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Prescrizione e assenza imputato: la Cassazione chiarisce

Un soggetto condannato per tentato furto aggravato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l’avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il periodo di sospensione del processo per assenza dell’imputato va sommato al calcolo della prescrizione, posticipandone la scadenza. La sentenza sottolinea come tale sospensione prolunghi il termine massimo di prescrizione, rendendo il ricorso manifestamente infondato.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 27695 Anno 2024
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Pubblicato il 30 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Prescrizione e Assenza dell’Imputato: Come si Calcola il Termine?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27695 del 2024, torna su un tema cruciale del diritto processuale penale: il calcolo della prescrizione del reato in caso di sospensione del procedimento per assenza dell’imputato. La decisione chiarisce come tali periodi di sospensione incidano sul decorso del tempo necessario a estinguere il reato, fornendo un’interpretazione rigorosa delle norme vigenti.

I Fatti di Causa: Il Ricorso contro la Condanna

Il caso riguarda un imputato condannato in primo grado e in appello per il reato di tentato furto aggravato, commesso il 15 settembre 2015. L’imputato ha presentato ricorso per Cassazione, affidandosi a un unico motivo: l’avvenuta estinzione del reato per prescrizione prima della pronuncia della sentenza d’appello.

Secondo la difesa, il termine massimo di sette anni e sei mesi sarebbe scaduto il 15 marzo 2023, data anteriore alla sentenza della Corte d’Appello di Bologna del 4 luglio 2023.

La Questione della Prescrizione e l’Assenza dell’Imputato

Il cuore della questione giuridica non risiede nel calcolo del termine ordinario, ma nell’effetto prodotto da un lungo periodo di sospensione del procedimento avvenuto in primo grado. Il processo, infatti, era stato sospeso per ben 1.066 giorni (dal 23 ottobre 2017 al 27 gennaio 2021) a causa dell’assenza inconsapevole dell’imputato, ai sensi dell’art. 420-quater c.p.p.

Il Calcolo del Termine Ordinario e Prorogato

Per il reato contestato, gli articoli 157 e 161 del codice penale stabiliscono un termine di prescrizione ordinario di sei anni e un termine prorogato (in presenza di atti interruttivi) di sette anni e sei mesi. In assenza di sospensioni, il calcolo della difesa sarebbe stato corretto.

L’Impatto della Sospensione del Processo sulla Prescrizione

Il ricorrente, tuttavia, non ha tenuto conto della sospensione del procedimento. La legge prevede che, in casi specifici come l’assenza dell’imputato, il decorso della prescrizione venga a sua volta sospeso. La normativa applicabile (art. 159, comma settimo, c.p., nella versione più favorevole vigente all’epoca dei fatti) consente di sommare al termine di prescrizione un ulteriore periodo, fino a un massimo di un quarto del termine ordinario.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. I giudici hanno ribadito un principio consolidato: il ricorso per cassazione che deduce l’estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata è ammissibile. Tuttavia, nel caso di specie, il calcolo del ricorrente era errato.

La Corte ha specificato che il periodo di sospensione del processo per assenza dell’imputato, pari a 1.066 giorni, deve essere considerato ai fini del calcolo del termine massimo. Tenendo conto di un periodo di sospensione rilevabile pari a 18 mesi, il termine di prescrizione non era affatto maturato al momento della sentenza d’appello.

Anzi, la Corte ha calcolato che, sommando il periodo di sospensione al termine massimo, la prescrizione maturerà solo il 15 settembre 2024. Di conseguenza, la doglianza del ricorrente era priva di fondamento.

Le Conclusioni: Inammissibilità e Condanna alle Spese

Sulla base di queste argomentazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso. In applicazione dell’articolo 616 c.p.p., tale declaratoria comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. La sentenza conferma l’importanza di un’attenta valutazione di tutti gli eventi processuali, come le sospensioni, che possono incidere in modo determinante sul decorso della prescrizione.

Un ricorso basato solo sulla maturata prescrizione è ammissibile in Cassazione?
Sì, la Corte di Cassazione ribadisce che è ammissibile il ricorso con cui si deduce, anche con un unico motivo, l’intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata.

La sospensione del processo per assenza dell’imputato influisce sul calcolo della prescrizione?
Sì, la sospensione del procedimento nei confronti dell’imputato assente determina un aumento della durata della sospensione della prescrizione. Questo aumento può essere sommato agli ulteriori aumenti derivanti da atti interruttivi, posticipando di fatto la data di estinzione del reato.

Cosa succede quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma, ritenuta congrua dalla Corte, alla cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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