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Militari Abbandonano Posto per Gioco: Violata Consegna Confermata

Due militari, condannati per violata consegna e abbandono di posto, hanno presentato ricorso in Cassazione. I militari avevano lasciato il loro servizio di perlustrazione per giocare alle slot machine. La Corte Militare d’Appello aveva confermato la condanna. I ricorrenti lamentavano vizi di motivazione riguardo la valutazione delle prove e il diniego delle circostanze attenuanti generiche, basato anche su una precedente condanna poi riformata. La Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la condanna e l’impossibilità di ottenere le attenuanti generiche, ritenendo le motivazioni della Corte d’Appello sufficienti e i ricorsi infondati.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 35335 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La violata consegna e abbandono di posto: un caso di militari in servizio

Il tema della violata consegna e abbandono di posto è centrale nel diritto militare. Questa sentenza della Cassazione Penale offre uno spaccato interessante su come la giustizia valuta la condotta dei militari in servizio. Il caso riguarda due militari che, durante il loro turno, hanno lasciato il posto assegnato per dedicarsi al gioco d’azzardo. La decisione della Suprema Corte chiarisce importanti aspetti sulla valutazione delle prove e sull’applicazione delle circostanze attenuanti generiche, elementi fondamentali per comprendere le responsabilità in ambito militare e le conseguenze di tali infrazioni.

I fatti: dovere militare e la tentazione del gioco

Due militari, appartenenti a un gruppo della Guardia di Finanza, erano comandanti di servizio di perlustrazione e controllo stradale. Il loro compito era contrastare il contrabbando. In violazione della consegna ricevuta, hanno abbandonato il posto di servizio. Si sono recati presso un’agenzia di scommesse, dove hanno giocato con le slot machine per diverse ore, dalle 00:33 alle 02:57. Questa condotta ha portato alla loro condanna per violata consegna e abbandono di posto. La Corte Militare d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto la loro colpevolezza e le aggravanti legate al grado rivestito.

Il ricorso in Cassazione: contestazioni sulla violata consegna

I militari condannati hanno deciso di presentare ricorso in Cassazione. Hanno sollevato due motivi principali. Il primo motivo riguardava un presunto vizio di motivazione (un errore nel ragionamento del giudice) nella valutazione delle prove, in relazione agli articoli 192 del codice di procedura penale e 111 della Costituzione. Sostenevano che la sentenza d’appello non avesse esaminato in modo critico le loro argomentazioni. Aggiungevano che la corte aveva dato prevalenza a testimonianze sfavorevoli senza adeguata giustificazione, ignorando il contrasto tra le prove orali. In particolare, contestavano l’attendibilità di un testimone rispetto a un altro, ritenendo che la loro versione dei fatti fosse stata ingiustamente disattesa.

Il diniego delle circostanze attenuanti generiche: un punto controverso

Il secondo motivo di ricorso si concentrava sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle circostanze attenuanti generiche (elementi che possono ridurre la pena). I militari ritenevano che la pena fosse stata determinata su basi morali e su presupposti giuridici inesistenti, in violazione degli articoli 132, 133, 62 bis del codice penale e 27 della Costituzione. Hanno evidenziato che la Corte d’Appello aveva considerato una precedente condanna, poi riformata con un’assoluzione, per negare loro le attenuanti. Questo aspetto è cruciale per la determinazione della pena e per la valutazione della condotta complessiva dell’imputato, poiché le attenuanti possono incidere significativamente sull’entità della sanzione.

La valutazione della prova nel reato di violata consegna e abbandono di posto

La Cassazione ha esaminato attentamente il primo motivo di ricorso. Ha ritenuto che le contestazioni fossero generiche e manifestamente infondate. I ricorrenti non avevano denunciato errori logici specifici o vizi giuridici nel percorso motivazionale. Si erano limitati a proporre una diversa interpretazione delle prove, contestando astrattamente il giudizio di maggiore attendibilità dato a un testimone rispetto a un altro. La Suprema Corte ha confermato che la Corte militare d’appello aveva correttamente valutato l’attendibilità dei testimoni. Aveva ritenuto più credibile un testimone che aveva escluso di aver partecipato a riunioni per anticipare soldi per il gioco, in linea con altre prove. Le dichiarazioni del testimone a favore degli imputati erano state considerate oggettivamente inverosimili e prive di riscontri documentali.

Le motivazioni: la coerenza del giudizio sulla violata consegna

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione sottolineando la coerenza del percorso logico-giuridico seguito dalla Corte Militare d’Appello. Non ha riscontrato vizi di motivazione (errori nel ragionamento) né nella valutazione delle prove né nella determinazione della pena. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione dell’attendibilità dei testimoni rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, se adeguatamente motivata. Ha inoltre specificato che, anche se una precedente condanna è stata riformata, altri elementi, come la particolare gravità del fatto e la condotta successiva al reato tenuta dai militari, possono legittimamente influenzare la concessione delle circostanze attenuanti generiche in un caso di violata consegna e abbandono di posto. La sentenza d’appello aveva fatto esplicito riferimento a un precedente giudiziario diverso, legittimamente valutabile ai fini della determinazione della pena e dell’applicazione delle attenuanti.

Le conclusioni: ricorsi rigettati per violata consegna e abbandono di posto

La Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi presentati dai militari. Questo significa che la condanna per violata consegna e abbandono di posto è stata confermata in via definitiva. I militari dovranno anche pagare le spese processuali, come previsto dall’articolo 616, comma 1, del codice di procedura penale. La sentenza ribadisce l’importanza del rispetto dei doveri militari e la serietà con cui la giustizia valuta le infrazioni, specialmente quando compromettono l’integrità del servizio armato. La decisione sottolinea come la motivazione dei giudici debba essere solida e basata su elementi concreti, anche nel negare benefici come le attenuanti generiche, garantendo la piena aderenza alla legge e ai principi di giustizia.

Cosa si intende per violata consegna nel contesto militare?
La violata consegna è un reato militare che si verifica quando un militare non rispetta gli ordini o le istruzioni specifiche ricevute per un determinato servizio, compromettendo l’efficacia o la sicurezza del proprio incarico.

L’abbandono di posto è sempre un reato grave?
Sì, l’abbandono di posto è considerato un reato grave in ambito militare perché mette a rischio la sicurezza e l’efficienza del servizio, specialmente se armato o in situazioni critiche. La gravità può variare in base alle circostanze, ma la condotta è sempre sanzionabile.

Una precedente condanna, anche se poi annullata, può influenzare una nuova sentenza?
Sì, una precedente condanna, anche se non definitiva o successivamente riformata, può essere considerata dal giudice nella valutazione complessiva della condotta dell’imputato e nella determinazione della pena, specialmente per negare circostanze attenuanti generiche, se supportata da altri elementi concreti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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