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Indebita percezione del reddito di cittadinanza: resta il reato

Un cittadino ha presentato false dichiarazioni in due diverse occasioni per ottenere il sussidio statale, incassando illegittimamente oltre quattromilaquattrocento euro ai danni dell’ente pubblico. I giudici di merito lo hanno condannato alla pena di due anni e tre mesi di reclusione per indebita percezione del reddito di cittadinanza. L’imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l’abrogazione della norma incriminatrice e chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l’abrogazione del beneficio non cancella i reati commessi durante la vigenza della norma. Inoltre, i precedenti penali e la reiterazione delle condotte escludono la particolare tenuità.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 28731 Anno 2026
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso dell’indebita percezione del reddito di cittadinanza

I giudici di merito hanno condannato un cittadino a due anni e tre mesi di reclusione. L’imputato ha fornito false dichiarazioni per incassare indebitamente il sussidio pubblico tra il 2020 e il 2021. La condotta ha cagionato un danno economico rilevante alla Pubblica Amministrazione. L’uomo ha proposto ricorso per Cassazione per contestare la sentenza di secondo grado.

Il ricorrente ha incentrato la propria difesa sull’intervenuta soppressione della misura di sostegno. Secondo la tesi difensiva, la cancellazione della misura assistenziale avrebbe comportato la cancellazione della rilevanza penale dei fatti pregressi. Il difensore ha inoltre richiesto il riconoscimento della particolare tenuità del fatto e una riduzione della sanzione inflitta.

La disciplina penale e l’abrogazione della misura

La normativa sul sostegno economico ha introdotto sanzioni severe per reprimere le truffe. L’indebita percezione del reddito di cittadinanza integra una fattispecie delittuosa volta a tutelare le risorse pubbliche. Il legislatore ha successivamente abrogato l’originario impianto normativo a partire dal primo gennaio 2024.

La legge di bilancio ha salvaguardato espressamente le sanzioni penali per le violazioni commesse prima della soppressione della misura. Il principio di retroattività della norma penale più favorevole subisce una deroga legittima e ragionevole. La tutela penale contro gli abusi rimane pienamente operativa per tutte le condotte illecite realizzate durante il periodo di vigenza dell’aiuto economico.

La riforma coordina cronologicamente le vecchie violazioni con le nuove fattispecie sanzionatorie introdotte per le misure sostitutive. L’ordinamento non tollera vuoti di tutela nei confronti di chi ha sottratto denaro pubblico con l’inganno.

I limiti della particolare tenuità per i reati reiterati

L’imputato ha richiesto l’applicazione della causa di non punibilità legata alla minima offensività dell’azione. Il codice penale consente di archiviare i fatti quando l’offesa risulta minima e occasionale. Nel caso in esame, i giudici hanno rilevato plurime condotte fraudolente scaglionate nel tempo.

Il ricorrente ha reso due distinte dichiarazioni mendaci alle autorità. Il danno economico complessivo supera i quattromila euro di erogazioni non dovute. Il soggetto presentava inoltre precedenti specifici per falsità in atti pubblici e false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Questi elementi escludono qualsiasi profilo di particolare tenuità.

Le motivazioni sulla indebita percezione del reddito di cittadinanza

La Suprema Corte ha confermato la validità della condanna e ha respinto integralmente le tesi difensive. La deroga alla retroattività favorevole poggia su una giustificazione normativa solida e coerente. Lo Stato persegue i comportamenti fraudolenti fino alla chiusura definitiva della misura assistenziale originaria.

I giudici di legittimità hanno ribadito che le censure relative alla misura della pena riproponevano argomenti già esaminati nel merito. La Corte territoriale ha fissato la pena base al minimo edittale di due anni di reclusione. Il giudice ha applicato un modesto aumento di soli tre mesi per la continuazione tra i diversi episodi delittuosi.

L’offensività della condotta emerge con chiarezza dalla reiterazione del reato e dall’entità del pregiudizio arrecato all’erario. La presenza di precedenti penali specifici aggrava la posizione soggettiva dell’autore del fatto.

Le conclusioni sull’indebita percezione del reddito di cittadinanza

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato. Il ricorrente deve sostenere le spese processuali e versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La sentenza stabilisce un principio fondamentale in materia di reati contro la spesa pubblica. L’abolizione successiva di un beneficio economico non cancella la responsabilità penale per le frodi commesse in passato. Chi ha dichiarato il falso per ottenere sussidi non dovuti risponde del reato anche dopo la fine della misura.

L’abrogazione del reddito di cittadinanza cancella i reati commessi prima del 2024?
No, la legge mantiene valide le sanzioni penali per tutte le violazioni commesse durante il periodo di efficacia del sussidio.

Quando si esclude la particolare tenuità del fatto per le frodi sui sussidi?
La particolare tenuità si esclude in presenza di condotte reiterate, precedenti penali specifici e un danno economico rilevante per l’erario.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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