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Misure cautelari: incensuratezza e truffa, la Cassazione decide

Il Tribunale del Riesame aveva confermato la custodia cautelare in carcere per due individui accusati di associazione a delinquere e truffa. I ricorrenti lamentavano una motivazione insufficiente riguardo le esigenze cautelari e l’adeguatezza della misura, invocando la loro incensuratezza e l’ammissione dei fatti. La Corte Suprema ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale logica e coerente. La gravità delle condotte e il pericolo di reiterazione giustificavano le misure cautelari. L’incensuratezza non esclude il pericolo di commettere nuovi reati.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 35967 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Misure cautelari: quando l’incensuratezza non basta

Le Misure cautelari rappresentano uno strumento fondamentale nel sistema giudiziario, ma la loro applicazione solleva spesso interrogativi, specialmente quando l’indagato non ha precedenti penali. Una recente decisione della Corte Suprema ha chiarito importanti aspetti su questo tema, ribadendo che l’assenza di condanne precedenti non è sempre sufficiente a escludere il pericolo di reiterazione del reato e, di conseguenza, a evitare la custodia in carcere. Questa sentenza offre spunti cruciali per comprendere i criteri che guidano i giudici nella valutazione delle esigenze cautelari.

Il caso: la contestazione delle misure cautelari

La vicenda riguarda due individui, chiamiamoli Il Ricorrente 1 e Il Ricorrente 2, accusati di associazione a delinquere e truffa. Il Giudice per le Indagini Preliminari aveva disposto per loro la custodia cautelare in carcere. Successivamente, Il Tribunale del Riesame aveva confermato questa decisione. I due ricorrenti, tramite i loro avvocati, hanno presentato ricorso alla Corte Suprema. Essi contestavano l’ordinanza del Tribunale del Riesame, ritenendola carente e illogica nella motivazione.

Le argomentazioni della difesa contro le misure cautelari

La difesa dei ricorrenti si basava su diversi punti. In primo luogo, lamentavano che il Tribunale del Riesame non avesse adeguatamente considerato la loro ammissione di responsabilità e le scuse presentate durante l’udienza. Sostenevano che questi elementi avrebbero dovuto portare a una diversa valutazione delle esigenze cautelari. In secondo luogo, contestavano l’adeguatezza della sola misura carceraria. Evidenziavano la loro incensuratezza (cioè l’assenza di precedenti penali) e il fatto di non essere collegati ad altre associazioni criminali. Affermavano di aver svolto solo un ruolo di

Cosa sono le misure cautelari?
Sono provvedimenti che limitano la libertà personale o i beni di una persona durante un processo, per evitare che fugga, commetta altri reati o inquini le prove.

L’incensuratezza può evitare una misura cautelare come il carcere?
No, non automaticamente. Sebbene sia un elemento favorevole, i giudici valutano anche la gravità dei fatti, le modalità della condotta e il concreto pericolo che la persona possa commettere nuovi reati.

Cosa significa il pericolo di reiterazione del reato?
Indica la possibilità che una persona, se lasciata libera, possa commettere nuovamente reati simili a quelli per cui è indagata. Questo è un fattore chiave per decidere l’applicazione e il tipo di misura cautelare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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