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Reato di rissa: bastano tre persone per far scattare la condanna

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato per il reato di rissa aggravata. L’imputato sosteneva che per configurare il reato di rissa fosse necessaria la partecipazione di almeno quattro persone, chiedendo quindi la riqualificazione del fatto in lesioni personali lievissime, non procedibili per mancanza di querela. La Suprema Corte ha invece confermato il proprio orientamento consolidato: per la sussistenza del reato di rissa è sufficiente la partecipazione attiva di almeno tre persone, anche qualora si scontrino singolarmente l’una contro l’altra senza formare fazioni contrapposte. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 13426 Anno 2022
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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale

Il reato di rissa e la soglia minima di partecipanti

La determinazione del numero minimo di persone per configurare il reato di rissa rappresenta un tema centrale nel diritto penale italiano. Spesso si tende a fare confusione sulla quantità di soggetti necessari per far scattare questa specifica incriminazione. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito definitivamente questo aspetto, respingendo la tesi di chi riteneva necessaria la presenza di almeno quattro persone. La decisione stabilisce un confine netto tra la semplice aggressione di gruppo e la vera e propria contesa violenta collettiva.

La vicenda concreta e la tesi della difesa

La vicenda trae origine da uno scontro fisico violento che ha visto coinvolti tre soggetti, tra cui l’imputato. I giudici di merito hanno condannato l’uomo per rissa aggravata. L’imputato ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la qualificazione giuridica del fatto. Secondo la difesa, per applicare la norma penale sulla rissa occorre la partecipazione di un numero di persone superiore a tre. Nel caso specifico, essendo i partecipanti soltanto tre, il fatto non avrebbe dovuto essere qualificato come rissa. La difesa chiedeva quindi di riqualificare l’episodio come lesioni personali lievissime. Tale reato, a differenza della rissa, richiede la querela (la formale richiesta di punizione) da parte della vittima. Poiché la querela non era stata presentata, l’imputato sperava di ottenere l’assoluzione per improcedibilità.

Quando si configura il reato di rissa

Il codice penale non definisce esplicitamente il concetto di rissa, né indica espressamente il numero minimo di partecipanti. La giurisprudenza colma questa lacuna interpretativa facendo riferimento al significato comune del termine. Per configurare il reato di rissa è necessaria una contesa violenta con la volontà reciproca di attentare all’incolumità altrui. Devono esistere più fronti di aggressione contrapposti. Questo significa che i partecipanti devono agire con l’intento di offendersi a vicenda, e non semplicemente di difendersi da un’aggressione unilaterale. La giurisprudenza ha sempre ritenuto che tre persone siano sufficienti a creare questo scenario di pericolo per l’ordine pubblico e l’incolumità personale.

Le motivazioni della Cassazione sul numero dei partecipanti

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell’imputato, ritenendo infondata la sua ricostruzione. I giudici di legittimità hanno chiarito che alcune sentenze passate, che menzionavano un numero superiore a tre partecipanti, affrontavano casi diversi in cui i soggetti coinvolti erano comunque molto numerosi. Quelle affermazioni non intendevano modificare la regola generale. La Corte ha ribadito che il limite minimo per l’esistenza della rissa è rappresentato da tre persone. Non è necessaria la contrapposizione tra due fazioni organizzate composte da più soggetti. Il reato si configura anche quando tre individui si scontrano tra loro in modo caotico, dove ognuno rappresenta un fronte autonomo di attacco e difesa rispetto agli altri due. Il pericolo per l’incolumità pubblica si realizza pienamente anche in questa configurazione a tre.

Le conclusioni della sentenza sul reato di rissa

La decisione della Cassazione consolida un principio fondamentale per la tutela della sicurezza pubblica. Il reato di rissa scatta non appena tre persone si affrontano violentemente con intenzioni offensive reciproche. Nel caso esaminato, la presenza di tre partecipanti ha legittimato la condanna per rissa aggravata, escludendo la possibilità di derubricare il fatto in lesioni personali. L’assenza di querela non ha quindi salvato l’imputato dalla responsabilità penale. La Corte ha rigettato il ricorso e ha condannato l’uomo al pagamento delle spese del procedimento. Questa sentenza ricorda che la violenza collettiva viene punita severamente dallo Stato per prevenire escalation di violenza incontrollabile sul territorio.

Qual è il numero minimo di persone necessario per configurare il reato di rissa?
Il numero minimo di partecipanti necessario per la configurazione del reato è di tre persone, senza bisogno che si formino gruppi o fazioni contrapposte.

Cosa succede se i partecipanti alla rissa sono solo due?
Se i soggetti coinvolti sono solo due, l’episodio non può essere qualificato come rissa ma può integrare altri reati come le lesioni personali o le percosse.

Il reato di rissa richiede la querela della persona offesa per essere punito?
No, il reato di rissa è procedibile d’ufficio, il che significa che l’azione penale prosegue anche senza la formale denuncia o querela da parte delle vittime.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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