\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Particolare tenuità del fatto: no se non richiesta

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per permanenza illegale nel territorio dello Stato. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere eccepita per la prima volta in Cassazione, specialmente per reati di competenza del Giudice di Pace. Anche gli altri motivi, come lo stato di necessità per indigenza e la richiesta di attenuanti, sono stati respinti in quanto volti a una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 42010 Anno 2024
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Particolare Tenuità del Fatto: Inammissibile se Non Richiesta in Primo Grado

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia processuale penale: la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità. Questa pronuncia offre spunti cruciali sulla corretta strategia difensiva e sui limiti del giudizio di cassazione, specialmente per i reati di competenza del Giudice di Pace.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine da una sentenza del Giudice di Pace di Venezia, che aveva condannato un cittadino straniero per il reato di permanenza illegale nel territorio dello Stato, previsto dall’art. 14, comma 5-ter del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione). La pena inflitta era una multa di 15.000,00 euro.

Contro questa decisione, l’imputato, tramite il suo difensore, aveva proposto appello. Tuttavia, trattandosi di una condanna a una pena esclusivamente pecuniaria, l’appello è stato automaticamente convertito in un ricorso per cassazione, data l’inappellabilità di tali sentenze.

I Motivi del Ricorso

La difesa aveva articolato il ricorso su quattro distinti motivi:

  1. Il mancato proscioglimento per particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131-bis del codice penale.
  2. L’erronea affermazione di responsabilità, sostenendo che l’imputato avrebbe dovuto essere assolto per stato di necessità, in quanto privo delle risorse economiche per rientrare nel suo Paese d’origine.
  3. Il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
  4. L’eccessività della sanzione pecuniaria inflitta.

Le Motivazioni della Cassazione: Inammissibilità e Particolare Tenuità del Fatto

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile, fornendo una chiara analisi su ciascuno dei motivi proposti. La decisione si fonda sul principio cardine che impedisce al giudice di legittimità di effettuare una nuova valutazione dei fatti.

Il Principio sulla Particolare Tenuità del Fatto

Riguardo al primo motivo, la Corte ha sottolineato un duplice errore nella prospettazione difensiva. In primo luogo, ha ricordato che per i reati di competenza del Giudice di Pace, la norma di riferimento per la particolare tenuità del fatto è l’art. 34 del D.Lgs. n. 274/2000, e non l’art. 131-bis del codice penale, come stabilito dalle Sezioni Unite. In secondo luogo, e in modo decisivo, i giudici hanno osservato che la difesa non aveva mai avanzato tale richiesta nel corso del giudizio di merito. Di conseguenza, una simile istanza non poteva essere valutata per la prima volta in sede di cassazione.

Lo Stato di Necessità e la Rivalutazione del Merito

Anche il secondo motivo, basato sullo stato di necessità, è stato ritenuto inammissibile. La Corte ha evidenziato che la condizione di indigenza, posta a fondamento della presunta impossibilità di lasciare l’Italia, non era stata né dimostrata né allegata durante il processo. Sollevare tale questione in Cassazione si traduce in una richiesta di riconsiderazione di elementi fattuali, attività preclusa al giudice di legittimità.

Circostanze Attenuanti e Potere Discrezionale del Giudice

Infine, la Corte ha respinto anche i motivi relativi alle attenuanti generiche e all’entità della pena. La decisione del Giudice di Pace di non concedere le attenuanti era stata motivata in modo logico, facendo riferimento ai numerosi precedenti penali dell’imputato, riportati anche con diversi alias. Allo stesso modo, la determinazione della pena, sebbene superiore al minimo, era stata giustificata in base alla gravità dei precedenti (stupefacenti, porto d’armi, rapina). La valutazione rientrava pienamente nel potere discrezionale del giudice di merito e, essendo stata esercitata in modo congruo e logico, non era sindacabile in Cassazione.

Le Conclusioni

L’ordinanza in esame riafferma con forza la natura del giudizio di cassazione come un controllo di legittimità e non di merito. La decisione sottolinea l’importanza per la difesa di articolare tutte le proprie istanze, inclusa quella per la particolare tenuità del fatto, già nel primo grado di giudizio. Tentare di introdurre nuovi elementi fattuali o richieste non avanzate in precedenza si scontra inevitabilmente con la declaratoria di inammissibilità. Per l’imputato, la conseguenza è la conferma della condanna e l’aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

È possibile chiedere l’applicazione della particolare tenuità del fatto per la prima volta in Cassazione?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto deve essere avanzata nel corso del giudizio di merito e non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità.

Perché è stato respinto il motivo basato sullo stato di necessità dell’imputato?
Il motivo è stato respinto perché la condizione di indigenza, che secondo la difesa impediva all’imputato di lasciare l’Italia, costituiva una questione di fatto non dimostrata né dedotta nel processo di primo grado. La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.

Come viene giustificata la mancata concessione delle attenuanti generiche e la misura della pena?
La Corte ha ritenuto giustificata sia la mancata concessione delle attenuanti che la misura della pena in ragione dei numerosi e gravi precedenti penali dell’imputato (tra cui reati in materia di stupefacenti, porto d’armi e rapina). Tale valutazione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non è censurabile in Cassazione se motivata in modo logico, come in questo caso.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati