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Minaccia: Condanna Annullata per Remissione di Querela in Cassazione

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un’Imputata, condannata in primo grado per il reato di minaccia (Art. 612 c.p.) dal Giudice di Pace. L’Imputata contestava la valutazione delle prove e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha ritenuto infondati i motivi di ricorso, ma ha preso atto che, nel frattempo, era intervenuta e stata accettata la remissione di querela. Per questo motivo, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, dichiarando il reato estinto per remissione di querela, con le spese processuali a carico del querelato.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28168 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La Remissione di Querela: Quando un Reato si Estingue

La remissione di querela rappresenta un aspetto fondamentale del diritto penale, specialmente per i reati che richiedono la volontà della persona offesa per essere perseguiti. Questo meccanismo può portare all’estinzione del reato, come dimostrato da una recente sentenza della Corte di Cassazione. Capire come funziona e quali sono le sue implicazioni è cruciale per chiunque si trovi coinvolto in un procedimento penale.

Il Caso: Una Condanna per Minaccia e il Ricorso in Cassazione

Una persona, che chiameremo l’Imputata, aveva ricevuto una condanna dal Giudice di Pace per il reato di minaccia, previsto dall’articolo 612 del Codice Penale. Non accettando questa decisione, l’Imputata ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. I suoi avvocati hanno sollevato due punti principali: una presunta errata valutazione delle prove da parte del giudice di primo grado e il mancato riconoscimento delle cosiddette ‘circostanze attenuanti generiche’. Queste ultime sono elementi che, se riconosciuti, possono portare a una diminuzione della pena.

L’Analisi della Cassazione sui Motivi del Ricorso

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente i motivi presentati dall’Imputata. Riguardo alla contestazione sulla valutazione delle prove, i giudici di legittimità hanno chiarito che questo tipo di doglianza non è ammissibile in Cassazione. La Corte, infatti, non riesamina i fatti, ma verifica solo se la legge è stata applicata correttamente e se la motivazione della sentenza è logica e completa. Le ‘mere doglianze in punto di fatto’ (cioè semplici lamentele sui fatti) non rientrano nelle sue competenze.

Anche il secondo motivo, relativo al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, è stato ritenuto infondato. La Cassazione ha ribadito che il giudice di merito (in questo caso il Giudice di Pace) non deve fornire una motivazione eccessivamente dettagliata per negare le attenuanti, ma è sufficiente che faccia un ‘congruo riferimento’ agli elementi che ha ritenuto decisivi per la sua scelta. Nel caso specifico, il Giudice di Pace aveva fornito una motivazione sufficiente.

La Svolta Imprevista: La Remissione di Querela

Nonostante i motivi di ricorso fossero stati ritenuti infondati, la vicenda ha preso una piega inaspettata. Durante il processo in Cassazione, è emerso un fatto nuovo e determinante: la persona offesa dal reato aveva presentato la remissione di querela, e questa era stata accettata dall’Imputata. La querela è l’atto con cui la vittima di alcuni reati (come la minaccia) chiede che l’autore venga perseguito penalmente. La sua remissione, se accettata, ha conseguenze dirette e molto importanti sul procedimento.

Le Motivazioni: L’Estinzione del Reato per Remissione di Querela

La Corte di Cassazione, pur avendo respinto i motivi di ricorso nel merito, ha dovuto prendere atto della sopravvenuta remissione di querela. Questo evento ha un effetto estintivo sul reato di minaccia, che è un reato procedibile a querela di parte. Quando la querela viene ritirata e tale ritiro è accettato, il reato si considera estinto. Ciò significa che non è più possibile procedere con la condanna e l’applicazione della pena. La legge prevede che, in questi casi, il giudice debba dichiarare l’estinzione del reato.

Le Conclusioni: Annullamento della Sentenza e Spese a Carico del Querelato

Alla luce della remissione di querela accettata, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna emessa dal Giudice di Pace. Questo annullamento è avvenuto ‘senza rinvio’, il che significa che la Cassazione non ha rimandato il caso a un altro giudice per un nuovo processo. Ha semplicemente dichiarato che il reato era estinto. Un dettaglio importante riguarda le spese processuali: la Corte ha stabilito che queste dovessero essere poste a carico del querelato, ovvero la persona che aveva inizialmente sporto querela e che poi l’ha rimessa. Questo esito dimostra come la volontà della persona offesa possa influenzare profondamente l’esito di un procedimento penale, portando all’estinzione del reato anche in fase di legittimità.

Cos’è la remissione di querela e quando può essere fatta?
La remissione di querela è l’atto con cui la persona offesa da un reato ritira la sua denuncia. Può essere fatta in qualsiasi fase del procedimento, fino a quando la sentenza non diventa definitiva, purché il reato sia procedibile a querela di parte.

Quali sono le conseguenze dell’accettazione della remissione di querela?
Se la remissione di querela viene accettata dalla persona contro cui era stata sporta, il reato si estingue. Questo significa che il procedimento penale si conclude e non si può più applicare una pena per quel reato.

Chi paga le spese processuali in caso di remissione di querela?
Generalmente, in caso di remissione di querela, le spese processuali sono poste a carico del querelato, ovvero la persona che ha sporto la querela e che poi l’ha ritirata, a meno che non sia diversamente concordato tra le parti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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