Restituzione cose sequestrate: la competenza è solo del Pubblico Ministero
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sent. N. 39411/2025) ha riaffermato un principio fondamentale della procedura penale in materia di restituzione cose sequestrate. Durante la fase delle indagini preliminari, l’unica autorità competente a decidere su un’istanza di dissequestro è il Pubblico Ministero, non il Giudice. Vediamo nel dettaglio i fatti e le motivazioni di questa importante pronuncia.
I Fatti del Caso
Durante la fase delle indagini preliminari per un’ipotesi di esercizio abusivo della professione, alcuni beni di un professionista venivano sottoposti a sequestro probatorio. La difesa dell’indagato presentava un’istanza per la restituzione di tali beni direttamente al Pubblico Ministero.
Il PM esprimeva parere contrario alla restituzione e trasmetteva gli atti al Giudice per le indagini preliminari (GIP), il quale, a sua volta, rigettava la richiesta. Contro questa decisione del GIP, la difesa proponeva ricorso per Cassazione, lamentando un errore procedurale: l’inosservanza delle norme sulla competenza e, di conseguenza, la nullità del provvedimento emesso dal Giudice.
La Decisione della Corte di Cassazione sulla restituzione cose sequestrate
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando senza rinvio l’ordinanza del GIP. Ha stabilito che il provvedimento era affetto da nullità assoluta per incompetenza funzionale. Gli atti sono stati quindi ritrasmessi al Pubblico Ministero, identificato come l’unico organo competente a provvedere sull’istanza originaria.
Le Motivazioni della Sentenza: una Procedura a Due Fasi
La Corte ha fondato la sua decisione sulla chiara dizione dell’articolo 263, commi 4 e 5, del codice di procedura penale. Questa norma delinea una procedura precisa e non derogabile per la restituzione cose sequestrate durante le indagini.
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Prima Fase: Istanza al Pubblico Ministero. L’interessato deve presentare la sua richiesta di restituzione esclusivamente al Pubblico Ministero che sta conducendo le indagini. Il PM decide con un decreto motivato.
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Seconda Fase: Opposizione al Giudice. Solo se il PM rigetta la richiesta con un decreto, l’interessato può presentare un’opposizione. Questa opposizione viene decisa dal Giudice per le indagini preliminari, seguendo il rito in camera di consiglio.
Nel caso di specie, questo percorso non è stato seguito. Dopo il parere negativo del PM, l’istanza è passata al GIP senza che vi fosse un formale decreto di rigetto da opporre. Il GIP, decidendo direttamente, ha esercitato un potere che la legge in quella fase non gli attribuisce. La giurisprudenza, come citato dalla stessa Corte, è unanime nel considerare un provvedimento emesso in violazione di queste regole affetto da nullità assoluta per incompetenza funzionale.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa sentenza ribadisce l’importanza del rigore procedurale. Per ottenere la restituzione di beni sotto sequestro probatorio nella fase investigativa, è un errore rivolgersi direttamente al Giudice, anche dopo un parere informale negativo del PM. La via corretta è insistere per una decisione formale (un decreto motivato) da parte del Pubblico Ministero. Solo avverso tale provvedimento si potrà poi adire il Giudice competente per l’opposizione. Seguire la procedura corretta è essenziale per evitare decisioni nulle che comportano un inutile dispendio di tempo e risorse processuali.
Chi è competente a decidere su una richiesta di restituzione di beni sequestrati durante le indagini preliminari?
Durante la fase delle indagini preliminari, la competenza a decidere su un’istanza di restituzione di cose sequestrate spetta esclusivamente al Pubblico Ministero, il quale provvede con decreto motivato.
Cosa si può fare se il Pubblico Ministero respinge la richiesta di restituzione?
Contro il decreto del Pubblico Ministero che nega la restituzione, l’interessato può proporre opposizione al Giudice per le indagini preliminari (GIP), il quale deciderà sulla questione con il rito camerale.
Cosa succede se la richiesta di restituzione viene presentata direttamente al Giudice per le indagini preliminari (GIP) invece che al PM?
Se la richiesta viene presentata direttamente al GIP durante la fase delle indagini, il provvedimento che questi emette è affetto da nullità assoluta per incompetenza funzionale, in quanto la legge riserva tale decisione, in prima istanza, al solo Pubblico Ministero.