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Reato di evasione: la sosta al bar costa cara ai domiciliari

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per il reato di evasione. La ricorrente, sottoposta agli arresti domiciliari, era autorizzata a uscire di casa esclusivamente per recarsi al SERT. Tuttavia, ha violato i limiti temporali trattenendosi fuori oltre l’orario consentito e si è fermata in un bar per consumare alcolici, dove ha anche scatenato un litigio. La Suprema Corte ha confermato che la deviazione ingiustificata dal percorso autorizzato e il superamento dei limiti di tempo integrano pienamente il reato di evasione. Di conseguenza, la condanna è stata confermata e la ricorrente è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 3900 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di evasione e i limiti degli arresti domiciliari

Chi è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari deve rispettare rigorosamente i limiti imposti dal giudice. Il reato di evasione scatta non solo quando si fugge definitivamente, ma anche quando si violano le prescrizioni temporali e spaziali stabilite nel provvedimento di custodia. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il caso di una persona che, pur avendo un permesso temporaneo per recarsi presso una struttura sanitaria, ha deciso di fare una sosta non autorizzata in un locale pubblico. Questo comportamento integra pienamente la fattispecie penale.

La sosta al bar non autorizzata configura il reato di evasione

La vicenda trae origine da una condanna inflitta a una persona sottoposta alla misura cautelare dei domiciliari. Il giudice del tribunale aveva concesso alla persona il permesso speciale di uscire di casa esclusivamente per recarsi presso il Servizio per le tossicodipendenze (SERT) e fare immediato ritorno alla propria abitazione. Tuttavia, il soggetto ha utilizzato questo spazio di libertà per scopi del tutto estranei alle finalità terapeutiche. Invece di rientrare subito a casa dopo la visita, si è fermato in un bar della zona per consumare bevande alcoliche. Durante questa sosta non autorizzata, la persona ha anche provocato un acceso diverbio con altri clienti del locale, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. In un secondo episodio, la stessa persona è rimasta fuori dalla propria abitazione ben oltre l’orario massimo che il giudice le aveva espressamente consentito nel provvedimento di autorizzazione.

La difesa ha cercato di contestare la responsabilità penale davanti alla Suprema Corte, sostenendo che i fatti fossero di lieve entità e privi di reale offensività. Secondo la tesi difensiva, una breve sosta o un ritardo non avrebbero dovuto comportare una sanzione così severa. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto fermamente questa ricostruzione. I giudici hanno evidenziato che la violazione dei limiti spaziali e temporali non può essere considerata un’irregolarità minore. Al contrario, essa rappresenta una vera e propria elusione della vigilanza dello Stato. La sosta al bar per bere alcolici e il successivo litigio dimostrano una totale assenza di autocontrollo e il rifiuto di rispettare le regole della convivenza civile e della restrizione della libertà personale.

Le motivazioni della Cassazione sul reato di evasione

I giudici della Suprema Corte hanno chiarito che l’allontanamento dal percorso autorizzato configura il reato di evasione. Il permesso di uscita dagli arresti domiciliari per motivi di cura rappresenta una deroga eccezionale allo stato di custodia. Questa deroga deve essere interpretata in modo estremamente restrittivo. Il soggetto autorizzato a recarsi al SERT deve seguire il tragitto più breve e impiegare solo il tempo strettamente necessario. Qualsiasi deviazione arbitraria, come la sosta in un bar per consumare alcolici, interrompe il nesso di strumentalità del viaggio. Di conseguenza, il soggetto perde la copertura del permesso e si trova in una situazione di illegalità. Anche il superamento ingiustificato degli orari di rientro costituisce una violazione del medesimo reato, poiché priva l’autorità di polizia della possibilità di vigilare efficacemente sul rispetto della misura.

Le conclusioni della Suprema Corte sulla condanna per evasione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. I giudici hanno confermato la condanna per i due episodi contestati, ritenendo la motivazione della sentenza di appello logica e priva di vizi giuridici. La condotta della persona ha dimostrato una chiara volontà di sottrarsi ai controlli e una spiccata pericolosità, che giustifica anche l’applicazione della recidiva (la ripetizione di reati). Oltre alla conferma della pena principale, la ricorrente deve ora farsi carico delle spese del procedimento giudiziario. La Suprema Corte ha inoltre stabilito una sanzione pecuniaria aggiuntiva di tremila euro da versare alla Cassa delle ammende, a causa della manifesta infondatezza dei motivi di ricorso presentati.

Cosa rischia chi ha un permesso di uscita dai domiciliari e si ferma in un bar?
Chi si ferma in un bar senza autorizzazione durante un permesso temporaneo commette il reato di evasione, poiché viola i limiti spaziali e lo scopo del permesso.

Il ritardo nel rientro a casa dopo una visita medica autorizzata è reato?
Sì, trattenersi fuori dall’abitazione oltre l’orario consentito senza un giustificato motivo integra il reato di evasione.

Quali sono le conseguenze finanziarie se si presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Oltre alla conferma della condanna, la persona deve pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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