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Lesioni Personali Volontarie: Condanna Certa con Appello Generico

Due persone, condannate a nove mesi di reclusione per lesioni personali volontarie, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sostenevano che i giudici non avessero motivato a sufficienza il loro intento di ferire (l’elemento soggettivo del reato). La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi presentati erano troppo generici e non criticavano in modo specifico le ragioni della sentenza precedente. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. La sentenza ribadisce che un ricorso, per essere valido, deve essere dettagliato e puntuale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16882 Anno 2023
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Lesioni Personali Volontarie: Quando un Ricorso Generico Conferma la Condanna

Un recente caso giudiziario ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: un ricorso in Cassazione deve essere specifico, altrimenti viene respinto senza nemmeno essere esaminato nel merito. La vicenda riguarda una condanna per lesioni personali volontarie, diventata definitiva a causa di un appello formulato in modo troppo vago. Questa decisione offre spunti importanti su come deve essere strutturata una difesa efficace nell’ultimo grado di giudizio.

I Fatti all’Origine della Vicenda

Due individui sono stati riconosciuti colpevoli del reato di lesioni personali volontarie e condannati alla pena di nove mesi di reclusione. La sentenza è stata confermata anche in secondo grado dalla Corte d’Appello. La condanna si basava sulla ricostruzione dei fatti, secondo cui gli imputati avevano intenzionalmente causato un danno fisico a un’altra persona. Non soddisfatti della decisione, gli imputati hanno deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio possibile.

L’Appello Basato su Motivi Generici

Il punto centrale del ricorso degli imputati era la presunta mancanza di motivazione da parte dei giudici di merito riguardo all’elemento soggettivo del reato. In parole semplici, sostenevano che le sentenze precedenti non spiegavano in modo convincente perché si dovesse ritenere che loro avessero agito con la precisa volontà di ferire la vittima. La difesa ha quindi contestato la logicità della motivazione che aveva portato alla loro condanna, sperando in un annullamento della sentenza.

La Specificità del Ricorso: un Requisito Essenziale

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. Il problema non risiedeva nel merito della questione, ma nella forma. I giudici supremi hanno rilevato che le critiche mosse dagli imputati erano ‘doglianze generiche’. Questo significa che il ricorso si limitava a esprimere un dissenso generale con la decisione, senza però confrontarsi punto per punto con le argomentazioni scritte dai giudici d’appello. Un ricorso efficace non può essere una semplice ripetizione di argomenti già presentati, ma deve individuare con precisione i vizi logici o giuridici della sentenza impugnata. In questo caso, il ricorso non lo faceva.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso per Lesioni Personali Volontarie è Stato Respingto

La Corte ha spiegato che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti come se fosse un terzo processo. Il suo compito è verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione. Se un ricorso non evidenzia un errore specifico, ma si limita a proporre una lettura alternativa dei fatti, diventa inammissibile. Gli imputati, omettendo di confrontarsi con la motivazione della sentenza d’appello, hanno presentato un atto processuale privo della specificità richiesta dalla legge. Di conseguenza, la Corte non ha potuto fare altro che dichiararne l’inammissibilità, senza entrare nel vivo della discussione sull’intenzionalità delle lesioni personali volontarie.

Le Conclusioni: Condanna Definitiva e Sanzioni Aggiuntive

L’esito pratico è stato netto. La dichiarazione di inammissibilità ha reso la condanna a nove mesi di reclusione definitiva e irrevocabile. Oltre a ciò, i due ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria è prevista proprio per i casi in cui i ricorsi vengono respinti per motivi procedurali, con lo scopo di scoraggiare appelli superficiali o dilatori. La vicenda insegna che la precisione e il rigore tecnico sono indispensabili in ogni fase del processo penale.

Cosa significa che un ricorso è ‘generico’?
Significa che l’appello non indica in modo preciso e dettagliato quali parti della sentenza precedente sono sbagliate e perché, limitandosi a critiche vaghe e non puntuali.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
La condanna precedente diventa definitiva. Inoltre, si viene condannati a pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

La Corte di Cassazione riesamina i fatti di un caso di lesioni personali?
No, la Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti. Valuta solo se la legge è stata applicata correttamente dai giudici precedenti e se la motivazione della sentenza è logica e completa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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