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Molestia in condominio: citofono e scale bastano per la condanna

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per molestia in condominio a carico di due vicini. Questi avevano perseguitato gli inquilini del piano di sopra con continue citofonate, insulti e false accuse di infiltrazioni d’acqua. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: le aree comuni di un palazzo, come l’androne e le scale, sono considerate ‘luoghi aperti al pubblico’. Pertanto, i comportamenti molesti tenuti in questi spazi integrano il reato previsto dall’articolo 660 del codice penale. L’appello dei condannati è stato respinto, rendendo la condanna definitiva.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 8015 Anno 2023
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Pubblicato il 25 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Molestia in condominio: quando le scale diventano luogo pubblico

La vita in un condominio può essere fonte di tensioni, ma alcuni comportamenti superano il limite della normale convivenza e diventano reato. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di molestia in condominio, stabilendo un principio chiaro e importante: anche le parti comuni del palazzo, come l’androne e le scale, sono considerate luoghi aperti al pubblico. Questo significa che disturbare insistentemente un vicino in questi spazi può portare a una condanna penale.

Il caso: citofonate continue e false accuse

La vicenda ha origine dalle lamentele di una coppia di inquilini, esasperata dal comportamento dei loro vicini del piano di sotto. Questi ultimi avevano messo in atto una vera e propria campagna di disturbo. Le loro azioni includevano citofonate continue a ogni ora, spesso accompagnate da insulti e minacce. Inoltre, accusavano falsamente i vicini del piano superiore di causare infiltrazioni d’acqua nel loro appartamento. Le accuse si sono rivelate infondate dopo un intervento dei Carabinieri, che non hanno riscontrato alcun problema.

Stanchi di questa situazione, gli inquilini molestati hanno denunciato i vicini. Il Tribunale ha riconosciuto la gravità dei fatti e ha condannato i due responsabili per il reato di molestia o disturbo alle persone, previsto dall’articolo 660 del codice penale.

L’androne del palazzo è un luogo pubblico?

I due condannati hanno tentato di ribaltare la sentenza facendo ricorso in Cassazione. Uno dei punti principali della loro difesa era che i fatti si erano svolti all’interno di un edificio privato. Secondo loro, le scale e l’androne di un condominio non potevano essere considerati ‘luogo pubblico o aperto al pubblico’, un requisito essenziale perché si configuri il reato di molestia. La Corte di Cassazione, però, ha respinto completamente questa interpretazione.

La Cassazione conferma la condanna per molestia in condominio

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. I giudici hanno ribadito un orientamento consolidato: per ‘luogo aperto al pubblico’ si intende qualsiasi posto in cui una categoria di persone, anche se limitata, può accedere a determinate condizioni. L’androne e le scale di un condominio rientrano perfettamente in questa definizione. Non solo i residenti, ma anche visitatori, postini, corrieri e altri fornitori hanno il diritto di accedervi. Di conseguenza, le molestie avvenute in questi spazi integrano pienamente il reato.

Le motivazioni: la tutela della quiete anche negli spazi comuni

La decisione della Corte si basa sulla necessità di proteggere la tranquillità delle persone non solo in strada, ma anche in quegli spazi di passaggio che, pur essendo privati, sono frequentati da più individui. La petulanza e l’insistenza dei vicini molesti, manifestate attraverso citofonate e accuse infondate, hanno turbato la serenità delle vittime in un luogo, il condominio, che dovrebbe essere sicuro e pacifico. I giudici hanno ritenuto irrilevanti le argomentazioni sulla presunta reciprocità delle offese, dando pieno credito alle dichiarazioni delle persone offese e valorizzando le prove raccolte, come l’intervento dei Carabinieri che ha smentito le accuse di infiltrazioni.

Le conclusioni: cosa insegna questa sentenza sulla molestia in condominio

Questa sentenza è un monito importante per chi vive in condominio. Litigi e dissapori devono essere gestiti nel rispetto reciproco, senza sfociare in comportamenti persecutori. La molestia in condominio è un reato che viene sanzionato, e le aree comuni non sono una ‘zona franca’ dove tutto è permesso. La legge tutela la quiete privata anche sulle scale e nell’androne del palazzo. La condanna dei due vicini è diventata definitiva, obbligandoli a pagare un’ammenda e le spese processuali.

Litigare con il vicino è sempre reato di molestia?
No, il reato scatta solo se il comportamento è insistente, petulante e avviene in un luogo pubblico o aperto al pubblico, come le scale condominiali, o tramite telefono.

Le scale del mio condominio sono considerate luogo pubblico?
Sì, secondo la Cassazione, le parti comuni di un condominio come androne e scale sono ‘luoghi aperti al pubblico’ perché accessibili a una categoria di persone (residenti, postini, visitatori).

Cosa posso fare se un vicino mi molesta continuamente?
È possibile sporgere querela presso le forze dell’ordine. È importante raccogliere prove delle molestie, come testimonianze di altri vicini o registrazioni, se legalmente ammissibili.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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