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Inammissibilità del ricorso per cassazione: confermata la multa

Il Giudice di Pace di Perugia condannava Lo Straniero alla multa di 18.000 euro per il reato di inosservanza dell’ordine di allontanamento dal territorio nazionale. Lo Straniero proponeva ricorso lamentando violazione di legge e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione a causa della genericità dei motivi presentati, i quali riproducevano questioni già ampiamente e correttamente risolte dal giudice di merito. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38202 Anno 2023
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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso dell’ordine di allontanamento non rispettato

La vicenda trae origine dalla condanna inflitta dal Giudice di Pace nei confronti de Lo Straniero. Il giudice di merito aveva accertato la colpevolezza del soggetto per il reato legato alla violazione dell’ordine di allontanamento dal territorio dello Stato. Questa condotta integra la fattispecie prevista dalla normativa sull’immigrazione. La sentenza di primo grado stabiliva una pena pecuniaria di 18.000 euro di multa. Lo Straniero decideva quindi di impugnare la decisione, portando la questione davanti alla Suprema Corte di Cassazione. Il ricorso si fondava su contestazioni relative alla mancata assoluzione e alla determinazione della pena. Tuttavia, la difesa ha formulato censure troppo vaghe, determinando l’inammissibilità del ricorso per cassazione. Questo esito evidenzia l’importanza di strutturare i motivi di impugnazione in modo estremamente preciso e dettagliato, evitando formule generiche che non superano il filtro di ammissibilità della Suprema Corte.

I motivi del ricorso presentati dalla difesa

La difesa de Lo Straniero ha articolato il ricorso su due punti principali. Il primo motivo riguardava la presunta violazione di legge e il vizio di motivazione circa la mancata assoluzione. Il secondo motivo contestava l’applicazione dei criteri di determinazione della pena previsti dal codice penale. Entrambe le doglianze, tuttavia, non entravano nel dettaglio delle motivazioni espresse dal primo giudice. La giurisprudenza richiede che i motivi di ricorso siano specifici e strettamente correlati alle argomentazioni della sentenza impugnata. La semplice riproposizione di tesi astratte o già superate non soddisfa i requisiti di legge. Questo difetto di specificità ha segnato l’esito del giudizio di legittimità. La difesa non ha saputo indicare con precisione quali passaggi della sentenza del Giudice di Pace fossero effettivamente viziati da errori di diritto o da evidenti illogicità.

Le motivazioni: la genericità delle censure sollevate

La Corte di Cassazione ha fondato la propria decisione sulla manifesta genericità dei motivi proposti dal ricorrente. I giudici di legittimità hanno rilevato che le doglianze della difesa non contrastavano efficacemente la struttura logica della sentenza del Giudice di Pace. Il provvedimento impugnato conteneva infatti una motivazione congrua e coerente su tutti i punti chiave della responsabilità penale. Quando il ricorso si limita a ripetere obiezioni generiche senza confrontarsi con le risposte fornite dal giudice di merito, l’impugnazione non può essere accolta. L’inammissibilità del ricorso per cassazione rappresenta la sanzione processuale per questa mancanza di specificità. La Corte ha quindi ribadito l’importanza del principio di specificità dei motivi di ricorso, che impone al ricorrente di muovere critiche puntuali e mirate contro la decisione impugnata, pena la sanzione della Cassa delle Ammende.

Le conclusioni: le conseguenze del ricorso inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal difensore de Lo Straniero. Questa decisione comporta conseguenze finanziarie precise e immediate per il ricorrente. Oltre alla conferma della condanna originaria alla multa di 18.000 euro, Lo Straniero deve farsi carico delle spese del procedimento di legittimità. Inoltre, la Corte ha ravvisato la colpa nella presentazione di un ricorso palesemente infondato. Per questo motivo, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende. L’inammissibilità del ricorso per cassazione si traduce così in un pesante aggravio economico per la parte che ha promosso un giudizio privo di reali fondamenti giuridici. Questo caso dimostra come la superficialità nella redazione degli atti possa trasformarsi in un danno economico significativo per il cittadino.

Cosa succede se i motivi del ricorso per Cassazione sono troppo generici?
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Quale reato era stato contestato al ricorrente in questo caso?
Al ricorrente era stata contestata l’inosservanza dell’ordine di allontanamento dal territorio nazionale emesso dal questore.

A quanto ammonta la sanzione per la Cassa delle Ammende decisa dalla Corte?
La Corte ha stabilito una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende a causa dell’inammissibilità del ricorso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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