Inammissibilità del Ricorso: Quando un Appello è Troppo Generico?
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale della procedura penale: i requisiti di specificità dell’atto di impugnazione. Comprendere le ragioni che portano alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso è fondamentale per chiunque si approcci a un procedimento legale. La decisione evidenzia come un appello non possa limitarsi a una contestazione generica, ma debba necessariamente articolare una critica argomentata e puntuale del provvedimento che si intende contestare.
Il Contesto del Caso
Un soggetto proponeva ricorso per Cassazione avverso una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Venezia. L’atto di impugnazione, tuttavia, veniva sottoposto al vaglio di legittimità della Suprema Corte, che ne ha analizzato la conformità ai requisiti formali e sostanziali richiesti dal codice di procedura penale.
Le ragioni dell’inammissibilità del ricorso
La Corte ha stabilito che i motivi presentati dal ricorrente erano del tutto generici e indeterminati. Questa valutazione si fonda sul mancato rispetto dei requisiti prescritti dall’articolo 581, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale. Secondo la Corte, il ricorso non conteneva alcun elemento specifico che potesse consentire al giudice dell’impugnazione di individuare con chiarezza i rilievi mossi alla sentenza precedente e di esercitare il proprio sindacato.
La Violazione dell’Art. 581 c.p.p.
L’articolo 581 c.p.p. stabilisce che l’atto di impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, l’indicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta. Nel caso di specie, la difesa si era limitata a un richiamo “eccentrico e generico” all’articolo 129 c.p.p., senza sviluppare un’argomentazione critica nei confronti della motivazione della sentenza impugnata. Questo approccio non soddisfa il requisito di specificità, rendendo l’atto inidoneo a raggiungere il suo scopo.
La Funzione Tipica dell’Impugnazione
La Cassazione ha colto l’occasione per ribadire un principio fondamentale: la funzione tipica dell’impugnazione è quella di una critica argomentata. Non basta dissentire dalla decisione del giudice precedente; è necessario spiegare perché quella decisione sarebbe errata, attraverso un confronto puntuale e dettagliato con le argomentazioni contenute nel provvedimento. L’appello deve indicare le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che fondano il dissenso, altrimenti si risolve in un mero atto di lagnanza privo di efficacia processuale.
le motivazioni
Le motivazioni della Corte si basano sulla logica e sul dettato normativo. Si afferma che un ricorso privo di specificità non permette al giudice di comprendere le censure formulate, trasformando la difesa in un esercizio sterile. Citando una precedente sentenza (Sez. 6 n. 8700 del 2013), la Corte ha rafforzato il principio secondo cui il contenuto essenziale dell’atto di impugnazione è il “confronto puntuale” con il provvedimento contestato. In assenza di questo confronto, il ricorso è inevitabilmente destinato all’inammissibilità.
le conclusioni
In conclusione, la Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa ordinanza serve da monito: la redazione di un atto di impugnazione richiede rigore, precisione e una profonda analisi critica della decisione che si intende contestare. La genericità e la vaghezza non trovano spazio nel processo penale e comportano conseguenze negative non solo sull’esito del giudizio, ma anche sul piano economico per la parte che ha agito in giudizio in modo inappropriato.
Quali sono i requisiti essenziali per presentare un ricorso valido secondo la Corte?
Un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata del provvedimento impugnato. Deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta, confrontandosi puntualmente con le motivazioni della sentenza contestata, come prescritto dall’art. 581 c.p.p.
Perché il ricorso in esame è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché era del tutto generico e indeterminato. La difesa si è limitata a un richiamo generico a una norma di legge senza formulare critiche specifiche e argomentate contro la motivazione della sentenza d’appello.
Quali sono le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, come in questo caso, al versamento di una somma di denaro (tremila euro) in favore della Cassa delle ammende.