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Recidiva e furto: la Cassazione sul danno tenue

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione, rigettando il ricorso basato sulla contestazione della Recidiva e sulla mancata applicazione dell’attenuante per danno di speciale tenuità. I giudici hanno chiarito che la condotta perseverante denota una maggiore pericolosità sociale, mentre l’attenuante del danno minimo non spetta se il valore della borsa sottratta non è irrisorio al momento del fatto, a nulla rilevando la successiva restituzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 2075 Anno 2023
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Pubblicato il 14 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Recidiva e furto in abitazione: i chiarimenti della Cassazione

La recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della Recidiva e della valutazione del danno patrimoniale nei reati contro il patrimonio. La decisione si concentra sulla distinzione tra la condotta criminale persistente e la possibilità di accedere ad attenuanti legate alla tenuità del danno.

Il caso di furto in privata dimora

La vicenda riguarda un soggetto condannato per furto in luogo di privata dimora. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza di appello contestando il riconoscimento della recidiva e il mancato riconoscimento dell’attenuante del danno di speciale tenuità, nonostante la restituzione della refurtiva.

La valutazione della recidiva

La Suprema Corte ha confermato che la Recidiva non è un automatismo, ma deriva da una valutazione della pericolosità sociale. Nel caso di specie, la serialità delle condotte e la vicinanza temporale dei precedenti penali hanno giustificato un giudizio di maggiore rimproverabilità soggettiva. La capacità criminale ingravescente impedisce la prevalenza delle attenuanti generiche.

Il concetto di danno di speciale tenuità

Un punto centrale della decisione riguarda l’art. 62 n. 4 del Codice Penale. Per la concessione di questa attenuante, il pregiudizio economico deve essere lievissimo o quasi irrisorio. La Corte ha precisato che tale valutazione deve essere fatta al momento della consumazione del reato.

Le motivazioni

I giudici hanno stabilito che la restituzione della borsa sottratta non influisce sulla natura del danno al momento del fatto. Il valore del bene non era irrisorio e gli effetti pregiudizievoli per la vittima vanno oltre il semplice valore venale. Inoltre, il giudizio di bilanciamento tra circostanze è precluso quando la recidiva denota una personalità criminale consolidata.

Le conclusioni

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese processuali. La sentenza ribadisce che la condotta perseverante nel crimine aggrava la posizione del reo, rendendo inefficaci i tentativi di ridurre la pena basati su eventi successivi al reato come la restituzione dei beni.

Cosa determina l’applicazione della recidiva?
La recidiva viene applicata quando il reo dimostra una persistente capacità criminale e una maggiore pericolosità sociale basata sui precedenti penali.

Quando il danno è considerato di speciale tenuità?
Il danno è di speciale tenuità solo se il valore economico della cosa sottratta è quasi irrisorio al momento della consumazione del reato.

La restituzione della refurtiva riduce la gravità del danno?
No, la restituzione non rende il danno tenue poiché la valutazione deve essere effettuata al momento del furto e non per eventi successivi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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