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Lesioni con forbici: reato grave anche senza querela della vittima

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di lesioni aggravate e procedibilità d’ufficio. Un uomo, accusato di aver causato lesioni lievi (guaribili in 7 giorni) usando delle forbici, era stato prosciolto in primo grado per mancanza di querela da parte della vittima. La Suprema Corte ha annullato questa decisione, chiarendo che l’uso di un’arma, anche impropria come le forbici, costituisce un’aggravante. Questa circostanza trasforma il reato, rendendolo perseguibile automaticamente dallo Stato, senza necessità della volontà della persona offesa. Di conseguenza, il processo dovrà essere celebrato nuovamente.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 16086 Anno 2023
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Lesioni con un’arma: quando la querela non è più necessaria

Un recente intervento della Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale in materia di reati contro la persona, specificando quando le lesioni diventano perseguibili dallo Stato in modo automatico. La sentenza analizza il concetto di lesioni aggravate e procedibilità d’ufficio, dimostrando come l’uso di un’arma, anche un oggetto comune come delle forbici, cambi radicalmente il quadro giuridico. Questo caso insegna che la gravità di un’azione non si misura solo dalle sue conseguenze fisiche, ma anche dalle modalità con cui viene commessa.

Il fatto: un’aggressione con le forbici

La vicenda ha origine da un episodio di violenza apparentemente minore. Un uomo viene accusato di aver aggredito un’altra persona, causandole lesioni personali. Le ferite riportate dalla vittima sono state giudicate guaribili in soli sette giorni. L’elemento distintivo del caso, però, risiede nello strumento utilizzato per l’aggressione: un paio di forbici. Questo dettaglio, che potrebbe sembrare secondario, si rivelerà invece il perno dell’intera questione legale.

La decisione del Tribunale: archiviazione per mancanza di querela

In un primo momento, il Tribunale aveva chiuso il caso senza nemmeno entrare nel merito. Il giudice aveva infatti dichiarato il ‘non doversi procedere’ perché mancava la querela della persona offesa. In altre parole, secondo il primo giudizio, il reato di lesioni lievi rientrava tra quelli ‘a querela di parte’. Senza una formale richiesta della vittima di punire il colpevole, lo Stato non poteva procedere. Questa decisione si basava sulla lieve entità del danno fisico subito dalla vittima.

Lesioni aggravate e procedibilità d’ufficio: la svolta

La Procura Generale non ha accettato la decisione del Tribunale e ha presentato ricorso in Cassazione. Il punto centrale del ricorso era chiaro: il Tribunale aveva ignorato un elemento fondamentale descritto nel capo d’imputazione, ovvero l’uso delle forbici. La legge considera l’uso di un’arma come una circostanza aggravante. Quando il reato di lesioni è aggravato, la sua natura cambia: non è più un reato procedibile a querela, ma diventa procedibile d’ufficio. Questo significa che lo Stato ha il dovere di perseguire il colpevole, indipendentemente dalla volontà della vittima.

Le motivazioni della Cassazione: l’arma cambia tutto

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente la tesi della Procura. I giudici supremi hanno sottolineato che la contestazione formale dell’aggravante dell’uso dell’arma era esplicita fin dall’inizio. Le forbici, in questo contesto, sono considerate a tutti gli effetti un’arma. La loro utilizzazione in un’aggressione rende il fatto più grave e pericoloso. Di conseguenza, il reato di lesioni personali, anche se lievi, diventa automaticamente perseguibile d’ufficio ai sensi del Codice Penale. Il Tribunale ha quindi commesso un errore di diritto nel richiedere la querela come condizione per procedere.

Le conclusioni: si torna in aula per un nuovo processo

L’esito finale è stato l’annullamento della sentenza del Tribunale. La Corte di Cassazione ha rinviato il caso alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio. Questo significa che il processo si dovrà celebrare e si dovrà valutare la responsabilità penale dell’imputato per il reato di lesioni aggravate. La decisione riafferma un principio importante: la modalità di commissione di un reato è tanto rilevante quanto il danno che ne deriva, e l’uso di un’arma attiva sempre la risposta repressiva dello Stato.

Se subisco lesioni lievi, devo sempre sporgere querela per far punire il colpevole?
Non sempre. Se l’aggressore ha utilizzato un’arma, anche un oggetto comune usato per offendere come delle forbici, il reato diventa più grave e lo Stato può procedere automaticamente anche senza la sua querela.

Un paio di forbici è considerato un’arma dalla legge?
Sì, nel contesto di un’aggressione, le forbici sono considerate un’arma impropria. Il loro utilizzo per ferire una persona costituisce un’aggravante che rende il reato di lesioni perseguibile d’ufficio.

Cosa significa esattamente ‘procedibilità d’ufficio’?
Significa che la magistratura e le forze dell’ordine hanno l’obbligo di avviare un procedimento penale non appena vengono a conoscenza del reato, indipendentemente dalla volontà della persona offesa di sporgere querela.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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