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Recidiva Reiterata Specifica: Appello Respinto in Cassazione

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che contestava l’applicazione della recidiva reiterata specifica. L’uomo sosteneva che i giudici non avessero motivato a sufficienza l’aumento di pena. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, definendolo generico e una semplice ripetizione di argomenti già respinti. I giudici hanno confermato che la gravità dei fatti, i numerosi precedenti penali e una precedente condanna specifica per resistenza a pubblico ufficiale giustificavano pienamente l’applicazione della recidiva. L’imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19062 Anno 2023
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Pubblicato il 9 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Recidiva: quando il passato criminale aggrava la pena

La legge penale tiene conto della storia di una persona al momento di decidere la pena. Un concetto fondamentale in questo ambito è la recidiva, che può portare a conseguenze molto serie per chi commette un nuovo reato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito i criteri con cui i giudici valutano la cosiddetta recidiva reiterata specifica, confermando che un passato criminale significativo non può essere ignorato. Il caso riguarda un uomo che ha tentato di opporsi all’aumento di pena, ma il suo ricorso è stato respinto perché ritenuto infondato.

Il fatto: un appello contro l’aumento di pena

Un uomo, già condannato in passato per diversi reati, si è trovato nuovamente davanti a un giudice. Durante il processo, gli è stata contestata l’aggravante della recidiva. Questo significa che, avendo già commesso altri reati, la sua nuova condotta è stata considerata più grave. L’imputato non ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso fino alla Corte di Cassazione. La sua difesa sosteneva che i giudici dei gradi precedenti non avessero spiegato in modo adeguato le ragioni per cui applicavano un aumento di pena legato alla sua storia criminale. Secondo lui, la motivazione era mancante o comunque troppo debole.

Cos’è la recidiva reiterata specifica?

Per capire la decisione della Corte, è utile chiarire alcuni concetti. La recidiva si verifica quando una persona commette un nuovo reato dopo aver già subito una condanna definitiva. Esistono diverse forme di recidiva, e quella applicata in questo caso è una delle più gravi:

  • Reiterata: si applica a chi è già stato dichiarato recidivo in precedenza.
  • Specifica: si verifica quando il nuovo reato è dello stesso tipo (tecnicamente, della stessa indole) di uno dei reati per cui è già stato condannato.

In questo caso, l’imputato aveva un precedente specifico per resistenza a pubblico ufficiale, oltre a numerosi altri reati. La contestazione della recidiva reiterata specifica era quindi basata su una storia criminale ben definita e persistente.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile

La Corte di Cassazione non ha nemmeno esaminato nel dettaglio le lamentele dell’imputato. Ha dichiarato il suo ricorso ‘inammissibile’. Questa decisione si prende quando l’atto di appello è palesemente infondato o troppo generico. I giudici supremi hanno notato che l’imputato si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte nei processi precedenti, senza sollevare questioni di diritto nuove o pertinenti. In pratica, il suo ricorso era una copia di censure già valutate e ritenute infondate.

Le motivazioni: la valutazione della recidiva reiterata specifica

La Corte ha chiarito che i giudici di merito avevano agito correttamente. La loro decisione di applicare la recidiva reiterata specifica non era affatto immotivata. Al contrario, si basava su elementi concreti e inequivocabili. I giudici avevano considerato la gravità dei fatti commessi, il numero elevato di precedenti penali e, soprattutto, l’esistenza di un precedente specifico per resistenza a pubblico ufficiale. Questi elementi, nel loro insieme, dimostravano una chiara tendenza a delinquere e giustificavano pienamente un trattamento sanzionatorio più severo. La Corte ha quindi concluso che la motivazione della sentenza impugnata era logica, corretta e sufficiente.

Le conclusioni: la conferma della condanna e il pagamento delle spese

L’esito finale è stato sfavorevole per l’imputato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Di conseguenza, la condanna precedente è diventata definitiva. Oltre a questo, l’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sentenza riafferma un principio importante: la recidiva non è un automatismo, ma deve essere valutata dal giudice caso per caso, basandosi su elementi concreti che dimostrino la pericolosità sociale del reo. Quando questi elementi sono evidenti, come in questo caso, contestarla diventa un’impresa destinata al fallimento.

Cosa significa ‘recidiva reiterata specifica’?
Significa che una persona, già condannata più volte (reiterata), commette un nuovo reato dello stesso tipo (specifica) di uno per cui era già stata condannata in passato.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso è inammissibile se è troppo generico, non indica chiaramente gli errori di legge della sentenza precedente o si limita a ripetere argomenti già validamente respinti.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, e la sentenza impugnata diventa definitiva.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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