato.
La Decisione della Corte di Cassazione sulla Ricettazione di Particolare Tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, di conseguenza, inammissibile. Gli Ermellini hanno smontato ciascuno dei motivi di ricorso, richiamando principi giurisprudenziali consolidati.
Sulla Prova del Concorso nel Reato Presupposto
La Corte ha ribadito un principio fondamentale in materia di ricettazione: per affermare la responsabilità penale non è necessaria la prova positiva che l’imputato non sia stato concorrente nel reato presupposto. Al contrario, è sufficiente che non emerga la prova del contrario, ossia che non vi siano elementi concreti per ritenerlo partecipe del delitto originario. Nel caso di specie, i giudici di merito avevano correttamente applicato tale principio.
Sulla Valutazione della Particolare Tenuità
Il punto centrale della decisione riguarda l’attenuante della ricettazione di particolare tenuità. La Cassazione ha chiarito che la valutazione non può limitarsi al solo valore economico del bene. Per gli assegni bancari, ad esempio, non si deve considerare il valore venale del modulo cartaceo, ma l’importo indicato o, come in questo caso, la sua potenziale utilizzabilità. La valutazione deve essere complessiva e tenere conto di tutti gli elementi indicati dall’art. 133 del codice penale, ovvero:
- Il valore economico della res.
- Le modalità dell’azione.
- La personalità dell’imputato.
La Corte ha specificato che è sufficiente una valutazione negativa anche di uno solo di questi elementi per escludere l’applicazione dell’attenuante.
Sulla Recidiva
Infine, anche l’ultimo motivo relativo alla recidiva è stato ritenuto infondato. Secondo la Cassazione, i giudici di merito avevano ampiamente e correttamente motivato le ragioni per cui non avevano escluso la recidiva, basando il loro convincimento su argomenti giuridici solidi.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano su una giurisprudenza costante e consolidata. La decisione di inammissibilità deriva dalla manifesta infondatezza dei motivi, i quali si ponevano in palese contrasto con i principi di diritto più volte affermati dalla stessa Corte. La Suprema Corte ha inteso riaffermare che la ricettazione è un reato per cui la prova della colpevolezza non richiede un’indagine complessa sulla non partecipazione al reato presupposto. Inoltre, ha voluto sottolineare che l’attenuante della particolare tenuità non è un automatismo legato al basso valore del bene, ma il risultato di un giudizio ponderato che abbraccia l’intera condotta e la figura del reo. La condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende è la diretta conseguenza della presentazione di un ricorso privo di fondamento giuridico.
Le Conclusioni
L’ordinanza in esame consolida l’orientamento della giurisprudenza di legittimità in materia di ricettazione. Per gli operatori del diritto e per i cittadini, emerge una chiara indicazione: per contestare una condanna per ricettazione, non è sufficiente addurre argomentazioni generiche o in contrasto con i principi stabiliti. In particolare, la richiesta di applicazione dell’attenuante della ricettazione di particolare tenuità deve essere supportata da elementi che dimostrino la minima offensività del fatto in tutti i suoi aspetti, non solo quello patrimoniale. La decisione serve da monito sulla necessità di fondare le impugnazioni su solide basi giuridiche per evitare una declaratoria di inammissibilità.
Per configurare il reato di ricettazione, è necessario dimostrare che l’imputato non ha partecipato al reato presupposto (es. il furto)?
No, non occorre la prova positiva che l’imputato non sia stato concorrente nel delitto presupposto. È sufficiente che non emerga la prova del suo concorso in tale delitto.
Come si valuta il danno nel caso di ricettazione di un assegno in bianco ai fini della concessione dell’attenuante della particolare tenuità?
Non ci si può riferire al valore venale del modulo, ma si deve avere riguardo all’importo indicato sull’assegno o, se in bianco, alla sua potenziale utilizzabilità. La valutazione della tenuità è comunque complessiva e non si limita al solo aspetto economico.
Quali elementi considera il giudice per escludere l’attenuante della ricettazione di particolare tenuità?
Il giudice compie una valutazione complessiva del fatto, che include non solo il valore economico della cosa, ma anche le modalità dell’azione e la personalità dell’imputato. È sufficiente la valorizzazione negativa di anche uno solo di questi elementi per giustificare l’esclusione dell’attenuante.