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Inammissibilità Ricorso Penale: Condanna Confermata, Appello Respinto

Due donne sono state condannate per lesioni personali e minaccia dal Giudice di Pace, sentenza poi confermata dal Tribunale. Hanno presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove, il rifiuto di sentire un testimone e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale. Ha stabilito che non si può contestare la motivazione per reati di competenza del Giudice di Pace. Le altre doglianze erano generiche o non proposte in precedenza. Le ricorrenti dovranno pagare le spese processuali e risarcire la parte civile.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32704 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

L’Inammissibilità del Ricorso Penale: Quando la Cassazione non entra nel merito

Il sistema giudiziario italiano prevede diversi gradi di giudizio. La Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo. Essa verifica la corretta applicazione delle leggi. Non riesamina i fatti. Tuttavia, esistono casi in cui un ricorso non viene nemmeno esaminato nel merito. Si parla di inammissibilità ricorso penale. Questo accade quando il ricorso non rispetta i requisiti di legge. La recente ordinanza della Cassazione, che analizziamo, offre un esempio chiaro di questa situazione.

Il Caso: Condanna per Lesioni e Minacce

Il caso riguarda due donne. Un Giudice di Pace le ha condannate per i reati di lesioni personali e minaccia. Il Tribunale ha poi confermato questa condanna. Le due donne, quindi, hanno deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Hanno cercato di ottenere l’annullamento della sentenza.

I Motivi del Ricorso e l’Inammissibilità Ricorso Penale

Le ricorrenti hanno sollevato diverse obiezioni. Hanno contestato la valutazione delle prove da parte dei giudici precedenti. Hanno lamentato il rifiuto di sentire un testimone. Infine, hanno chiesto l’applicazione della particolare tenuità del fatto. Questa norma permette di non punire reati di minima importanza. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità ricorso penale per tutti i motivi presentati. Ogni doglianza non rispettava i criteri previsti dalla legge per essere esaminata.

La Valutazione delle Prove: Un Limite Specifico

Il primo motivo di ricorso riguardava la valutazione delle prove. Le ricorrenti sostenevano che i giudici precedenti avessero sbagliato nel considerare le testimonianze. La Cassazione ha però chiarito un punto fondamentale. Per i reati di competenza del Giudice di Pace, non si può contestare la motivazione della sentenza in Cassazione. Questo limite è stabilito dall’articolo 606, comma 2-bis, del codice di procedura penale e dall’articolo 39-bis del decreto legislativo n. 274 del 2000. Questi articoli impediscono alla Cassazione di entrare nel merito della valutazione delle prove. La Corte ha quindi ritenuto questo motivo di ricorso inammissibile.

L’Ampliamento delle Prove e la Tenuità del Fatto

Il secondo motivo di ricorso riguardava il rifiuto di sentire un nuovo testimone. Le ricorrenti avevano già presentato questa richiesta nei gradi precedenti. La Cassazione ha giudicato questa doglianza troppo generica. Non ha fornito elementi nuovi o specifici. Ha semplicemente ripetuto quanto già detto. Anche la richiesta di applicare la particolare tenuità del fatto è stata respinta. Le ricorrenti non avevano dimostrato di averla avanzata durante il processo. La legge prevede che questa richiesta non possa essere presentata per la prima volta in Cassazione. Questo è vero se la norma era già in vigore al momento della sentenza impugnata. Anche in questi casi, si è verificata l’inammissibilità ricorso penale.

Le Motivazioni della Cassazione sull’Inammissibilità Ricorso Penale

La Corte di Cassazione ha motivato la sua decisione basandosi su principi consolidati. Ha ribadito che il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio. Non serve a riesaminare i fatti. Serve a verificare la corretta applicazione della legge. Nel caso specifico, le doglianze sulla valutazione delle prove erano precluse dalla legge per i reati del Giudice di Pace. Le altre contestazioni erano generiche o tardive. Non rispettavano i requisiti procedurali. Questo ha portato all’inammissibilità ricorso penale per tutti i punti sollevati dalle ricorrenti. La Corte ha applicato rigorosamente le norme che definiscono i limiti del proprio intervento.

Le Conclusioni: Spese e Risarcimento

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha condannato le due donne al pagamento delle spese processuali. Ha anche stabilito che dovranno versare una somma alla Cassa delle Ammende. Inoltre, le ricorrenti dovranno rimborsare le spese legali sostenute dalla parte civile. La parte civile è la persona che ha subito il danno dai reati e che si è costituita nel processo per chiedere un risarcimento. Questo esito sottolinea l’importanza di presentare ricorsi che rispettino scrupolosamente le norme procedurali. Un ricorso inammissibile comporta non solo la conferma della condanna, ma anche oneri economici aggiuntivi per le parti soccombenti.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.

Si può sempre contestare la motivazione di una sentenza in Cassazione?
No, per i reati di competenza del Giudice di Pace, la legge limita la possibilità di contestare la motivazione della sentenza in Cassazione.

Quando si può chiedere l’applicazione della particolare tenuità del fatto?
La particolare tenuità del fatto deve essere richiesta e discussa nei gradi di giudizio precedenti; non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione se la norma era già in vigore.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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