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Ordine del Giudice errato? Non è un atto abnorme: la Cassazione

Un Giudice per le indagini preliminari annulla la notifica di conclusione delle indagini a un indagato e restituisce gli atti al Pubblico Ministero. Quest’ultimo presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che l’ordine del Giudice sia un atto abnorme. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che l’ordine di un giudice che fa regredire il procedimento, anche se basato su una valutazione errata, non costituisce un atto abnorme quando è espressione di un potere previsto dalla legge, come quello di decidere sulle nullità. Si tratta di un ‘regresso consentito’ che non blocca la giustizia.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 18163 Anno 2026
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Pubblicato il 31 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Giudice restituisce gli atti al PM: è un atto abnorme?

La procedura penale è un meccanismo complesso, dove ogni passaggio è regolato da norme precise. A volte, però, un’azione del giudice può sembrare interrompere questo flusso. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito quando un ordine del giudice, che fa tornare indietro il procedimento, possa essere considerato un atto abnorme. Il caso specifico riguardava un Giudice che, ritenendo nulla una notifica all’indagato, aveva restituito l’intero fascicolo al Pubblico Ministero per ripetere l’adempimento.

La vicenda: una notifica contestata

Il punto di partenza è semplice. Al termine delle sue indagini, il Pubblico Ministero notifica all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, un atto fondamentale che permette alla difesa di prepararsi. Nel nostro caso, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha esaminato la notifica e l’ha giudicata nulla. Di conseguenza, ha emesso un’ordinanza con cui ha restituito tutti gli atti al Pubblico Ministero, ordinandogli di fatto di ricominciare da quel punto.

Il Pubblico Ministero non ha accettato questa decisione. A suo parere, la notifica era perfettamente valida e l’ordine del Giudice era talmente anomalo da configurare un atto abnorme. Per questo motivo, ha presentato ricorso direttamente alla Corte di Cassazione, chiedendo di annullare il provvedimento del GIP.

Quando un provvedimento del giudice è un atto abnorme

Il concetto di atto abnorme è una creazione della giurisprudenza per risolvere situazioni estreme. Non si tratta di un semplice errore del giudice. Un atto è definito abnorme quando è completamente al di fuori del sistema processuale, oppure quando, pur essendo previsto dalla legge, provoca una stasi irrimediabile del procedimento, un vero e proprio blocco che impedisce alla giustizia di fare il suo corso.

Il Pubblico Ministero sosteneva che l’ordine di restituzione degli atti rientrasse in questa categoria. A suo avviso, il Giudice aveva esercitato male il suo potere, costringendo l’accusa a compiere un’attività già validamente svolta e causando un’inutile regressione del processo.

Le motivazioni: perché non si tratta di un atto abnorme

La Corte di Cassazione ha respinto completamente la tesi del Pubblico Ministero. I giudici supremi hanno spiegato che il potere di rilevare le nullità degli atti è una prerogativa specifica del giudice. Quando un giudice esercita questo potere, anche se commette un errore di valutazione, non sta compiendo un’azione fuori dal sistema. Al contrario, sta usando uno strumento che la legge gli mette a disposizione.

La restituzione degli atti al Pubblico Ministero, in questo contesto, non provoca un blocco del processo. Causa una ‘regressione consentita’, cioè un ritorno a una fase precedente che, per quanto possa essere frutto di un errore, non paralizza il procedimento. Il Pubblico Ministero, semplicemente, dovrà eseguire l’ordine del giudice e ripetere la notifica. L’eventuale errore del giudice non rende il suo provvedimento un atto abnorme e, quindi, non può essere impugnato in Cassazione per questo motivo.

Le conclusioni: il ricorso del PM è inammissibile

L’esito finale è stato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro: un provvedimento con cui il giudice, anche sbagliando, rileva una nullità e dispone la regressione del procedimento non è un atto abnorme. Di conseguenza, il Pubblico Ministero è tenuto a rispettare l’ordine ricevuto, senza poterlo contestare in Cassazione. La decisione del Giudice, giusta o sbagliata che fosse, ha prodotto i suoi effetti e il processo è tornato nella fase delle indagini per la rinnovazione dell’atto.

Cosa succede se un giudice annulla un atto per errore?
Secondo questa sentenza, anche se il giudice sbaglia nel dichiarare la nullità di un atto, il suo ordine di restituire il fascicolo al Pubblico Ministero non è un ‘atto abnorme’ e va rispettato.

Il Pubblico Ministero può sempre fare ricorso contro un ordine del giudice?
No. Il ricorso è possibile solo in casi specifici previsti dalla legge. Un provvedimento non ‘abnorme’, anche se ritenuto illegittimo, non è impugnabile in Cassazione dal PM per questo motivo.

Che cos’è un ‘atto abnorme’ in parole semplici?
È un provvedimento di un giudice talmente strano e fuori dalle regole da bloccare il processo o da essere completamente scollegato dal sistema processuale. Non è un semplice errore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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