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Furto Aggravato: Dichiarazioni de Relato Valide se la Difesa Tace

Un Imputato è stato condannato per furto aggravato in abitazione. Ha presentato ricorso, contestando l’utilizzabilità delle **dichiarazioni de relato** (testimonianze indirette) perché i testimoni diretti non erano stati sentiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le dichiarazioni de relato sono utilizzabili se la difesa non ha chiesto di sentire i testimoni diretti in primo grado, rinunciando tacitamente a tale diritto. La condanna è stata confermata.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 29359 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

Introduzione: Le Dichiarazioni de relato e il loro peso nel processo

Nel mondo del diritto penale, la prova è la base di ogni decisione. Tra le varie forme di prova, le dichiarazioni de relato (o testimonianze indirette) assumono un ruolo particolare. Si tratta di testimonianze in cui una persona riferisce ciò che ha sentito dire da un’altra, anziché ciò che ha visto o percepito direttamente. La loro ammissibilità e il loro valore probatorio sono spesso oggetto di dibattito e di pronunce giurisprudenziali. Questa sentenza della Corte di Cassazione chiarisce un aspetto fondamentale sulla loro utilizzabilità in un contesto di furto aggravato.

Il Fatto: Un caso di furto aggravato in abitazione

Un Imputato ha ricevuto una condanna per furto aggravato, un reato commesso all’interno di un’abitazione. La sentenza di condanna è stata pronunciata dal Tribunale e poi confermata dalla Corte d’Appello. L’Imputato non si è arreso e ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Il suo principale argomento riguardava l’inutilizzabilità delle prove. Sosteneva che le testimonianze indirette, le cosiddette dichiarazioni de relato, non avrebbero dovuto essere considerate valide. Questo perché i testimoni diretti, cioè le persone che avevano assistito ai fatti o avevano le informazioni originali, non erano stati sentiti in modo adeguato durante il processo di primo grado.

Cosa sono le Dichiarazioni de relato?

Le dichiarazioni de relato sono, in termini semplici, testimonianze di seconda mano. Immagina che un testimone dica: “Ho sentito dire da Tizio che Caio ha fatto questo”. Tizio è il testimone diretto, Caio è l’autore del fatto, e il testimone che riferisce è il testimone indiretto. Il codice di procedura penale stabilisce regole precise per l’utilizzo di queste testimonianze. La legge mira a garantire che la prova sia il più possibile diretta e affidabile. Per questo motivo, di norma, il giudice deve cercare di sentire direttamente la fonte originale dell’informazione, se possibile. Questo principio tutela il diritto dell’Imputato a confrontarsi con chi lo accusa.

La rinuncia tacita e la validità delle Dichiarazioni de relato

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso dell’Imputato. Ha ribadito un principio consolidato: le dichiarazioni de relato sono utilizzabili anche se il testimone diretto non è stato sentito, a determinate condizioni. La condizione cruciale è che la difesa dell’Imputato non abbia richiesto l’audizione del testimone diretto durante il giudizio di primo grado. Se la difesa non fa questa richiesta, si configura una rinuncia tacita. Significa che, non avendo esercitato il proprio diritto a sentire il testimone diretto, la difesa accetta implicitamente che la testimonianza indiretta possa essere usata come prova.

Le Motivazioni della sentenza sulle Dichiarazioni de relato

La Corte di Cassazione ha spiegato le sue motivazioni in modo chiaro e coerente. Ha sottolineato che la difesa dell’Imputato non aveva mai chiesto di sentire i testimoni diretti durante il dibattimento di primo grado. Non aveva nemmeno sollevato obiezioni quando il giudice aveva revocato l’ammissione di questi testimoni. Questa mancanza di iniziativa da parte della difesa è stata interpretata come una rinuncia al diritto di esaminare i testimoni originali. Pertanto, le dichiarazioni indirette sono state considerate pienamente utilizzabili. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali che confermano questa interpretazione, evidenziando l’importanza della diligenza processuale della difesa.

Le Conclusioni: Il ricorso inammissibile e la conferma della condanna

Alla luce di queste considerazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell’Imputato inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, perché non rispettava i requisiti procedurali. La condanna per furto aggravato è stata quindi confermata. L’Imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. Questa sentenza rafforza il principio secondo cui la difesa ha l’onere di agire tempestivamente per tutelare i diritti dell’Imputato, specialmente per quanto riguarda la richiesta di prove dirette. La mancata azione può avere conseguenze significative sull’esito del processo.

Cos’è una dichiarazione de relato?
È una testimonianza in cui una persona riferisce ciò che ha sentito dire da un’altra persona, anziché ciò che ha visto o sentito direttamente.

Quando le dichiarazioni de relato sono valide in un processo penale?
Sono valide se la difesa non ha richiesto di ascoltare il testimone diretto (la persona che ha visto o sentito i fatti in prima persona) durante il primo grado di giudizio.

Cosa succede se la difesa non contesta le dichiarazioni de relato?
Se la difesa non solleva obiezioni o non chiede di sentire i testimoni diretti, si considera che abbia rinunciato tacitamente a questo diritto, rendendo le dichiarazioni de relato utilizzabili.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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