Pene sostitutive e Riforma Cartabia: i chiarimenti della Cassazione
L’introduzione delle nuove pene sostitutive operata dal D.Lgs. 150/2022, noto come Riforma Cartabia, ha sollevato complessi interrogativi sulla loro applicabilità ai processi in corso. La Suprema Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, ha definito i confini temporali per l’accesso a queste sanzioni alternative, focalizzandosi sul concetto di pendenza del procedimento.
L’analisi dei fatti
Il caso riguarda un imputato condannato in secondo grado per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La sentenza d’appello, che riduceva la pena a quattro anni di reclusione a seguito di concordato, era stata pronunciata con lettura del dispositivo in data 4 novembre 2022. Tuttavia, la motivazione della sentenza era stata depositata solo nel febbraio 2023, ovvero dopo l’entrata in vigore della Riforma Cartabia (30 dicembre 2022). Il ricorrente sosteneva che, non essendo ancora stata depositata la motivazione al momento dell’entrata in vigore della legge, il processo dovesse considerarsi ancora pendente in appello, consentendo così la richiesta di accesso alle pene sostitutive direttamente in quella sede.
La decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna e negando la rimessione in termini per la richiesta delle sanzioni alternative in fase di legittimità. I giudici hanno chiarito che, ai fini dell’applicazione della norma transitoria (Art. 95 D.Lgs. 150/2022), la fase di merito si considera esaurita con la lettura del dispositivo. Non rileva, dunque, il momento del deposito della motivazione, che rappresenta solo un atto illustrativo di una decisione già cristallizzata e comunicata alle parti.
Implicazioni della pendenza in Cassazione
Secondo la Corte, una volta letto il dispositivo in appello, il processo entra in una fase di latenza che prelude al ricorso per cassazione. Se la riforma entra in vigore in questo intervallo, il condannato non perde il diritto alle pene sostitutive, ma deve seguire un percorso procedurale differente. La legge prevede infatti che, per i procedimenti pendenti dinanzi alla Suprema Corte al momento dell’entrata in vigore della novella, l’istanza debba essere presentata al giudice dell’esecuzione entro trenta giorni dall’irrevocabilità della sentenza.
Le motivazioni
La decisione si fonda su un’interpretazione rigorosa del sistema processuale penale. Il Collegio ha evidenziato che l’art. 545-bis c.p.p. impone al giudice di decidere sulle pene sostitutive subito dopo la lettura del dispositivo. Se in quel momento la norma non era ancora in vigore, il giudice non aveva il potere di applicarla. La successiva stesura della motivazione non riapre la fase decisionale del merito. Questo orientamento garantisce la certezza del diritto e impedisce che la durata dei tempi di deposito della motivazione possa alterare arbitrariamente il regime sanzionatorio applicabile, rispettando al contempo il principio di retroattività della legge più favorevole attraverso la via dell’esecuzione.
Le conclusioni
In conclusione, la Cassazione riafferma che la lettura del dispositivo segna il termine ultimo della pendenza del grado di giudizio per quanto concerne la scelta del trattamento sanzionatorio. Per chi si trova in una situazione di transizione normativa, la tutela del diritto alle pene sostitutive è garantita non attraverso l’annullamento della sentenza, ma tramite l’incidente di esecuzione. Il condannato potrà quindi formulare la propria richiesta al giudice dell’esecuzione una volta che la condanna sarà definitiva, assicurando così l’effettività della riforma senza appesantire inutilmente i gradi di merito.
Quando si considera concluso il grado di appello per richiedere le sanzioni alternative?
Il grado di appello si considera esaurito nel momento in cui il giudice legge il dispositivo in udienza, indipendentemente dalla data di deposito della motivazione.
Cosa succede se la Riforma Cartabia entra in vigore dopo la lettura del dispositivo?
L’imputato non può chiedere le sanzioni al giudice d’appello ma deve presentare istanza al giudice dell’esecuzione dopo che la sentenza è diventata definitiva.
Entro quale termine va presentata l’istanza al giudice dell’esecuzione?
L’istanza per l’applicazione delle sanzioni sostitutive deve essere presentata entro trenta giorni dal momento in cui la sentenza diventa irrevocabile.