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Inammissibilità del ricorso per genericità: condanna confermata

L’Imputato è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di oggetti atti a offendere durante manifestazioni sportive. Egli ha proposto ricorso lamentando l’insufficienza delle prove fotografiche e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per genericità. I giudici hanno rilevato che i motivi di impugnazione si limitavano a riproporre le medesime questioni già affrontate e risolte dalla Corte d’Appello, senza contestare in modo specifico e logico le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, l’Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 7417 Anno 2022
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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso e l’inammissibilità del ricorso per genericità

L’ordinamento giuridico italiano prevede regole rigide per l’accesso ai diversi gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso emblematico che evidenzia l’importanza di formulare i motivi di impugnazione in modo preciso. La pronuncia si concentra sull’inammissibilità del ricorso per genericità, un principio fondamentale che impedisce di riproporre semplicemente le stesse difese già respinte nei gradi precedenti senza un reale confronto con la decisione del giudice d’appello. Nel caso in esame, l’Imputato era stato condannato per reati commessi durante una manifestazione sportiva. La difesa ha tentato di ribaltare la decisione senza però confrontarsi con le motivazioni dei giudici di secondo grado.

I motivi del ricorso presentati dall’Imputato

L’Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello che confermava la sua condanna. Le accuse contestate riguardavano la resistenza a un pubblico ufficiale e il possesso di strumenti atti a offendere in occasione di manifestazioni sportive. La difesa ha contestato la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. In particolare, l’Imputato ha sostenuto l’insufficienza della prova fotografica utilizzata per la sua identificazione sul luogo dei fatti. Inoltre, la difesa ha lamentato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e dell’attenuante specifica legata all’aver agito per suggestione della folla in tumulto. Secondo la prospettazione difensiva, i giudici di merito non avevano valutato correttamente questi elementi favorevoli.

Il dovere di specificità nei motivi di impugnazione

La legge processuale penale stabilisce che i motivi di ricorso debbano essere specifici. Questo significa che chi impugna una sentenza non può limitarsi a esprimere un generico disaccordo con la decisione del giudice. Il ricorrente deve indicare con precisione i punti della decisione che ritiene errati e spiegare le ragioni di fatto e di diritto che giustificano la riforma della sentenza. La semplice riproduzione delle tesi difensive già esanese e respinte dai giudici di secondo grado non soddisfa questo requisito di legge. Il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio in cui si può chiedere una nuova valutazione dei fatti, ma un giudizio di legittimità volto a verificare la corretta applicazione delle norme e la logicità della motivazione.

Le motivazioni della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso per genericità

I giudici della Suprema Corte hanno analizzato dettagliatamente il ricorso dell’Imputato. La Corte ha rilevato che le censure proposte erano del tutto generiche rispetto alla motivazione della sentenza d’appello. La Corte d’Appello aveva infatti ricostruito le condotte illecite in modo puntuale e dettagliato, offrendo una motivazione logica e coerente sulla colpevolezza dell’Imputato. Il ricorso di legittimità non ha offerto elementi nuovi né ha contrastato efficacemente le argomentazioni della sentenza impugnata. Per questa ragione, la Cassazione ha ravvisato l’inammissibilità del ricorso per genericità. I giudici hanno ribadito che la mancata contestazione specifica delle singole argomentazioni della sentenza impugnata rende il ricorso nullo sul piano pratico, poiché impedisce alla Corte di svolgere il proprio sindacato di legittimità.

Le conclusioni della Suprema Corte e le sanzioni applicate

La decisione della Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la responsabilità penale dell’Imputato. Dichiarando inammissibile il ricorso, i giudici hanno posto fine alla vicenda processuale. L’Imputato ha perso la causa e deve subire le conseguenze legali ed economiche della sua condotta processuale. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, a causa della manifesta infondatezza e genericità dei motivi presentati, i giudici hanno inflitto all’Imputato una sanzione pecuniaria di tremila euro da versare alla Cassa delle ammende. Questa sanzione serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati che intasano la macchina della giustizia.

Cosa succede se i motivi del ricorso in Cassazione sono generici?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e la Corte non esamina il merito della vicenda, confermando la condanna precedente.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende.

Si possono presentare in Cassazione le stesse difese già usate in appello?
No, non è possibile riproporre semplicemente le stesse argomentazioni senza contestare in modo specifico i punti della sentenza d’appello.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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