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Invasione di terreni o edifici: ricorso generico e condanna

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna nei confronti di un’imputata per il reato di invasione di terreni o edifici. Il ricorso presentato dalla difesa è stato dichiarato inammissibile poiché l’unico motivo di impugnazione, riguardante un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello, è risultato del tutto generico. La ricorrente non ha infatti indicato gli elementi specifici a supporto delle proprie critiche, impedendo ai giudici di legittimità di valutare il caso. Di conseguenza, oltre alla conferma della condanna, la Cassazione ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende per la colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 35230 Anno 2023
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di invasione di terreni o edifici e il caso concreto

La tutela della proprietà e del possesso immobiliare rappresenta un pilastro fondamentale del nostro ordinamento giuridico. Il reato di invasione di terreni o edifici punisce chiunque occupi arbitrariamente immobili altrui, pubblici o privati, per trarne profitto o per stabilirvi una dimora senza averne il diritto. Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, una cittadina ha subito una condanna nei primi due gradi di giudizio proprio per questa violazione. La vicenda trae origine dall’occupazione non autorizzata di un immobile, condotta che ha spinto i proprietari a sporgere querela e ad avviare l’azione penale. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la decisione del Tribunale di Torre Annunziata, ribadendo la responsabilità penale del soggetto coinvolto. Di fronte a questa doppia pronuncia di condanna, la difesa ha deciso di proporre ricorso davanti ai giudici di legittimità della Suprema Corte, contestando la decisione dei giudici di secondo grado.

Il problema dei motivi di ricorso generici

La presentazione di un ricorso in Cassazione richiede il rispetto di regole formali e sostanziali estremamente rigide. La legge impone che i motivi di impugnazione siano specifici, chiari e direttamente collegati alle motivazioni della sentenza che si intende contestare. Il ricorrente deve indicare con precisione quali parti della decisione ritiene errate e spiegare le ragioni giuridiche e di fatto che giustificano la critica. Nel caso in esame, la difesa ha presentato un unico motivo di ricorso incentrato su un presunto vizio di motivazione della sentenza d’appello. Tuttavia, l’atto non conteneva alcuna indicazione concreta degli elementi di prova o delle norme di legge che i giudici di secondo grado avrebbero valutato in modo errato. Questa mancanza di specificità trasforma il ricorso in una contestazione astratta, che non permette ai giudici della Suprema Corte di comprendere la reale natura delle doglianze e di esercitare il proprio controllo di legittimità.

Le motivazioni: la genericità del ricorso per invasione di terreni o edifici

I giudici della settima sezione penale hanno fondato la loro decisione sul principio di specificità dei motivi di impugnazione. La sentenza impugnata confermava la responsabilità per il reato di invasione di terreni o edifici in modo logico e coerente. Al contrario, il ricorso della difesa si limitava a una critica generica e priva di agganci con la realtà processuale. La giurisprudenza consolidata stabilisce che la genericità dei motivi determina l’inammissibilità del ricorso. L’articolo 581 del codice di procedura penale impone infatti l’indicazione precisa delle censure, a pena di nullità dell’atto stesso. La Suprema Corte non può sostituirsi al difensore nella ricerca dei difetti della sentenza impugnata. Di conseguenza, la mancanza di elementi concreti a supporto delle contestazioni ha reso impossibile l’esame del merito della vicenda, portando inevitabilmente alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

Le conclusioni: la conferma della condanna e le sanzioni pecuniarie

La decisione della Corte di Cassazione produce effetti pratici immediati e definitivi per la ricorrente. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso rende irrevocabile la condanna penale per il reato di invasione di terreni o edifici pronunciata nei gradi precedenti. Oltre a subire gli effetti della condanna principale, la ricorrente deve farsi carico delle spese del procedimento giudiziario. La legge prevede inoltre una sanzione aggiuntiva per chi presenta ricorsi manifestamente infondati o generici per propria colpa. I giudici hanno quindi condannato la donna al pagamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria sottolinea l’importanza di un uso responsabile degli strumenti di impugnazione, che non devono sovraccaricare la giustizia con ricorsi privi di reale fondamento giuridico.

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione troppo generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la condanna precedente diventa definitiva, con l’obbligo di pagare le spese e una sanzione pecuniaria.

Quali sono le conseguenze della condanna per invasione di terreni o edifici?
Il colpevole subisce la pena prevista dalla legge e deve risarcire i danni causati al proprietario dell’immobile occupato.

Chi deve pagare la somma destinata alla Cassa delle ammende?
La somma deve essere pagata dal ricorrente il cui ricorso sia stato dichiarato inammissibile per colpa o manifesta infondatezza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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