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Furto con strappo: condannato il tifoso che scippa l’agente

Durante i festeggiamenti per una partita di calcio, un tifoso strappa dalle mani di un agente di polizia in borghese una videocamera, la scaglia contro una recinzione e poi la nasconde a casa della compagna. L’imputato contesta la condanna per furto con strappo, sostenendo di aver agito solo per danneggiare l’oggetto o impedire le riprese, escludendo il fine di profitto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che il dolo specifico del furto non richiede necessariamente un guadagno economico, potendo consistere anche in un’utilità non patrimoniale, come l’ostacolare le indagini di polizia o soddisfare un bisogno psichico. L’appropriazione fisica del bene e il suo occultamento confermano la responsabilità penale dell’uomo.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 28244 Anno 2023
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Pubblicato il 16 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il reato di furto con strappo negli stadi

Durante i festeggiamenti per la promozione della squadra del cuore, l’entusiasmo può degenerare in comportamenti penalmente rilevanti. Un tifoso ha strappato con violenza una telecamera dalle mani di un agente di polizia in borghese. Questo comportamento integra perfettamente il reato di furto con strappo, una fattispecie grave che tutela il patrimonio e l’incolumità fisica delle persone. L’imputato ha cercato di difendersi sostenendo l’assenza di un fine di lucro, ma i giudici hanno respinto questa tesi difensiva.

La dinamica dello scippo della telecamera

L’agente di polizia stava filmando un’invasione di campo per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. Il tifoso ha agito con una condotta fulminea, strappando lo strumento dalle mani dell’operatore in pochissimi secondi. Subito dopo, l’uomo ha scagliato la videocamera contro la recinzione del settore ospiti. Invece di abbandonare l’oggetto danneggiato, il tifoso lo ha raccolto e nascosto. La polizia ha successivamente ritrovato la telecamera occultata in un armadio nell’abitazione della compagna dell’uomo.

Quando lo scippo non richiede un guadagno economico

La difesa ha sostenuto che l’azione violenta mirasse esclusivamente a danneggiare la telecamera o a interrompere le riprese della polizia scientifica. Secondo questa tesi, la mancanza di un fine di lucro escluderebbe il dolo specifico (la coscienza e volontà di raggiungere un fine particolare) richiesto dalla legge per la condanna. La giurisprudenza prevalente smentisce questa impostazione restrittiva. Il concetto di profitto nel reato di furto non coincide esclusivamente con un incremento del patrimonio monetario del colpevole. Il profitto può essere rappresentato da qualsiasi utilità, anche di natura morale, spirituale o psichica.

La tutela del pubblico ufficiale in servizio

Un altro punto cruciale della vicenda riguarda la consapevolezza del ruolo della vittima. L’agente aggredito operava in borghese ma portava sul petto la placca di riconoscimento della Polizia di Stato ben visibile. L’imputato ha affermato di non aver riconosciuto il poliziotto a causa della concitazione del momento. I giudici hanno ritenuto questa giustificazione del tutto inverosimile. Se l’agente fosse stato un semplice spettatore, il tifoso non avrebbe avuto alcun motivo di sottrargli la telecamera per poi nasconderla. La condotta fulminea dimostra la chiara volontà di neutralizzare l’attività di indagine del pubblico ufficiale. Di conseguenza, i magistrati hanno applicato la circostanza aggravante prevista per i reati commessi contro i rappresentanti dello Stato in servizio.

Le motivazioni della sentenza sul furto con strappo

La Suprema Corte ha confermato la condanna basandosi su elementi probatori precisi e concordanti. I giudici di legittimità hanno evidenziato che l’imputato non ha semplicemente danneggiato il bene, ma se ne è impossessato fisicamente. Il ritrovamento della telecamera nell’armadio della fidanzata dimostra la volontà di acquisire la disponibilità materiale dell’oggetto. Questo spostamento patrimoniale configura il reato consumato e non il semplice tentativo. Inoltre, la Corte ha ribadito che il fine di impedire lo sviluppo di indagini di polizia costituisce un’utilità idonea a integrare il dolo specifico del furto con strappo. L’azione fulminea ha privato il poliziotto dello strumento di lavoro e ha ostacolato l’accertamento di eventuali reati commessi da altri tifosi durante l’invasione di campo.

Le conclusions sulla sottrazione della videocamera

La decisione della Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro per la gestione dell’ordine pubblico e la tutela dei beni. Chi sottrae un oggetto a un pubblico ufficiale per nascondere prove o per ritorsione risponde di furto con strappo aggravato. La mancanza di un intento di rivendita del bene non esclude la punibilità. Il ricorso dell’imputato è stato dichiarato infondato. L’uomo deve quindi espiare la pena stabilita dalla Corte d’appello e pagare le spese del procedimento giudiziario. Questa pronuncia rafforza la tutela degli operatori di polizia impegnati in contesti complessi come le manifestazioni sportive.

Il furto con strappo richiede sempre un guadagno economico?
No, il dolo specifico può consistere in qualsiasi utilità, anche non patrimoniale, come ostacolare le indagini di polizia.

Cosa succede se si strappa un oggetto a un poliziotto in borghese?
Si rischia la condanna per furto con strappo aggravato se il pubblico ufficiale indossa elementi di riconoscimento visibili come la placca.

Nascondere l’oggetto sottratto esclude il reato di danneggiamento?
Sì, l’occultamento dimostra la volontà di appropriarsi del bene, configurando il reato di furto e non quello di semplice danneggiamento.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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