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Odontoiatra e Radiazioni: Quando l’Esposizione a Rischio non è Giustificata

Un odontoiatra è stato condannato per aver esposto pazienti a radiazioni ionizzanti con un apparecchio “Cone beam” senza giustificare l’uso e senza documentare le esigenze diagnostiche. La Corte di Cassazione, in un primo momento, ha rigettato il suo ricorso, confermando che le attività radiodiagnostiche complementari non rispettavano i requisiti di contestualità, integrazione e indilazionabilità. Il professionista aveva sottoposto 12 pazienti all’esame senza poi effettuare alcun trattamento odontoiatrico. La Cassazione ha anche negato le attenuanti generiche per mancata richiesta. Tuttavia, una successiva pronuncia della stessa Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto per intervenuta prescrizione.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 36820 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Esposizione a Radiazioni Ionizzanti e la Responsabilità del Professionista

La normativa italiana tutela la salute dei cittadini limitando l’esposizione a radiazioni ionizzanti, anche in ambito medico. Ogni volta che un professionista sanitario utilizza apparecchiature radiologiche, deve rispettare precisi obblighi di giustificazione e ottimizzazione. Questo significa che l’esame deve essere strettamente necessario e svolto nel modo più sicuro possibile. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso che chiarisce i limiti e le responsabilità degli odontoiatri nell’uso di strumenti diagnostici che emettono radiazioni.

Il Caso dell’Odontoiatra e l’Uso del “Cone Beam”

Un odontoiatra è stato condannato dal Tribunale di Palermo. Il professionista aveva esposto numerosi pazienti a radiazioni ionizzanti utilizzando un’apparecchiatura

Cos’è un’attività radiodiagnostica complementare?
È un esame radiologico di supporto, svolto direttamente dal medico specialista o dall’odontoiatra, per aiutare a pianificare o eseguire specifici interventi strumentali. Non è un esame diagnostico autonomo.

Quali sono i requisiti per l’uso di apparecchiature radiologiche in studio?
L’attività deve essere contestuale, integrata e indilazionabile rispetto alla procedura specialistica. Questo significa che l’esame deve essere strettamente necessario, svolto nello stesso contesto temporale e funzionale dell’intervento e non rinviabile.

Cosa succede se un medico espone i pazienti a radiazioni senza giustificazione?
La legge prevede sanzioni penali per chi non rispetta gli obblighi di giustificazione e ottimizzazione nell’uso delle radiazioni ionizzanti. La pena può variare a seconda della gravità della violazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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