\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Remissione di querela: furto estinto in Cassazione

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per tentato furto a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa. La Corte ha dichiarato l’estinzione del reato, annullando la condanna senza rinvio e ponendo le spese processuali a carico dell’imputato, come previsto dalla legge. Questa decisione evidenzia l’effetto risolutivo della remissione di querela nei procedimenti penali per reati perseguibili a querela di parte.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19456 Anno 2024
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Remissione di Querela: Così la Cassazione Annulla una Condanna per Tentato Furto

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 19456 del 2024, offre un chiaro esempio di come la remissione di querela possa radicalmente cambiare l’esito di un processo penale, portando all’estinzione del reato anche in fase di giudizio di legittimità. Questo caso, riguardante un’accusa di tentato furto, dimostra l’importanza degli istituti deflattivi del processo penale e le conseguenze che ne derivano, anche in termini di spese processuali.

I Fatti del Processo

Il caso ha origine da un ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un individuo precedentemente condannato nei due gradi di merito per il reato di tentato furto. La difesa dell’imputato, tuttavia, ha introdotto un elemento decisivo nel corso del giudizio di legittimità: la documentazione attestante l’avvenuta remissione della querela da parte della persona offesa e la contestuale accettazione da parte del querelato.

Questo atto, depositato formalmente, ha spostato il fulcro della discussione dalla colpevolezza dell’imputato alla procedibilità stessa dell’azione penale, innescando un meccanismo previsto dal nostro ordinamento giuridico.

La Remissione di Querela e la sua Efficacia nel Processo

La remissione di querela è un atto giuridico con cui la vittima di un reato (per i reati non procedibili d’ufficio) manifesta la volontà di non voler più perseguire penalmente il responsabile. Affinché sia efficace, è generalmente necessaria l’accettazione da parte del querelato. Quando ciò avviene, il reato si estingue.

Nel caso specifico, la Suprema Corte, dopo aver ricevuto e letto la memoria difensiva con i verbali di remissione e accettazione, non ha potuto fare altro che prenderne atto. La volontà concorde delle parti ha determinato l’estinzione del reato di tentato furto.

Le Spese Processuali a Carico del Querelato

Un aspetto importante chiarito dalla sentenza riguarda la gestione delle spese processuali. Anche se il reato è estinto e la condanna annullata, la legge stabilisce un criterio preciso. La Corte ha specificato che, ai sensi dell’art. 340, comma 4, del codice di procedura penale, le spese del procedimento rimangono a carico del querelato. Questa norma ha lo scopo di evitare che la remissione possa essere utilizzata per eludere le conseguenze economiche di un procedimento penale avviato.

Le Motivazioni della Sentenza

La motivazione della Corte di Cassazione è stata lineare e fondata su un principio cardine del diritto processuale penale. I giudici hanno considerato che, essendo il tentato furto un reato procedibile a querela di parte, la remissione della stessa, validamente effettuata e accettata, produce inevitabilmente l’effetto estintivo del reato. Di conseguenza, la sentenza di condanna impugnata non poteva più sussistere e doveva essere annullata.

La formula utilizzata, “annullamento senza rinvio”, sottolinea la natura definitiva della decisione: non vi è necessità di un ulteriore giudizio, poiché la questione è stata completamente risolta dall’estinzione del reato. La Corte ha semplicemente applicato la legge, dichiarando la fine del procedimento penale a causa di un fatto sopravvenuto e risolutivo.

Le Conclusioni

La sentenza in esame ribadisce un principio fondamentale: la volontà della persona offesa, attraverso l’istituto della remissione di querela, ha un potere determinante sull’esito dei processi per reati non gravi. Per l’imputato, ciò significa la cancellazione della condanna e la chiusura definitiva della vicenda giudiziaria. Tuttavia, è cruciale ricordare che l’estinzione del reato non comporta l’azzeramento di tutte le conseguenze: le spese processuali, salvo diverso accordo tra le parti, restano a carico di chi ha dato causa al procedimento. Questa pronuncia serve da monito sull’importanza di valutare tutte le opzioni procedurali disponibili, inclusi gli strumenti deflattivi che possono portare a una risoluzione più rapida ed efficace del contenzioso penale.

Cosa succede se la vittima di un tentato furto ritira la querela?
Se la vittima ritira la querela e l’imputato accetta tale remissione, il reato si estingue. Di conseguenza, la Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza bisogno di un nuovo processo.

In caso di remissione della querela, chi deve sostenere i costi del processo?
Secondo la sentenza, basata sull’art. 340, comma 4, del codice di procedura penale, le spese del procedimento sono a carico del querelato, ovvero dell’imputato, anche se il reato viene dichiarato estinto.

È possibile presentare la remissione di querela direttamente in Cassazione?
Sì, come dimostra questo caso, è possibile depositare la documentazione relativa alla remissione e all’accettazione della querela anche durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione. Se valida, la Corte ne prende atto e dichiara l’estinzione del reato.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati