Particolare Tenuità del Fatto: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, offre importanti chiarimenti sui limiti del ricorso per motivi di legittimità, in particolare quando si contesta la motivazione di una sentenza e il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il caso riguarda un cittadino straniero condannato per il reato di soggiorno illegale sul territorio italiano, il cui ricorso è stato dichiarato inammissibile. Analizziamo nel dettaglio la vicenda e i principi di diritto affermati dalla Suprema Corte.
I Fatti del Caso
Il Giudice di Pace di Teramo aveva dichiarato un cittadino di origine tunisina responsabile del reato di cui all’art. 10-bis del D.Lgs. 286/1988, per essersi trattenuto illegalmente in Italia. La condanna consisteva in una pena di 5.000 euro di ammenda. La vicenda trae origine da un controllo effettuato in data 20/05/2023, durante il quale l’imputato è stato trovato privo di un valido titolo di soggiorno.
I Motivi del Ricorso in Cassazione
L’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso alla Corte Suprema di Cassazione, basandolo su due motivi principali.
Primo Motivo: La Carenza di Motivazione
La difesa sosteneva che il Giudice di Pace avesse omesso di fornire una reale motivazione a sostegno della condanna. Secondo il ricorrente, la sentenza si era limitata a ripercorrere i fatti in modo apodittico, senza spiegare le ragioni logico-giuridiche che avevano portato all’affermazione di responsabilità.
Secondo Motivo: La Particolare Tenuità del Fatto
Il secondo motivo di ricorso verteva sulla violazione di legge relativa alla mancata applicazione dell’art. 34 del D.Lgs. 274/2000, che prevede la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La difesa lamentava che il giudice avesse respinto tale richiesta con una motivazione generica e contraddittoria, negando la lieve entità del comportamento sulla base della sua stessa natura di reato e di una presunta non occasionalità non supportata da prove di illeciti precedenti.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato entrambi i motivi di ricorso inammissibili, confermando così la condanna.
L’inammissibilità del Ricorso per Genericità
Riguardo al primo motivo, la Corte ha stabilito che la motivazione del Giudice di Pace, seppur sintetica, era adeguata e non illogica. Il giudice aveva correttamente evidenziato gli elementi probatori (l’assenza di documenti e di permesso di soggiorno) che dimostravano la consumazione del reato. Il ricorso, invece, è stato ritenuto generico perché non si confrontava specificamente con questi dati, limitandosi a lamentare un’apparenza di motivazione senza contestare nel dettaglio le conclusioni del giudice di merito.
La Valutazione Discrezionale sulla Particolare Tenuità del Fatto
Anche il secondo motivo è stato giudicato inammissibile e manifestamente infondato. La Cassazione ha ricordato che la valutazione sulla sussistenza della particolare tenuità del fatto rientra nel potere discrezionale del giudice di merito. Tale valutazione non può essere oggetto di una nuova analisi da parte della Corte di Cassazione, se non per vizi logici o giuridici palesi.
Le Motivazioni
La Corte ha sottolineato che il Giudice di Pace aveva legittimamente negato il beneficio della non punibilità. La motivazione del diniego non era affatto generica, ma si basava su un elemento specifico e rilevante: al momento del controllo di polizia, l’imputato era stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, fatto per il quale era stato avviato un altro procedimento penale. Questa circostanza, sebbene relativa a un reato diverso, è stata considerata un valido indicatore per escludere che il fatto (il soggiorno illegale) potesse essere qualificato come di particolare tenuità. La decisione del giudice di merito, quindi, risultava congruamente e logicamente esercitata, e come tale immune da censure in sede di legittimità.
Le Conclusioni
Questa sentenza ribadisce due principi fondamentali. In primo luogo, un ricorso in Cassazione non può limitarsi a una critica generica della sentenza impugnata, ma deve affrontare specificamente le argomentazioni del giudice. In secondo luogo, la valutazione sulla particolare tenuità del fatto è una prerogativa del giudice di merito. La Corte di Cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice, ma solo verificare che il suo potere discrezionale sia stato esercitato in modo logico e conforme alla legge. La presenza di circostanze negative concomitanti, anche se non direttamente collegate al reato per cui si procede, può legittimamente fondare la decisione di non applicare la causa di non punibilità.
Quando un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile per genericità?
Un ricorso è considerato generico, e quindi inammissibile, quando si limita a lamentare una presunta carenza di motivazione senza confrontarsi specificamente con i dati emergenti dalla sentenza e senza indicare elementi concreti che il giudice avrebbe omesso di valutare.
La valutazione sulla particolare tenuità del fatto può essere riesaminata dalla Corte di Cassazione?
No, la Corte di Cassazione non può riesaminare nel merito la valutazione sulla particolare tenuità del fatto, poiché questa rientra nel potere discrezionale del giudice di merito. Il controllo della Suprema Corte è limitato alla verifica che la decisione sia logica, congruente e non viziata da errori di diritto.
Quali elementi possono escludere l’applicazione della particolare tenuità del fatto?
Sulla base della sentenza, anche circostanze esterne al reato contestato possono essere rilevanti. In questo caso, il fatto che l’imputato fosse stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, oggetto di un altro procedimento, è stato considerato un elemento sufficiente a escludere che il reato di soggiorno illegale potesse essere ritenuto di particolare tenuità.