Inammissibilità del Ricorso in Cassazione: Quando i Motivi sono Apparenti
L’ordinanza in esame offre un’importante lezione sui requisiti di ammissibilità dei ricorsi davanti alla Corte di Cassazione. Il caso riguarda un imputato che, dopo una condanna per truffa in Corte d’Appello, ha presentato ricorso per Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato l’ inammissibilità del ricorso in Cassazione, non entrando nel merito delle questioni sollevate. Questo provvedimento ci permette di analizzare i confini del giudizio di legittimità e i motivi per cui un ricorso può essere respinto senza una discussione di fondo.
I Fatti del Processo
Un soggetto, condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello di Venezia per il reato di truffa ai sensi dell’art. 640 del codice penale, ha proposto ricorso per Cassazione. I motivi presentati erano quattro e miravano a smontare la decisione dei giudici di merito sotto diversi profili: la presunta tardività della querela, la valutazione della sua responsabilità penale, l’eccessività della pena inflitta e il riconoscimento della recidiva.
Analisi dei Motivi di Ricorso e l’Inammissibilità in Cassazione
La Corte ha esaminato ciascun motivo, concludendo per la loro manifesta infondatezza o genericità. Vediamo perché:
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Tardività della Querela: Il primo motivo era una semplice riproposizione di un’eccezione già sollevata e respinta in appello. La Cassazione ha chiarito che un motivo di ricorso non può essere la ‘pedissequa reiterazione’ di argomenti già vagliati, ma deve contenere una critica argomentata e specifica contro le ragioni della sentenza impugnata. In mancanza, il motivo è solo apparente e quindi inammissibile.
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Affermazione di Responsabilità: Il ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il giudizio di Cassazione è un giudizio ‘di legittimità’, non ‘di merito’. Ciò significa che la Suprema Corte non può sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella dei giudici dei gradi precedenti, né può confrontare la motivazione della sentenza con modelli di ragionamento alternativi. Il ricorso era carente perché non si confrontava con la motivazione della Corte d’Appello, ignorandola.
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Eccessività della Pena e Attenuanti: La contestazione sulla misura della pena e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è stata giudicata inammissibile. La graduazione della pena è un potere discrezionale del giudice di merito, che deve esercitarlo seguendo i criteri degli artt. 132 e 133 c.p. In Cassazione si può censurare solo una motivazione assente, illogica o contraddittoria, non la scelta in sé.
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Sussistenza della Recidiva: Anche l’ultimo motivo è stato ritenuto infondato. La Corte d’Appello aveva correttamente applicato i principi giurisprudenziali, valutando il rapporto concreto tra il reato in esame e le condanne precedenti per stabilire se queste indicassero una ‘perdurante inclinazione al delitto’.
Le Motivazioni della Corte
La decisione della Cassazione si fonda su principi consolidati della procedura penale. L’inammissibilità del ricorso in Cassazione scatta quando l’impugnazione non rispetta il requisito della specificità, come previsto dall’art. 591 c.p.p. Un motivo è specifico non solo quando non è indeterminato, ma anche quando instaura un dialogo critico con la sentenza impugnata. Ignorare le argomentazioni del giudice di merito o limitarsi a riproporre le stesse difese equivale a presentare un ricorso non specifico. La Corte non è un ‘terzo grado di giudizio’ dove si può ridiscutere l’intero processo, ma un organo di controllo sulla corretta applicazione del diritto. Pertanto, argomentazioni che si traducono in una diversa lettura delle prove o in una richiesta di riesame dei fatti sono precluse in questa sede.
Conclusioni
L’ordinanza conferma che per accedere al giudizio della Corte di Cassazione è indispensabile formulare censure precise, pertinenti e critiche rispetto alla decisione impugnata. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso o riproporre argomenti già disattesi. La decisione di inammissibilità comporta, come in questo caso, non solo la fine del processo, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, a sanzione di un’impugnazione ritenuta priva dei requisiti minimi di legge.
Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando i motivi presentati sono generici, non specifici, o si limitano a ripetere argomentazioni già respinte nei gradi di merito senza una critica puntuale alla sentenza impugnata. È inammissibile anche quando si chiede alla Corte di rivalutare i fatti e le prove, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
È possibile contestare la severità della pena davanti alla Corte di Cassazione?
Sì, ma solo entro limiti precisi. Non si può contestare la scelta discrezionale del giudice di merito sulla quantità della pena. Si può, invece, censurare la decisione se la motivazione è totalmente assente, manifestamente illogica o contraddittoria rispetto ai criteri legali (artt. 132 e 133 c.p.).
Cosa significa che la Corte di Cassazione è un giudice di legittimità?
Significa che il suo compito non è decidere una terza volta ‘chi ha torto e chi ha ragione’ riesaminando le prove, ma è quello di verificare che i giudici dei gradi precedenti abbiano applicato correttamente le norme di legge e abbiano motivato la loro decisione in modo logico e coerente. Non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del giudice di merito.