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Genericità dei motivi di ricorso: ricorso respinto e multa salata

Il Ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d’Appello, che aveva già dichiarato inammissibile il suo precedente appello. La contestazione riguardava l’applicazione della recidiva, ma l’atto non confutava in modo specifico le motivazioni dei giudici di merito. La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità del ricorso a causa della genericità dei motivi di ricorso. L’atto di impugnazione, infatti, non mostrava alcuna correlazione logica e critica con la decisione impugnata, limitandosi a contestazioni astratte. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25923 Anno 2023
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Pubblicato il 30 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il problema della genericità dei motivi di ricorso in Cassazione

La presentazione di un ricorso davanti alla Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo passo per cercare di ribaltare una sentenza sfavorevole. Tuttavia, questo strumento richiede il rispetto di regole formali e sostanziali estremamente rigide. Tra i motivi più frequenti di rigetto spicca la genericità dei motivi di ricorso, un difetto che rende l’atto del tutto inefficace. Quando la difesa non si confronta direttamente con le ragioni espresse dai giudici nei gradi precedenti, la Suprema Corte non esamina nemmeno il merito della questione. Questo meccanismo serve a garantire che il ricorso sia una vera critica e non una semplice protesta formale. Una recente ordinanza della Cassazione ha ribadito l’importanza di questo principio, dichiarando inammissibile l’impugnazione di un cittadino che aveva ignorato le motivazioni della sentenza d’appello.

Il caso concreto: la contestazione della recidiva

La vicenda trae origine dalla condanna di un cittadino, indicato come Il Ricorrente, a cui i giudici avevano applicato la recidiva (la circostanza aggravante per chi commette un nuovo reato dopo una condanna precedente). Il Ricorrente ha cercato di contestare questa decisione proponendo appello. Tuttavia, la Corte d’Appello ha dichiarato inammissibile l’impugnazione a causa della vaghezza delle argomentazioni difensive. Invece di correggere il tiro, la difesa ha presentato un ulteriore ricorso in Cassazione riproponendo le medesime censure generiche. L’atto depositato non conteneva alcuna reale confutazione delle motivazioni espresse dal Tribunale prima e dalla Corte d’Appello poi. Questo comportamento ha precluso ogni possibilità di successo, poiché la Suprema Corte esige un confronto critico e puntuale con i provvedimenti impugnati.

Le motivazioni della decisione sulla genericità dei motivi di ricorso

I giudici della Suprema Corte hanno fondato la loro decisione su un principio giuridico consolidato. Un ricorso è considerato inammissibile per genericità dei motivi di ricorso quando manca una reale correlazione tra le ragioni della decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’atto di impugnazione. La difesa non può ignorare le affermazioni contenute nel provvedimento che intende censurare. L’atto di ricorso deve necessariamente individuare i passaggi specifici della sentenza ritenuti errati e spiegare in modo logico il motivo dell’errore. Nel caso in esame, il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse lamentele astratte già respinte nei gradi precedenti. Questo totale distacco tra le motivazioni dei giudici e le obiezioni della difesa ha reso inevitabile la dichiarazione di inammissibilità.

Le conclusioni e le conseguenze pratiche per il ricorrente

La Corte di Cassazione ha concluso il giudizio dichiarando l’inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta conseguenze pratiche immediate e definitive per Il Ricorrente. La condanna originaria diventa irrevocabile e non è più possibile proporre ulteriori impugnazioni ordinarie. Inoltre, la Corte ha condannato Il Ricorrente al pagamento delle spese processuali. A questa sanzione si aggiunge l’obbligo di versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria viene applicata sistematicamente quando il ricorso viene dichiarato inammissibile per colpa del ricorrente, con lo scopo di scoraggiare la presentazione di impugnazioni palesemente infondate o scritte senza il rispetto dei requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge.

Cosa si intende per motivi generici in un ricorso?
Si tratta di argomentazioni che non contestano in modo diretto e specifico i punti della decisione del giudice precedente, limitandosi a contestazioni astratte.

Quali sono le conseguenze se il ricorso viene dichiarato inammissibile?
La decisione precedente diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e spesso a una sanzione pecuniaria.

Si può contestare la recidiva con un atto generico?
No, ogni contestazione, inclusa quella sulla recidiva, deve confutare in modo preciso e dettagliato le motivazioni espresse dal tribunale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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