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Lesioni reciproche e remissione di querela: lite estinta

Due soggetti vengono condannati nei primi gradi di giudizio per il reato di lesioni personali reciproche derivanti da uno scontro fisico. Entrambi presentano ricorso per Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le due parti decidono di formalizzare una reciproca remissione di querela, regolarmente accettata davanti agli organi di Polizia Giudiziaria. La Corte di Cassazione accerta la validità degli atti di revoca delle accuse e l’assenza di elementi evidenti per una piena assoluzione nel merito. Di conseguenza, i giudici supremi dispongono l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per intervenuta estinzione dei reati. In mancanza di un accordo scritto diverso tra le parti, la Suprema Corte addebita le spese dell’intero procedimento processuale a carico di entrambi i querelati.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 36930 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

La conciliazione penale e la remissione di querela

La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale per chiudere una controversia penale nata da reati perseguibili a istanza di parte. Quando due persone si scontrano fisicamente, spesso la vicenda giudiziaria sfocia in reciproche accuse di lesioni personali. In molti casi, la prosecuzione del giudizio fino alla Suprema Corte comporta costi e rischi significativi per entrambi i contendenti. Il legislatore riconosce alle parti coinvolte il potere di porre fine al processo ritirando formalmente le reciproche querele, anche nell’ultimo grado di legittimità.

Lo scontro reciproco e il percorso giudiziario

La vicenda analizzata riguarda due cittadini condannati per lesioni personali reciproche a seguito di una lite. Il primo giudice accerta la responsabilità di entrambi e il tribunale d’appello conferma la condanna penale. Ciascun imputato decide quindi di proporre ricorso per Cassazione per contestare la sentenza di merito. Prima della trattazione finale, i due contendenti cambiano strategia processuale. Le parti si presentano davanti alla Polizia Giudiziaria per formalizzare la rinuncia reciproca alle rispettive querele, accettando reciprocamente la decisione.

Gli effetti della remissione di querela in Cassazione

La Suprema Corte valuta la ritualità e la correttezza della documentazione trasmessa dalle parti prima di entrare nel merito delle impugnazioni. I giudici verificano innanzitutto se sussistono le condizioni per una piena assoluzione immediata per insussistenza del fatto o per innocenza palese. In assenza di tali presupposti favorevoli, la remissione di querela produce l’effetto automatico di estinguere il reato contestato. La volontà concorde delle parti prevale sull’azione penale, fermando definitivamente ogni ulteriore attività punitiva dello Stato.

Il regime economico delle spese processuali

Un aspetto cruciale della revoca delle accuse riguarda la gestione dei costi del processo. La legge penale stabilisce una regola precisa per la ripartizione degli oneri economici quando interviene la conciliazione. Salvo che le parti abbiano concordato e formalizzato espressamente un patto diverso nell’atto di remissione, le spese del procedimento ricadono interamente su chi ha ricevuto la querela. Nel caso di reciproche imputazioni, entrambi i soggetti devono sostenere le spese della procedura, poiché ciascuno riveste il ruolo di querelato rispetto all’offesa recata all’altro.

Le motivazioni relative alla remissione di querela

I giudici di legittimità accertano la perfetta regolarità degli atti di revoca e delle rispettive accettazioni depositate in cancelleria. La Suprema Corte sottolinea che non emergono dagli atti prove evidenti sull’innocenza dei due imputati o sull’inesistenza materiale dei fatti contestati. Pertanto, la causa estintiva sopravvenuta prevale sull’esame dei singoli motivi di ricorso. La remissione di querela cancella l’illecito penale e impone l’applicazione rigorosa dell’addebito delle spese legali a carico dei querelati in mancanza di una diversa deroga contrattuale tra loro.

Le conclusioni sul caso e i suoi risvolti pratici

La Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza di condanna per avvenuta estinzione dei reati per remissione di querela. Entrambi gli imputati evitano le sanzioni penali e la macchia della condanna definitiva sulla propria fedina penale. Tuttavia, l’omessa pattuizione sulla divisione delle spese giudiziarie comporta per entrambi l’obbligo di pagare i costi del processo. Questo esito dimostra l’utilità pratica della conciliazione, ricordando l’importanza di disciplinare con attenzione ogni profilo patrimoniale durante l’accordo.

La querela può essere ritirata anche durante il giudizio in Cassazione?
Sì, la querela può essere rimessa e accettata in qualsiasi stato e grado del procedimento penale, inclusa la fase dinanzi alla Corte di Cassazione.

Chi deve pagare le spese del processo dopo la remissione della querela?
La legge pone le spese processuali a carico della persona querelata, a meno che le parti non abbiano stabilito diversamente nell’accordo di remissione.

È sufficiente la sola dichiarazione di chi ha sporto querela per estinguere il reato?
No, la remissione della querela non produce effetti estintivi se l’imputato non dichiara espressamente di accettarla.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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