Particolare Tenuità del Fatto: la Cassazione Sottolinea l’Importanza della Specificità del Ricorso
Con l’ordinanza n. 17893 del 2024, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, stabilendo criteri rigorosi per l’ammissibilità dei ricorsi che la invocano. La Suprema Corte ha chiarito che non è sufficiente una richiesta generica, ma è necessario argomentare in modo specifico e puntuale le ragioni per cui il reato commesso dovrebbe essere considerato di minima offensività. Questo principio è cruciale per evitare impugnazioni dilatorie e manifestamente infondate.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine dal ricorso presentato da una donna avverso una sentenza della Corte d’Appello che confermava la sua condanna. L’imputata era stata giudicata colpevole per aver tenuto una condotta aggressiva nei confronti di agenti della Polizia Penitenziaria. Nello specifico, le erano state addebitate frasi minacciose e, in due distinte occasioni, un tentativo di aggressione fisica e uno spintone ai danni di due diversi agenti. Di fronte alla condanna, la difesa aveva deciso di ricorrere in Cassazione, chiedendo principalmente l’applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto.
La Decisione della Corte di Cassazione e la questione della Particolare Tenuità del Fatto
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su due pilastri argomentativi principali: la manifesta infondatezza e l’aspecificità del motivo di ricorso. Secondo i giudici, il ricorso non solo era privo di argomenti solidi, ma mancava anche del necessario requisito di specificità richiesto dalla legge per poter essere esaminato nel merito.
La Corte ha sottolineato come la valutazione sulla congruità della pena effettuata dal giudice d’appello, basata sui parametri di gravità del reato e colpevolezza dell’imputato (ex art. 133 c.p.), contenesse già una reiezione implicita della richiesta di applicare la particolare tenuità del fatto. Se un giudice considera un reato abbastanza grave da meritare una certa sanzione, implicitamente esclude che lo stesso possa essere considerato di lieve entità.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte ha spiegato che la condotta dell’imputata – minacce, tentativo di aggressione e spintoni a pubblici ufficiali in servizio – non poteva in alcun modo essere considerata di particolare tenuità. La motivazione della sentenza impugnata, sebbene non si fosse pronunciata esplicitamente sul punto, aveva già analizzato la gravità oggettiva del reato e il grado di colpevolezza, elementi che di per sé escludono la lieve entità del fatto.
Inoltre, il ricorso è stato giudicato aspecifico perché si limitava a insistere sulla richiesta senza allegare alcuna circostanza concreta e significativa che potesse dimostrare la particolare tenuità. La difesa si era limitata a giustificare un mero “errore di stampa” nel precedente atto di appello, senza fornire nuovi e validi argomenti a sostegno della propria tesi. La Cassazione, citando la propria giurisprudenza consolidata, ha ricordato che un ricorso non può limitarsi a riproporre genericamente una doglianza, ma deve articolare critiche precise e circostanziate alla decisione impugnata.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche
La decisione in esame offre un importante monito per la prassi legale. Chi intende invocare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto in sede di impugnazione non può limitarsi a una semplice richiesta. È indispensabile costruire un motivo di ricorso dettagliato, che analizzi specificamente tutti gli indici previsti dalla norma (modalità della condotta, esiguità del danno, etc.) e spieghi perché, nel caso concreto, l’offesa al bene giuridico protetto sia stata minima. In assenza di tale specificità, il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Quando un ricorso per cassazione può essere considerato inammissibile per aspecificità?
Un ricorso è considerato aspecifico, e quindi inammissibile, quando si limita a insistere su una richiesta senza allegare alcuna circostanza specifica e significativa a supporto, limitandosi a critiche generiche della sentenza impugnata invece di articolare motivi precisi.
La richiesta di applicare la particolare tenuità del fatto può essere respinta implicitamente?
Sì. Secondo la Corte, quando il giudice di merito valuta la gravità del reato e la colpevolezza dell’imputato per determinare la congruità della pena, questa valutazione può costituire una reiezione implicita della richiesta di particolare tenuità del fatto, poiché un fatto ritenuto meritevole di una specifica sanzione non può, al contempo, essere considerato di minima offensività.
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, stabilita dal giudice, in favore della Cassa delle ammende, a meno che non si dimostri l’assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.