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Querela e appropriazione indebita: le novità.

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza riguardante il reato di appropriazione indebita aggravata. Il fulcro della decisione risiede nel mutamento del regime di procedibilità introdotto dal D.Lgs. 36/2018, che ha trasformato il reato da perseguibile d’ufficio a perseguibile solo previa querela. Poiché nel caso di specie la querela non era mai stata presentata, la Suprema Corte ha stabilito che la mancanza di tale condizione di procedibilità prevale sulla precedente dichiarazione di non punibilità per particolare tenuità del fatto, essendo una formula più favorevole per l’imputato.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 3500 Anno 2023
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Pubblicato il 16 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Querela e appropriazione indebita: le novità della Cassazione

Il tema della querela rappresenta uno dei pilastri della procedura penale moderna, specialmente dopo le recenti riforme che hanno esteso il numero di reati perseguibili solo su istanza di parte. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce come il mutamento delle norme sulla procedibilità influisca direttamente sui processi in corso, garantendo all’imputato il trattamento più favorevole.

Il caso: dall’ufficio alla querela di parte

La vicenda trae origine da una contestazione di appropriazione indebita aggravata. Inizialmente, il giudice di merito aveva applicato l’istituto della particolare tenuità del fatto, escludendo la punibilità dell’imputato ma confermando, implicitamente, la sussistenza del reato. Tuttavia, la difesa ha impugnato tale decisione sottolineando un aspetto procedurale decisivo: l’assenza della querela.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 36 del 2018, il regime di procedibilità per l’appropriazione indebita, anche se aggravata da relazioni di ufficio o prestazione d’opera, è mutato radicalmente. Quello che prima era un reato perseguibile d’ufficio è diventato un reato procedibile solo se la vittima manifesta formalmente la volontà di punire il colpevole.

L’interesse dell’imputato all’impugnazione

Un punto centrale affrontato dagli Ermellini riguarda l’interesse dell’imputato a ricorrere. Anche se una sentenza dichiara la non punibilità per particolare tenuità, l’imputato ha il diritto di pretendere una formula ancora più liberatoria, come quella dell’improcedibilità per difetto di querela. Questa seconda opzione è infatti più vantaggiosa poiché impedisce qualsiasi strascico in sede civile e cancella l’azione penale alla radice.

La natura mista della procedibilità

La Cassazione ha ribadito che le norme sulla querela hanno una natura mista, ovvero sia sostanziale che processuale. Questo significa che, in caso di successione di leggi nel tempo, deve sempre trovare applicazione la norma più favorevole al reo. Se una nuova legge stabilisce che per un determinato fatto serve la querela e questa manca, il giudice deve prenderne atto e chiudere il procedimento, indipendentemente dallo stato in cui si trova il processo.

Implicazioni per i procedimenti pendenti

La sentenza conferma che il difetto originario di querela deve essere rilevato anche nelle fasi successive del giudizio, inclusa la Cassazione. Se al momento della decisione il reato è diventato procedibile a querela e questa non risulta agli atti, non resta che l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sul principio di legalità e sul favor rei. Il legislatore del 2018 ha voluto ridurre l’intervento penale d’ufficio per i reati contro il patrimonio di minore gravità sociale, lasciando alla vittima la scelta se attivare o meno la macchina della giustizia. Poiché l’appropriazione indebita aggravata rientra ora in questo nuovo perimetro, la mancanza della condizione di procedibilità diventa un ostacolo insuperabile per la prosecuzione del processo.

Le conclusioni

In conclusione, la Corte ha stabilito che la declaratoria di improcedibilità per difetto di querela prevale su ogni altra causa di non punibilità. Questa decisione non solo tutela l’imputato da un esercizio dell’azione penale non più voluto dalla legge, ma semplifica anche il carico giudiziario, eliminando processi che mancano del presupposto fondamentale della volontà della persona offesa. La sentenza rappresenta un monito per i professionisti del diritto a monitorare costantemente le evoluzioni normative in tema di procedibilità.

Cosa accade se un reato diventa procedibile a querela durante il processo?
Se la querela non è stata presentata, il giudice deve dichiarare l’improcedibilità dell’azione penale, applicando la norma più favorevole all’imputato anche per fatti commessi precedentemente.

Perché l’imputato può impugnare una sentenza di non punibilità per particolare tenuità?
L’imputato ha interesse a ottenere una sentenza di improcedibilità per mancanza di querela perché è una formula più favorevole che esclude responsabilità civili e conseguenze penali residue.

L’appropriazione indebita aggravata richiede sempre la querela?
Dopo la riforma del 2018, l’appropriazione indebita è procedibile a querela anche se aggravata, a meno che non ricorrano specifiche aggravanti ad effetto speciale previste dalla legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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