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Notifica del DASPO senza avviso di difesa: annullato l’obbligo

Due tifosi hanno ricevuto un provvedimento di DASPO dal Questore, che imponeva il divieto di accesso agli stadi e l’obbligo di firma in Questura. Tuttavia, la notifica del DASPO non conteneva l’avviso della facoltà di presentare memorie difensive al giudice entro quarantotto ore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei tifosi, stabilendo che l’omissione di tale avviso lede il diritto di difesa e determina la nullità della successiva convalida del giudice. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l’ordinanza di convalida, dichiarando l’inefficacia dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 37314 Anno 2023
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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La notifica del DASPO e la tutela dei diritti del cittadino

La corretta notifica del DASPO rappresenta un elemento fondamentale per garantire il diritto di difesa del cittadino. Questo provvedimento limita la libertà personale e impone restrizioni severe, come il divieto di accedere alle manifestazioni sportive e l’obbligo di firma in Questura. Per questa ragione, la legge impone che l’atto notificato contenga indicazioni chiare sulle modalità di difesa. Se l’amministrazione omette queste informazioni, il destinatario subisce una grave lesione dei propri diritti costituzionali. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato questo tema, ribadendo la centralità delle garanzie difensive nel procedimento di convalida delle misure di prevenzione. Il cittadino deve sempre essere informato dei propri diritti per potersi difendere davanti a un giudice terzo e imparziale.

Il caso concreto: l’omissione dell’avviso di difesa

La vicenda nasce da un provvedimento del Questore nei confronti di due tifosi. L’autorità di pubblica sicurezza ha disposto il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono le partite di calcio per la durata di otto anni. In aggiunta, il Questore ha imposto l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia prima e dopo ogni incontro agonistico per cinque anni. Il Giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato queste misure restrittive. Tuttavia, i destinatari hanno impugnato l’ordinanza di convalida davanti alla Suprema Corte di Cassazione. I ricorrenti hanno evidenziato che l’atto di notifica consegnato dalla polizia non conteneva l’avviso relativo alla facoltà di presentare memorie difensive entro il termine di quarantotto ore. Questa grave omissione ha impedito ai tifosi di esporre tempestivamente le proprie ragioni prima della decisione definitiva del giudice.

Perché la corretta notifica del DASPO è un requisito di validità

La legge stabilisce regole precise per la notifica del DASPO al fine di assicurare un effettivo contraddittorio cartolare (basato solo su documenti scritti). Poiché questo specifico procedimento non prevede un’udienza con la presenza fisica delle parti e dei loro difensori, la presentazione di memorie scritte costituisce l’unico strumento di difesa concreto per l’interessato. L’articolo sei della legge sulle manifestazioni sportive impone espressamente di inserire nell’atto l’avviso sulla facoltà di presentare deduzioni scritte al giudice della convalida. La mancanza di questa dicitura non rappresenta una semplice irregolarità formale o un dettaglio secondario. Al contrario, essa si traduce in una violazione sostanziale delle regole del giusto processo e compromette l’intero impianto della misura di prevenzione.

Le motivazioni della Cassazione sul diritto di difesa

Le motivazioni della Cassazione sul diritto di difesa chiariscono che l’omissione dell’avviso determina una nullità di carattere generale e assoluto. I giudici di legittimità hanno richiamato i principi fondamentali espressi dalla Corte Costituzionale in materia di garanzie difensive. La notifica del DASPO deve necessariamente contenere l’avvertimento che l’interessato può presentare memorie, personalmente o tramite un difensore, al giudice competente per la convalida. Senza questo avviso, il destinatario non viene messo in condizione di conoscere i propri diritti e di esercitarli concretamente nel brevissimo tempo concesso dalla legge. Di conseguenza, l’assenza di tale indicazione invalida l’intero procedimento amministrativo e rende nulla l’ordinanza di convalida emessa dal giudice, che non può sanare l’errore commesso dalla Questura in fase di notifica.

Le conclusioni dei giudici e l’annullamento dell’obbligo

Le conclusioni dei giudici e l’annullamento dell’obbligo confermano la vittoria dei ricorrenti e la perdita di efficacia della misura restrittiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei tifosi e ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale. Questo significa che l’obbligo di presentazione periodica presso la Questura in occasione delle partite è stato dichiarato definitivamente inefficace per vizio di notifica. La decisione ribadisce che il rispetto delle regole procedurali è un limite invalicabile per l’autorità pubblica, anche quando si perseguono finalità di ordine pubblico. La tutela dei diritti individuali prevale sulle esigenze di prevenzione quando lo Stato non rispetta le garanzie difensive previste dalla legge.

Cosa succede se la notifica del DASPO non contiene l’avviso per presentare memorie?
La mancanza di questo avviso impedisce al destinatario di difendersi adeguatamente e rende nullo il provvedimento di convalida del giudice.

Entro quanto tempo si possono presentare le memorie difensive contro il DASPO?
L’interessato può presentare scritti difensivi o deduzioni al giudice competente entro il termine di quarantotto ore dalla notifica.

Qual è la conseguenza dell’annullamento senza rinvio dell’obbligo di firma?
Il destinatario del provvedimento non ha più il dovere di presentarsi presso gli uffici di polizia prima e dopo gli incontri di calcio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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