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Provvisionale in sede penale: inammissibile il ricorso

L’Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello, contestando sia il giudizio di responsabilità sia l’assegnazione di una provvisionale in sede penale a favore della parte civile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. I giudici hanno stabilito che i primi motivi riproducevano genericamente censure già esaminate con logica dai giudici di merito. Riguardo alla provvisionale in sede penale, la Suprema Corte ha ribadito che la decisione ha natura provvisoria e discrezionale, pertanto non risulta impugnabile in sede di legittimità. L’Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27694 Anno 2026
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Pubblicato il 1 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso e la richiesta sulla provvisionale in sede penale

Un cittadino riceve una condanna nei giudizi di merito e decide di presentare ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorrente contesta sia la valutazione della propria responsabilità penale, sia la concessione di una provvisionale in sede penale disposta a favore della parte civile. Quest’ultima misura consiste in una somma assegnata come anticipo sul risarcimento del danno subito. La difesa sostiene che la Corte d’Appello abbia valutato male i fatti e abbia riconosciuto un importo non corretto alla persona offesa. La Cassazione deve quindi stabilire se tali contestazioni siano ammissibili in sede di legittimità.

I limiti del ricorso per cassazione

Il giudizio davanti alla Corte di Cassazione segue regole molto rigide. I giudici di legittimità non riesaminano le prove e non svolgono un terzo grado di giudizio sui fatti. L’accesso a questo livello di giudizio richiede motivi specifici e difetti logici evidenti nella sentenza impugnata. Se il ricorrente si limita a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi precedenti, il ricorso diventa inammissibile. La legge punisce questa condotta perché intasa inutilmente la giustizia. I motivi di impugnazione devono evidenziare violazioni di legge concrete e non mere insoddisfazioni per l’esito della causa.

La natura della provvisionale in sede penale

La liquidazione di una provvisionale in sede penale serve a garantire un immediato ristoro economico alla vittima del reato. Il giudice penale concede questo importo nei limiti in cui ritiene già raggiunta la prova del danno. Questa decisione ha un carattere provvisorio e delibativo. Essa non decide in modo definitivo sull’ammontare complessivo del risarcimento. La quantificazione finale spetta infatti al giudice civile. Per questa ragione, la cifra assegnata può subire modifiche o venire riassorbita nel giudizio civile di liquidazione integrale.

Le motivazioni: l’impossibilità di contestare l’anticipo risarcitorio

I giudici della settima sezione penale dichiarano l’intero ricorso inammissibile. La motivazione della decisione chiarisce punti fondamentali del diritto processuale. I primi due motivi di ricorso riguardano la responsabilità penale e risultano del tutto generici. La Corte d’Appello ha già esaminato le medesime censure fornendo risposte logiche e corrette. La Cassazione evidenzia che la reiterazione meccanica di argomenti già bocciati rende l’impugnazione priva di valore. Per quanto riguarda il terzo motivo, la Corte ribadisce un principio di diritto ormai consolidato. La statuizione con cui il giudice penale concede e quantifica una provvisionale non si può impugnare con il ricorso per cassazione. Si tratta infatti di un provvedimento discrezionale e non definitivo, privo dell’attitudine a passare in giudicato. La decisione risponde a una valutazione preliminare che il giudice civile supererà al momento della liquidazione finale del danno. Di conseguenza, eventuali contestazioni sull’entità della somma assegnata devono trovare spazio unicamente davanti al giudice civile.

Le conclusioni: la condanna al pagamento e alle spese

L’inammissibilità del ricorso comporta conseguenze economiche dirette e severe per L’Imputato. La Corte di Cassazione applica la disciplina prevista dal codice di procedura penale in tema di impugnazioni rigettate o inammissibili. L’Imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento di tutte le spese processuali del giudizio di legittimità. Oltre alle spese di giustizia, i giudici ravvisano una colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato. Per questo motivo, la Suprema Corte condanna il ricorrente al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questo pagamento sanziona l’abuso dello strumento processuale. La decisione conferma la definitiva chiusura del procedimento penale e la piena validità della sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello.

La decisione sulla provvisionale penale si può contestare in Cassazione.
La liquidazione della provvisionale ha natura discrezionale e provvisoria, pertanto non è impugnabile con il ricorso per cassazione.

La quantificazione della provvisionale definisce l’ammontare del risarcimento.
La provvisionale costituisce solo un anticipo e la determinazione finale dell’integrale risarcimento spetta esclusivamente al giudice civile.

La dichiarazione di inammissibilità comporta il versamento di sanzioni pecuniarie.
La presentazione di un ricorso inammissibile determina la condanna al pagamento delle spese di giudizio e di una somma alla Cassa delle Ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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