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Pascolo Abusivo: Condanna Certa, Ricorso Inutile in Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il reato di pascolo abusivo, come previsto dall’art. 636 del codice penale. L’imputato aveva presentato ricorso sostenendo una diversa ricostruzione dei fatti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare le prove, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Poiché il ricorso era manifestamente infondato e mirava solo a una nuova valutazione dei fatti, è stato respinto. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l’imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una multa.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 8223 Anno 2023
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Pubblicato il 25 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Pascolo Abusivo: Quando il Ricorso in Cassazione non è Ammesso

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale del nostro sistema giudiziario: non è possibile utilizzare il ricorso in Cassazione per ottenere una nuova valutazione dei fatti. Il caso specifico riguardava una condanna per pascolo abusivo, un reato che, sebbene possa sembrare minore, tocca direttamente il diritto di proprietà. La decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi fondati su questioni di diritto e non su mere contestazioni della ricostruzione operata dai giudici di merito.

La Vicenda all’Origine della Causa

I fatti iniziano con una sentenza di condanna emessa da un Giudice di Pace. Un soggetto era stato ritenuto colpevole del reato previsto dall’articolo 636 del codice penale, ovvero ‘Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo’. Questo reato punisce chiunque introduca o lasci pascolare i propri animali su un terreno di proprietà altrui senza il consenso del legittimo proprietario. Si tratta di una norma posta a tutela del patrimonio e, in particolare, del pacifico godimento della proprietà fondiaria.

Il Tentativo di Appello in Cassazione

Insoddisfatto della decisione del Giudice di Pace, l’imputato ha deciso di presentare ricorso direttamente alla Corte di Cassazione. L’unico motivo di impugnazione si basava su una critica alla motivazione della sentenza. In pratica, l’imputato contestava il modo in cui il primo giudice aveva valutato le prove e ricostruito i fatti, proponendo una propria versione alternativa. L’obiettivo era chiaro: convincere la Suprema Corte che la sua responsabilità penale non era stata adeguatamente provata.

Il Ruolo della Cassazione e i Limiti del Ricorso

La Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si può discutere nuovamente di come sono andate le cose. Il suo compito è quello del ‘sindacato di legittimità’. Ciò significa che la Corte verifica esclusivamente se i giudici dei gradi precedenti (Tribunale, Corte d’Appello) hanno applicato correttamente le norme di legge e se le loro motivazioni sono logiche e non contraddittorie. Non può, invece, entrare nel merito dei fatti o sostituire la propria valutazione delle prove a quella già effettuata. Tentare di farlo, come nel caso del pascolo abusivo in esame, porta quasi sempre a una dichiarazione di inammissibilità.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso sul Pascolo Abusivo è Stato Respinto

La Corte ha liquidato il ricorso in modo netto, definendolo ‘manifestamente infondato’. I giudici hanno spiegato che le argomentazioni dell’imputato erano generiche e miravano unicamente a proporre una ‘alternativa ricostruzione dei fatti’. Questo tentativo è del tutto estraneo ai poteri della Cassazione. Il Giudice di Pace aveva già vagliato adeguatamente tutti gli elementi e aveva spiegato in modo chiaro le ragioni per cui riteneva l’imputato colpevole. Il ricorso, quindi, non presentava alcun vizio di legittimità (cioè un errore di diritto), ma solo un dissenso sulla valutazione del merito, che non può essere fatto valere in quella sede.

Le Conclusioni: Condanna Definitiva e Spese a Carico del Ricorrente

L’esito è stato inevitabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione ha reso la sentenza di condanna del Giudice di Pace definitiva. L’imputato non solo ha visto confermata la sua colpevolezza per il reato di pascolo abusivo, ma è stato anche condannato a pagare le spese del procedimento e a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa pronuncia serve da monito: i ricorsi in Cassazione devono essere preparati con cura, concentrandosi su vizi giuridici concreti, per non incorrere in una secca dichiarazione di inammissibilità e in ulteriori costi.

Cosa si rischia per il reato di pascolo abusivo?
Il reato di pascolo abusivo, previsto dall’art. 636 c.p., è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da 10 a 206 euro. La pena è aumentata se il fatto è commesso con violenza.

Posso sempre contestare la ricostruzione dei fatti in Cassazione?
No, la Corte di Cassazione non riesamina i fatti o le prove. Il suo compito è verificare solo la corretta applicazione della legge. Un ricorso basato esclusivamente su una diversa interpretazione dei fatti viene dichiarato inammissibile.

Cosa succede se il mio ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, si viene condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, il cui importo è stabilito dal giudice.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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