Prescrizione Sospesa: l’effetto della Restituzione in Termini
La restituzione in termini è un istituto fondamentale del nostro ordinamento processuale penale, ma quali sono i suoi effetti sulla prescrizione del reato? Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale: la concessione di questo rimedio sospende il decorso della prescrizione, ‘sterilizzando’ il tempo intercorso tra la notifica della sentenza contumaciale e la notifica dell’ordinanza che accoglie l’istanza. Analizziamo insieme la decisione per comprenderne la portata.
I Fatti di Causa
Il caso trae origine da una sentenza della Corte di appello che, in riforma di una decisione di primo grado, dichiarava il non doversi procedere nei confronti di un imputato per intervenuta prescrizione dei reati a lui ascritti. La Corte territoriale, nel calcolare il tempo necessario a prescrivere, aveva incluso anche il periodo successivo alla condanna di primo grado, nonostante all’imputato fosse stata concessa la restituzione in termini per proporre appello.
Il Ricorso in Cassazione e la questione della restituzione in termini
Il Procuratore generale presso la Corte di appello ha impugnato tale decisione, sostenendo la violazione dell’art. 175, ottavo comma, del codice di procedura penale. Secondo il ricorrente, i giudici di secondo grado avevano errato nel non considerare che la legge prevede una sospensione specifica del termine di prescrizione. In particolare, il tempo decorso tra la notifica dell’estratto contumaciale della sentenza di primo grado e la comunicazione dell’ordinanza di restituzione in termini non avrebbe dovuto essere computato. Se correttamente calcolato, il tempo trascorso sarebbe stato ben inferiore al massimo previsto dalla legge per estinguere i reati contestati.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Gli Ermellini hanno ribadito il principio secondo cui, in tema di restituzione in termini, la formulazione dell’art. 175 c.p.p., anche nella sua versione antecedente alla riforma del processo in assenza (L. 67/2014), è chiara nello stabilire la cosiddetta ‘sterilizzazione’ del decorso del termine prescrizionale.
Il comma 8 della norma, rimasto invariato, stabilisce che ‘Se la restituzione nel termine è concessa a norma del comma 2, non si tiene conto, ai fini della prescrizione del reato, del tempo intercorso tra la notificazione della sentenza contumaciale […] e la notificazione alla parte dell’avviso di deposito dell’ordinanza che concede la restituzione’.
La Corte ha inoltre precisato che, per i procedimenti in cui la sentenza di primo grado era stata pronunciata prima dell’entrata in vigore della riforma del 2014 (che ha abolito l’istituto della contumacia), continua ad applicarsi la disciplina previgente in virtù delle norme transitorie. Pertanto, l’effetto sospensivo della prescrizione è pienamente operativo in questi casi.
Infine, la Cassazione ha respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla difesa, affermando che tale sospensione non viola i principi di ragionevolezza e di giusta durata del processo (artt. 3 e 111 Cost.), ma rappresenta una clausola di salvaguardia necessaria a garantire l’effettività dell’istituto della restituzione in termini, che altrimenti verrebbe vanificato dal decorso del tempo.
Le Conclusioni
In conclusione, la sentenza riafferma con forza un principio consolidato: quando a un imputato viene concessa la restituzione in termini per impugnare una sentenza emessa in contumacia, il tempo necessario per ottenere tale provvedimento non conta ai fini della prescrizione. La Corte d’Appello aveva commesso un errore di diritto nel non applicare questa regola. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, rinviando il caso a un’altra sezione della Corte di appello per un nuovo giudizio che dovrà tenere conto del corretto calcolo dei termini di prescrizione.
Qual è l’effetto della concessione della restituzione in termini sulla prescrizione di un reato?
La concessione della restituzione in termini per impugnare una sentenza contumaciale sospende il decorso della prescrizione. Il tempo che intercorre tra la notifica della sentenza e la notifica dell’ordinanza che concede la restituzione non viene conteggiato ai fini del calcolo del termine prescrizionale.
Le vecchie norme sulla contumacia e sulla sospensione della prescrizione si applicano ancora dopo la riforma del processo in assenza del 2014?
Sì, in base alla disciplina transitoria (art. 15-bis della L. 67/2014), le norme previgenti continuano ad applicarsi ai procedimenti in cui la sentenza di primo grado è stata pronunciata prima dell’entrata in vigore della riforma. Di conseguenza, l’effetto sospensivo della prescrizione previsto per la restituzione in termini avverso sentenze contumaciali rimane valido per tali casi.
La norma che sospende la prescrizione in caso di restituzione in termini è costituzionalmente legittima?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, la questione è manifestamente infondata. La sospensione non viola i principi di ragionevolezza o di durata ragionevole del processo, ma funge da clausola di salvaguardia per assicurare l’effettività dell’istituto della restituzione nel termine, che altrimenti sarebbe reso inutile dalla prescrizione maturata nel frattempo.