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Furto in ospitalità: no alla particolare tenuità del fatto

L’Imputato è stato condannato per il furto di una carta bancomat commesso all’interno dell’abitazione di amici che lo ospitavano. L’Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il diniego della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la presenza di precedenti penali specifici configura un’abitualità nel reato che impedisce l’applicazione della particolare tenuità del fatto. Inoltre, la concessione delle attenuanti generiche richiede elementi positivi di meritevolezza, non riscontrabili nel caso di specie. Di conseguenza, l’Imputato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 14642 Anno 2022
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Pubblicato il 21 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il furto del bancomat e la richiesta di particolare tenuità del fatto

L’ospitalità rappresenta un valore sociale fondamentale, ma talvolta questo legame di fiducia viene violato per scopi illeciti. Nel caso specifico, un soggetto ha sottratto una carta bancomat dall’abitazione delle persone che lo ospitavano temporaneamente. L’autore del gesto ha utilizzato la tessera per effettuare prelievi non autorizzati e trarre un profitto personale. Questo comportamento integra il reato di furto aggravato dall’abuso di ospitalità. In sede di giudizio, la difesa ha richiesto l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Questa norma consente di evitare la condanna penale quando l’offesa risulta minima e il comportamento non è abituale. Tuttavia, i giudici di merito hanno respinto la richiesta a causa della condotta pregressa del colpevole.

Quando si configura l’abitualità ostativa alla particolare tenuità del fatto

La legge esclude l’applicazione della particolare tenuità del fatto quando il comportamento del colpevole risulta seriale o abituale. L’abitualità si configura quando l’autore commette almeno due illeciti oltre a quello esaminato nel processo in corso. Questi illeciti devono possedere la stessa indole, ovvero devono colpire la medesima categoria di beni protetti dalla legge. Nel caso in esame, il soggetto presentava numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio. La Corte di Cassazione ha precisato che non occorre una condanna definitiva per accertare l’abitualità del comportamento. Il giudice può valutare anche reati non ancora giudicati definitivamente o precedenti dichiarazioni di non punibilità. La serialità delle condotte illecite impedisce la concessione del beneficio della non punibilità.

Il diniego delle circostanze attenuanti generiche

La difesa ha contestato anche il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche da parte dei giudici di merito. Secondo la tesi difensiva, i precedenti penali non dovevano precludere automaticamente la concessione di uno sconto di pena. La Suprema Corte ha respinto questa ricostruzione giuridica. La concessione delle attenuanti generiche non costituisce un diritto automatico per il reo. Il giudice deve riscontrare elementi positivi concreti che dimostrino la meritevolezza del colpevole. La semplice assenza di elementi negativi o lo stato di incensuratezza non bastano più per ottenere la riduzione della sanzione. Nel caso specifico, il soggetto non ha mostrato alcuna condotta positiva idonea a giustificare una mitigazione della pena. Di conseguenza, il diniego dei giudici risulta pienamente legittimo e motivato.

Le motivazioni della decisione sulla particolare tenuità del fatto

I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso analizzando la gravità complessiva della condotta del colpevole. Il soggetto ha commesso il furto mentre si trovava sottoposto a una misura alternativa alla detenzione. Questa circostanza dimostra una totale assenza di rispetto per le prescrizioni dell’autorità giudiziaria e per il percorso di reinserimento sociale. Inoltre, l’abuso della relazione di ospitalità aggrava notevolmente il disvalore morale dell’azione. La presenza di una pluralità di reati della stessa indole conferma la tendenza a delinquere del soggetto. Per queste ragioni, la Corte ha ritenuto impossibile applicare la particolare tenuità del fatto. La condotta non può essere considerata un episodio isolato o di scarso rilievo sociale.

Le conclusioni della Cassazione sul ricorso dell’Imputato

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal ricorrente. Questa decisione comporta la conferma definitiva della condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio. Il ricorrente deve farsi carico interamente delle spese del procedimento giudiziario. Inoltre, i giudici hanno condannato il soggetto al pagamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione colpisce chi propone un ricorso palesemente infondato o privo di presupposti giuridici. La decisione ribadisce che la serialità dei reati e il tradimento della fiducia privata impediscono qualsiasi forma di indulgenza da parte dello Stato.

Quando si applica la particolare tenuità del fatto?
Si applica quando l’offesa provocata dal reato è minima e il comportamento del colpevole non risulta abituale o seriale.

I precedenti penali impediscono sempre la particolare tenuità del fatto?
Sì, la presenza di più reati della stessa indole dimostra un comportamento abituale che esclude per legge questo beneficio.

Cosa serve per ottenere le attenuanti generiche?
Occorre dimostrare elementi positivi nella condotta del reo, poiché la semplice assenza di precedenti non è più sufficiente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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