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Fuga notturna e ubriachezza: no alla particolare tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che contestava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e della sospensione condizionale della pena. Il soggetto si era allontanato di notte da una comunità di recupero per recarsi in centro città, dove era stato trovato in stato di ubriachezza. I giudici hanno confermato che tale condotta non presenta i requisiti di scarsa offensività necessari per l’applicazione dell’esclusione della punibilità. Inoltre, la presenza di precedenti penali ha giustificato il diniego della sospensione condizionale, evidenziando un elevato rischio di recidiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34658 Anno 2023
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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Allontanamento notturno dalla comunità e stato di ubriachezza

La condotta di chi viola le regole di una struttura di accoglienza allontanandosi senza autorizzazione ha rilevanti conseguenze penali. La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un soggetto che si era allontanato di notte da una comunità per recarsi nel centro di Bologna. Le forze dell’ordine lo avevano rintracciato in evidente stato di ubriachezza. Questo comportamento ha spinto i giudici a negare l’applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto. La persona interessata aveva infatti la possibilità di muoversi liberamente negli spazi comuni della struttura. Inoltre, avrebbe potuto rivolgersi agli operatori presenti per risolvere eventuali tensioni con gli altri ospiti, anziché fuggire.

Quando si applica la particolare tenuità del fatto?

L’ordinamento giuridico prevede una causa di esclusione della punibilità per i reati minori. Questa misura si applica quando l’offesa provocata dal comportamento del reo è particolarmente lieve e la condotta non risulta abituale. Il giudice deve valutare la gravità del danno o del pericolo concreto creato dall’azione. Nel caso in esame, la difesa sosteneva che l’allontanamento notturno non avesse causato un danno significativo. Tuttavia, la giurisprudenza richiede una valutazione complessiva del comportamento. L’abuso di alcol e la violazione delle prescrizioni della comunità dimostrano una condotta non trascurabile. Pertanto, la particolare tenuità del fatto non può trovare applicazione quando il comportamento manifesta una chiara ribellione alle regole sociali e di cura.

Il diniego della sospensione condizionale della pena

Oltre alla richiesta di non punibilità, la difesa ha sollecitato la concessione della sospensione condizionale della pena. Questo beneficio permette di evitare l’ingresso in carcere se il condannato non commette nuovi reati entro cinque anni. Il giudice può concedere la sospensione solo se formula una prognosi favorevole sul futuro comportamento del reo. Nel caso specifico, i giudici hanno espresso un giudizio negativo. La presenza di precedenti penali significativi ha impedito la concessione del beneficio. La legge vieta infatti la sospensione quando i precedenti dimostrano una spiccata tendenza a delinquere. La valutazione del rischio di recidiva (ovvero la probabilità di commettere nuovi reati) è stata quindi decisiva per confermare la pena detentiva.

Le motivazioni della sentenza sulla particolare tenuità del fatto

La Corte di Cassazione ha chiarito le ragioni del rigetto del ricorso. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione della Corte d’Appello, ritenendo la condotta tutt’altro che priva di gravità. L’allontanamento notturno e lo stato di ubriachezza rappresentano elementi di forte allarme sociale. La particolare tenuità del fatto richiede l’assenza di una reale pericolosità della condotta. Al contrario, l’allontanamento ingiustificato da una comunità terapeutica o di recupero interrompe il percorso di reinserimento e mette a rischio la sicurezza pubblica. La Suprema Corte ha sottolineato che la presenza di spazi di libertà all’interno della struttura escludeva qualsiasi necessità o urgenza di allontanarsi in quel modo.

Le conclusioni sulla particolare tenuità del fatto

La decisione della Cassazione ribadisce che i benefici di legge non sono automatici. Chi viola le prescrizioni delle strutture di accoglienza rischia sanzioni severe e la perdita delle tutele penali di favore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati dalla difesa. Questa pronuncia comporta l’obbligo per il ricorrente di pagare le spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la legge impone il versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La sentenza conferma la linea di rigore contro chi elude i percorsi di recupero e manifesta una condotta incompatibile con il riconoscimento della particolare tenuità del fatto.

Perché l’allontanamento notturno dalla comunità esclude la particolare tenuità del fatto?
Perché tale comportamento, unito allo stato di ubriachezza in luogo pubblico, dimostra una condotta non scarsamente offensiva e una violazione consapevole delle regole di recupero.

Quando viene negata la sospensione condizionale della pena?
La sospensione viene negata quando il giudice, valutando i precedenti penali del soggetto, formula una prognosi negativa sul rischio che questi possa commettere nuovi reati.

Quali sono le conseguenze finanziarie di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, che nel caso specifico è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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