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Inammissibilità ricorso per tardività: la forma prevale sulla libertà

Una persona indagata, accusata di far parte di un’associazione dedita al traffico di droga e di spaccio, era stata sottoposta a custodia in carcere. Il Tribunale del Riesame aveva confermato questa misura cautelare. L’indagata ha presentato ricorso per Cassazione, contestando la gravità degli indizi e le esigenze cautelari, inclusi problemi di salute. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso per tardività. Il ricorso era stato depositato oltre i dieci giorni previsti dalla legge dalla notifica del provvedimento. La Corte ha condannato l’indagata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende, confermando la misura cautelare.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 36595 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Inammissibilità del Ricorso per Tardività: Un Caso di Traffico di Droga

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso che sottolinea l’importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali. La vicenda riguarda l’inammissibilità ricorso per tardività presentato da una persona indagata per gravi reati legati al traffico di droga. Questa sentenza evidenzia come un errore formale possa precludere l’esame nel merito di questioni sostanziali, anche quando in gioco vi è la libertà personale. Comprendere i meccanismi che portano all’inammissibilità di un ricorso è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale.

I Fatti: Accuse di Traffico di Droga e Custodia Cautelare

Una persona, che chiameremo “L’Indagata”, era stata accusata di far parte di un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Le accuse si basavano su gravi indizi di colpevolezza, che includevano la partecipazione a un’associazione criminale e la commissione di specifici atti di spaccio. A causa della gravità dei fatti e della ritenuta pericolosità, il Giudice per le Indagini Preliminari aveva applicato nei confronti dell’Indagata la misura cautelare della custodia in carcere.

L’Indagata, tramite il suo difensore, aveva impugnato questa decisione davanti al Tribunale del Riesame. Il Riesame è un organo giurisdizionale che valuta la legittimità e la fondatezza delle misure cautelari. In questo caso, il Tribunale aveva confermato la custodia in carcere, ritenendo sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari, ovvero i motivi per cui l’Indagata doveva rimanere in prigione.

Il Ricorso in Cassazione e le Contestazioni dell’Indagata

Non contenta della decisione del Tribunale del Riesame, l’Indagata ha deciso di presentare un ricorso per Cassazione. Questo è l’ultimo grado di giudizio, dove si possono contestare solo errori di diritto o vizi di motivazione, non la ricostruzione dei fatti.

Nel suo ricorso, l’Indagata ha sollevato due principali motivi di contestazione. Il primo riguardava la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La difesa sosteneva che le intercettazioni non dimostravano un’effettiva partecipazione dell’Indagata a un’associazione criminale, ma piuttosto un’attività riconducibile a un unico soggetto principale. Inoltre, il Tribunale del Riesame non avrebbe adeguatamente valutato le censure difensive sulla mancanza di un inserimento stabile nell’associazione.

Il secondo motivo di ricorso si concentrava sulle esigenze cautelari. L’Indagata lamentava che il Tribunale non aveva considerato la sua attività lavorativa, la limitata estensione temporale dei fatti contestati e, soprattutto, le sue condizioni di salute, che sarebbero state incompatibili con il regime carcerario.

L’Inammissibilità Ricorso per Tardività: Il Dettaglio Cruciale

La Corte di Cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito di queste contestazioni. Ha invece rilevato un vizio procedurale fondamentale: l’inammissibilità ricorso per tardività. L’ordinanza del Tribunale del Riesame era stata notificata all’Indagata personalmente il 15 gennaio 2022 e al suo avvocato il 14 gennaio 2022. La legge stabilisce un termine perentorio di dieci giorni per presentare il ricorso per Cassazione contro le decisioni in materia di misure cautelari.

Il ricorso dell’Indagata è stato depositato presso un ufficio diverso da quello competente e, soprattutto, è pervenuto al Tribunale di Caltanissetta (l’ufficio che aveva emesso il provvedimento impugnato) solo il 28 gennaio 2022. Questo significa che il ricorso è stato depositato oltre il termine di dieci giorni dalla notifica, rendendolo tardivo. La giurisprudenza consolidata della Cassazione stabilisce che il ricorso deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione, e la data rilevante è quella in cui l’atto perviene all’ufficio competente.

Le motivazioni: Perché l’Inammissibilità Ricorso per Tardività è stata confermata

La Corte ha motivato la decisione di inammissibilità ricorso per tardività richiamando un principio consolidato in materia di impugnazioni cautelari. Il ricorso per Cassazione deve essere presentato presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. La data che conta per la tempestività è quella in cui l’atto arriva all’ufficio competente. Nel caso specifico, il ricorso è arrivato al Tribunale di Caltanissetta il 28 gennaio 2022, ben oltre i dieci giorni dalla notifica avvenuta il 14 e 15 gennaio. Questo ritardo ha reso il ricorso irricevibile, impedendo alla Corte di esaminare le argomentazioni della difesa sui gravi indizi e sulle esigenze cautelari. La forma, in questo contesto, ha avuto un peso determinante.

Le conclusioni: Le conseguenze dell’Inammissibilità Ricorso per Tardività

A causa dell’inammissibilità ricorso per tardività, la Corte di Cassazione non ha potuto esaminare le questioni sollevate dall’Indagata. Di conseguenza, la decisione del Tribunale del Riesame è diventata definitiva. L’Indagata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende, a causa della colpa nel presentare un ricorso tardivo. La misura cautelare della custodia in carcere è rimasta in vigore, poiché l’inammissibilità del ricorso non ha comportato la sua rimessione in libertà. Questo caso serve da monito sull’importanza di rispettare scrupolosamente i termini e le procedure legali.

Qual è il termine per presentare un ricorso in Cassazione contro una misura cautelare?
Il termine per presentare un ricorso in Cassazione contro una decisione del Tribunale del Riesame in materia di misure cautelari è di dieci giorni dalla notifica del provvedimento.

Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile per tardività?
Se un ricorso viene dichiarato inammissibile per tardività, la Corte non esamina il merito delle questioni sollevate. La decisione impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.

Dove si deve depositare un ricorso per Cassazione per essere tempestivo?
Per essere tempestivo, un ricorso per Cassazione deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. La data che conta è quella in cui l’atto perviene a tale ufficio.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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