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Inammissibilità del ricorso per cassazione: no a copie d’appello

Due imputati hanno presentato ricorso davanti alla Suprema Corte contro la sentenza della Corte di Appello. I ricorrenti hanno riproposto le stesse doglianze già respinte nei precedenti gradi, contestando anche la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione per difetto di specificità dei motivi. I giudici hanno chiarito che ripetere argomenti già esaminati senza criticare punto per punto la sentenza impugnata rende l’impugnazione inefficace. Di conseguenza, i giudici hanno condannato entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32137 Anno 2026
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Pubblicato il 2 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso e l’inammissibilità del ricorso per cassazione

Due imputati hanno impugnato la sentenza della Corte di Appello davanti ai giudici di legittimità. I ricorrenti hanno contestato la decisione di secondo grado riproponendo le medesime censure già formulate nei precedenti gradi di giudizio. Tra le richieste, la difesa ha inserito anche la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. L’esito del giudizio ha confermato la rigorosa disciplina che regola l’inammissibilità del ricorso per cassazione quando mancano motivi precisi e specifici.

I giudici della Suprema Corte hanno rilevato come i primi due motivi di ricorso consistessero nella pura ripetizione delle doglianze già avanzate in appello. Tali censure erano state già puntualmente esaminate e respinte dai giudici territoriali con argomentazioni dettagliate. La difesa non ha formulato una critica puntuale contro i singoli passaggi della sentenza impugnata. Questo comportamento processuale ha trasformato l’impugnazione in una contestazione generica e del tutto inefficace.

Il requisito di specificità contro l’inammissibilità del ricorso per cassazione

Il codice di procedura penale impone alle parti di redigere motivi di ricorso strettamente correlati alla motivazione del provvedimento impugnato. L’atto di impugnazione non può ridursi a un mero copia e incolla delle precedenti memorie difensive. Il ricorrente deve individuare con esattezza i vizi logici o giuridici commessi dal giudice di secondo grado.

Anche il terzo motivo di doglianza, relativo alla mancata concessione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, ha subito la stessa sorte. La Corte territoriale aveva già spiegato in modo logico e coerente le ragioni per cui non poteva applicare tale beneficio. I ricorrenti si sono limitati a riproporre la richiesta senza evidenziare alcun errore giuridico nella motivazione della Corte di Appello. La mancanza di un confronto diretto con il testo della sentenza rende inevitabile il rigetto immediato dell’atto.

Le motivazioni dei giudici di legittimità

I magistrati hanno fondato la loro decisione sul principio consolidato secondo cui il ricorso per cassazione richiede una critica mirata e specifica. La legge processuale stabilisce una sanzione precisa per l’assenza di correlazione tra le censure proposte e la motivazione della sentenza impugnata. Se il difensore non attacca direttamente i passaggi logici della decisione, il motivo di ricorso si considera solo apparente.

La Corte di Cassazione non costituisce un terzo grado di merito dove ridiscutere liberamente i fatti di causa. Il compito della Suprema Corte consiste unicamente nel verificare la corretta applicazione della legge e la tenuta logica della sentenza. La riproposizione passiva di argomenti già esaminati e motivatamente respinti dai giudici di appello non soddisfa questo standard fondamentale.

Le conclusioni e le sanzioni per l’inammissibilità del ricorso per cassazione

La Suprema Corte ha chiuso il procedimento dichiarando inammissibili entrambi i ricorsi presentati dagli imputati. I giudici hanno condannato i ricorrenti al pagamento di tutte le spese del procedimento penale. La decisione ha comportato anche l’obbligo di versare una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Questa pronuncia ribadisce la necessità di formulare ricorsi tecnici, mirati e rigorosamente aderenti alle motivazioni della sentenza di secondo grado. Un’impugnazione meramente ripetitiva espone la parte a conseguenze economiche rilevanti oltre alla definitività della condanna.

Per quale motivo la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso?
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché i motivi riproponevano le stesse argomentazioni dell’appello senza contestare specificamente le risposte fornite dal giudice di secondo grado.

Cosa accade se il ricorso per cassazione ripete solo i motivi di appello?
Il ricorso viene considerato privo di specificità, viene respinto senza esame nel merito e il ricorrente subisce la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.

Quali conseguenze economiche comporta la dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente deve pagare le spese del procedimento processuale e versare una somma determinata dalla legge a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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